È comprensibile che nessuno voglia scorie nucleari nel cortile di casa. Ma in Italia il rischio vero è quello di non decidere niente per non scontentare nessuno. Si procede di rinvio in rinvio. Mentre una soluzione per il sito nazionale delle scorie va trovata anche se richiede coraggio e senso di responsabilità . E se una scelta unilaterale dello Stato centrale è improponibile per la frammentazione dei poteri locali, si potrebbe iniziare a riflettere su modalità di compensazione per le comunità che dovessero accettare lo stoccaggio di rifiuti pericolosi nel loro territorio.
Autore: Desk Pagina 195 di 208
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Ricordate la Repubblica delle banane? Ritorna in auge, anche in senso letterale, con la vicenda di Scanzano Jonico. Comprensibile che non si vogliano scorie nucleari nel cortile di casa. Meno comprensibile che il Governo continui a tornare sui suoi passi, non dia informazioni sui criteri di scelta del sito e non offra compensazioni alle comunità interessate.
Come preannunciato, ospitiamo altri interventi sul destino della rete di trasmissione di energia elettrica. Se privatizzarla potrebbe generare problemi, è anche vero che il Tesoro è a caccia di quattrini. La recente diatriba fra Tremonti e l’Autorità per l’energia conferma questo sospetto. Con il Tesoro paladino degli azionisti privati (nonchè dei pochi dividendi) e l’Autorità – ormai in scadenza – che continua a difendere i consumatori. Anche a rischio di intervenire con modalità non del tutto appropriate.
Una rassegna stampa sulle reazioni in Germania alla violazione del Patto di Stabilità e Crescita. Critiche non solo dall’opposizione. Pressochè unanime e negativo il giudizio degli economisti.
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Riproponiamo per i lettori de la voce.info gli interventi di Guido Ascari, Olivier Blanchard e Francesco Giavazzi, Fabrizio Coricelli e Valerio Ercolani, Daniel Gros, Roberto Perotti e Vito Tanzi sulle possibili riforme del Patto di stabilità e crescita.
Una rassegna stampa registra le reazioni in Germania seguite alla violazione del Patto. Guardando avanti, cosa si può fare?
Riproponiamo per i lettori de la voce.info anche gli interventi di Vito Tanzi, Roberto Perotti, Guido Ascari, Olivier Blanchard e Francesco Giavazzi, Daniel Gros, Fabrizio Coricelli e Valerio Ercolani sugli effetti sulle politiche anticicliche e sulle possibili riforme del Patto di stabilità e crescita.
La decisione dell’Ecofin di non applicare le sanzioni a Francia e Germania rischia di sancire la morte del Patto di Stabilità e Crescita. Sarebbe stato meglio non cercare compromessi che nei fatti svuotano il Patto, ma, semmai, utilizzare il poco tempo a disposizione, prima del Consiglio europeo, per riformare il Patto.
Mezzi di informazione e pubblicità concentrate in poche potenti mani in Italia. Con potere economico e potere mediatico che si sovrappongono. Molto più che negli altri paesi industrializzati. L’informazione sulla Legge Finanziaria ne risente: diventa questione di schieramento politico, non di politica economica. In questo quadro la Legge Gasparri torna al Senato, in vista dell’approvazione definitiva. Consolida le posizioni dominanti, salvo affidarsi al digitale terrestre. Presume che ci vorranno 2 anni per la sua diffusione; in realtà potrebbero servirne addirittura 15.
Ricorrendo al voto di fiducia, la Camera ha dato il via libera al decretone che, inter alia, finanzia il nuovo Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). L’Iit dovrebbe promuovere la ricerca scientifica, la formazione e l’eccellenza. Ma sin qui ha solo scatenato polemiche fra gli scienziati che dovrebbero maggiormente beneficiare dell’iniziativa. Ci sforziamo allora di evidenziare i punti critici del progetto e di essere propositivi. L’Iit non deve essere un nuovo polo, ma uno schema che premi i migliori centri di ricerca, anzichè spiazzarli. Deve riuscire ad attrarre finanziamenti esterni perchè le risorse stanziate sono comunque esigue in rapporto alle necessità della ricerca in Italia. E rende ancora più necessarie riforme che aumentino gli incentivi alla ricerca nelle università italiane. Ci sono lezioni utili da imparare dalle esperienze inglesi e canadesi a questo riguardo.
Mario Vavassori di Odm consulting e Leonello Tronti e Saverio Gazzelloni dellÂ’Istat replicano ad Andrea Ichino su salari, statistiche e privacy. La contro-replica dellÂ’autore.
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Riproponiamo la scheda comparativa tra la Current Population Survey e le indagini sulle Forze Lavoro e i precedenti interventi nel dibattito su privacy e ricerca di Andrea Ichino, Nicola Rossi e i commenti di Mario Vavassori , Leonello Tronti e Saverio Gazzelloni.
Introdotto in via sperimentale per il biennio 2003-2004, il concordato preventivo fiscale diventa uno strumento di massa. In quest’ultima formulazione, ha perso anche la caratteristica che ne poteva giustificare l’adozione, quella di essere un mezzo per la composizione degli interessi contrapposti di contribuente e Stato, basato sull’analisi delle singole situazioni. È ora un espediente per scambiare un aumento predeterminato del gettito con la tranquillità fiscale. E come tutti i condoni fiscali, premia chi non ha rispettato le regole.
Nel silenzio generale, la Camera si appresta a dare il via libera al decreto legge nel quale è stata collocata gran parte della manovra di finanza pubblica per il 2004. È un provvedimento che tratta innumerevoli materie, che raramente hanno il requisito dell’urgenza.
Tra le più importanti vi è la riforma della Cassa depositi e prestiti, un progetto i cui contorni e obiettivi non sono affatto chiari. Come verrà mantenuto il rapporto privilegiato con il ministero dell’Economia? Come si garantiranno finanziamenti agevolati a Regioni e enti locali? Che ruolo avrà la nuova Cassa nel finanziamento delle infrastrutture? Forse il vero obiettivo è un altro: abbattere (fittiziamente) il debito pubblico facendo della Cassa una nuova Iri, cui trasferire le partecipazioni azionarie dello Stato.
La manovra assegna al concordato fiscale un ruolo importante nel reperimento di nuove risorse (3.584 milioni di euro nel 2004). Il nuovo concordato ha caratteristiche molto diverse da quelle già disegnate nel 2002: è divenuto un mero espediente per scambiare un aumento predeterminato del gettito con la tranquillità fiscale. Si riproducono così i difetti tipici dei condoni fiscali: viene penalizzato chi è stato più rispettoso delle regole e viene premiato chi si è comportato in modo meno corretto.
Tra le misure minori del decreto, la sperimentazione della de-tax: la devoluzione di una piccola quota del gettito dell’Iva a finalità etiche. La misura non determina risorse private aggiuntive e appare come una sorta di 8 per mille, la cui destinazione verrà però decisa dai contribuenti più ricchi.
Lavoce.info è stata premiata come seconda classificata al concorso “Premio Cenacolo” nella sezione editoria per “l’informazione critica sui temi della politica economica”. Un sentito grazie a tutti i nostri collaboratori.
Angelo Gennari , responsabile del centro studi CISL, risponde a Vincenzo Galasso (“Se il sindacato è vecchio”).  E’ vero che il sindacato invecchia. Cosa fare per impedire che diventi una specie in via di estinzione come i gorilla di montagna? La replica di Galasso secondo cui esiste un problema di rappresentanza dei non iscritti al sindacato, precari e senza lavoro in primo luogo.