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Autore: Desk Pagina 201 di 203

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

sommario 1 luglio 2003

Si inaugura la Presidenza Italiana dell’Unione Europea. Il Governo ha da tempo caldeggiato la proposta di escludere la spesa per ricerca dal computo del deficit pubblico, ai fini del rispetto del Patto di Stabilità e Crescita. Sarebbe però forse più opportuno finanziare a livello europeo i programmi di ricerca di base, perchè questi generano effetti positivi su tutti i paesi dell’Unione. La Convenzione e la parziale riforma della politica agricola completata in questi giorni offrono spazio per una gestione di questi beni pubblici a livello comunitario. In Italia, i problemi della ricerca vanno risolti non tanto destinando più risorse pubbliche alla ricerca e sviluppo, quanto incoraggiando lÂ’accumulazione di capitale umano. Formazione e riforma dellÂ’università sono due componenti chiave di una strategia per superare un modello di specializzazione sempre più vulnerabile. Non guasterebbe poi la rinuncia a tentazioni colbertiste che poco farebbero se non proteggere le imprese che operano in settori tradizionali, lontani dalla frontiera tecnologica. Occorre anche migliorare l’utilizzo delle risorse esistenti: molte imprese non ricorrono ai finanziamenti pubblici disponibili, perchè scoraggiate dagli oneri burocratici. Per la ricerca universitaria, che deve essere in primo luogo “ricerca pura” e non applicata, occore invece utilizzare al meglio le risorse scarse  puntando sulla formazione di “centri di eccellenza”.

Bulimia

Ma che ingordigia, Signor Cavaliere,
l’ho ancor negli occhi, con tutta la corte
non truppe azzurre bensì rossonere
lo sguardo fisso: “O Manchester o morte!”

Ci aveva descritto la sua visione,
di esser costretto a continue vittorie
il cupo destino, la maledizione,
la sua bulimia a cercar nuove glorie.

Pensai, starà calmo le prossime sere,
la Coppa è ormai vinta, si è tolto un bel cruccio;
macchè, Lei già allunga la mano al Corriere
s’è tolto alla fine dai piedi il Ferruccio

Certo, era tempo che lei lo marcava,
tipo tranquillo, ma tipo molesto
le suscitava una voglia di clava
quel direttore del Manifesto

Nelle colonne di via Solferino
qualche sorpresa era sempre in agguato
certo, non massi, al più un sassolino
piccola taglia ma assai acuminato.

Contro la guerra o su certi processi,
o a richiamar gli azionisti distratti
quando è servito dir no a certi eccessi
il buon Ferruccio non è sceso a patti.

Che può la coerenza unita al potere!
Lei, così attento a certi contagi
tutti gli sforzi di farlo tacere
per poi ritrovarsi al Corriere quel Biagi!

Così un altro pezzo di Italia civile
arretra e si assesta su ambigue frontiere
E’ troppo urlare che brucia il fienile?
Dopo la Rai è toccato al Corriere.

Quel che accade in consiglio comunale…

Egregio Signor sindaco Albertini,
i milanesi son suoi cittadini,
ricordano ciò che lei gli promette
e non fa nemmeno se alle strette:

è commissario per l’inquinamento
ma il respirare è sempre più un tormento;
pur di fare approvare il comunale
bilancio, fa qualche «scherzo banale»:

emendamenti fotocopia in bianco,
chiede la polizia in aula al prefetto
per sedare l’«opposizione-branco»

che vuol solo il rispetto della legge!
L’Ulivo ha dei cittadini rispetto,
ed il suo ultimo alibi più regge!

RAI

Ciao Paolo
Ingenuamente avevamo sperato
stai un pò a veder che su quella poltrona
fatto un pò d’ordine, steso il bucato
ci hanno mandato una brava persona

L’identikit sembra quello più adatto
colto, perbene, senza estremismo
il Paolo Mieli non teme ricatto
e poi ha creato il cerchiobottismo!

ma sin da subito han precisato
che non gradivano un indipendente
e che il suo solo e vero mandato
era di fingersi il Presidente

Chi decideva e deciderà
continua ad essere il fido scudiero
l’abbronzatissimo arcigno Saccà
che prende ordini solo al maniero

Quando il buon Mieli ha alzato la voce
sui giornalacci di moglie e fratello
è incominciato un rombo precoce
hanno iniziato a fare un macello

Guarda sto qui, si è proprio montato
meriterebbe una bomba all’uranio
pensa che vuole esser pagato
gli stessi soldi di Alda d’Eusanio.

Così è finita anche questa puntata
certo qualcuno oramai delinque
tanto la Rai va smantellata
e rimarremo con Canale cinque.

Gli scambi di energia vanno all’asta

Il recente regolamento europeo prevede che la gestione degli scambi di energia elettrica sia effettuata attraverso meccanismi di mercato. Una soluzione che non piace ai grandi consumatori italiani perché li priva del sussidio implicito garantito finora dal razionamento delle quantità. Ma per l’Italia potrebbe essere l’occasione per uscire dalla condizione di Paese meno competitivo in Europa in questo settore.

sommario 26 giugno 2003

Mezzo paese in black-out energetico. Colpa del caldo record? Niente affatto. Era tutto prevedibile. Colpa della miopia di chi ci ha condannato a essere un paese che genera poca energia elettrica. E colpa di una riforma costituzionale che assegna troppi poteri in materia agli enti locali. La sicurezza energetica nazionale deve prevalere su interessi locali. Soprattutto ora che la liberalizzazione del settore a livello europeo imporrà di assegnare i diritti a importare energia su base competitiva. In questo quadro, i sussidi impliciti che lo Stato passa ad alcuni grandi clienti non trovano più giustificazione.
Continua la crescita dell’occupazione in Italia: abbiamo creato 2 milioni di posti di lavoro negli ultimi 5 anni. Evviva! Ma non crescono il reddito e i consumi. Forse allora è sommerso che emerge, in parte in seguito alla sanatoria degli immigrati. Le vere riforme del mercato del lavoro sono quelle che permettono di programmare realisticamente i flussi anzichè obbligare gli immigrati di cui abbiamo bisogno a entrare clandestinamente nel nostro paese. Bisogna anche intervenire sul dualismo territoriale. L’occupazione ristagna al Sud, mentre cresce al centro-nord.

sommario 24 giugno 2003

Promuovere i mercati significa anche costruire una infrastruttura adeguata a tenerli in vita.  Ci vogliono autorità che tutelino la concorrenza, capaci di pungere.  Bisogna anche prevenire il formarsi di coalizioni che agiscano contro i mercati.  Un efficiente sistema di protezione sociale fa parte di questa infrastruttura che serve a tenere in vita i mercati.  I lavoratori lasciati senza assicurazioni contro il rischio di mercato finiranno altrimenti per allearsi con i monopolisti nel combattere i mercati.  E’ già successo tante, troppe volte.  Bisogna salvare il capitalismo dai suoi peggiori nemici: i capitalisti.
Dietro alle dispute tra i Ministri Tremonti e Marzano sui nomi per il rinnovo dei vertici delle tre società nate per gestire la liberalizzazione del settore elettrico si cela un conflitto irrisolto tra diritto di proprietà e potere di indirizzo strategico. Da qui un’impasse molto grave, affrontata come ai tempi delle partecipazioni statali, con il regime di prorogatio.  Importante che si riveda al  più presto la normativa che crea questo perverso intreccio istituzionale e si chiariscano così ruoli e responsabilità.
La Pubblica Amministrazione italiana risulta in grave ritardo nell’adozione  dei software di frontiera. Ad esempio, il software  l’ Open Source (OS),  il programma che permette di far funzionare i siti Web, è diffuso nel 38 per cento della PA italiana rispetto al 63 per cento delle amministrazioni degli altri paesi. Importante che il Governo chiarisca al più presto se e come vuole colmare questo divario.

Immigrazione: utili lezioni dall’estero

L’Italia è un Paese di immigrazione recente. Per questo sarebbe utile discutere di politiche dell’immigrazione guardando all’esperienza internazionale, a quanto accaduto in Paesi che da decenni vivono questo problema. Ai lettori riproponiamo alcuni articoli pubblicati da lavoce.info, che possono favorire una discussione informata e meno provinciale sul tema.

Scintille nella piramide elettrica

Le baruffe sui nomi per il rinnovo dei vertici delle tre società nate per gestire la liberalizzazione del settore elettrico rendono evidente un conflitto tra diritto di proprietà (del ministero dell’Economia) e potere di indirizzo strategico (del ministero delle Attività produttive). Da qui un’impasse che invece di essere risolta con una ridistribuzione dei pacchetti azionari, è affrontata come ai tempi delle partecipazioni statali, con il regime di prorogatio.

sommario 19 giugno 2003

Unione Europea e riforme istituzionali

sono al centro del dibattito. Al Consiglio Europeo di Salonicco viene presentata la bozza di Costituzione Europea elaborata dalla Convenzione.  Molti i delusi. Tra lÂ’altro, perché la bozza non estende il voto a maggioranza in politica estera.  Ma è un problema relativamente secondario.  Se si applicasse il voto a maggioranza nellÂ’attuale situazione, nessun Paese si sentirebbe responsabile delle decisioni comuni, con il rischio di far prevalere le scelte ideologiche su quelle realiste, come per la guerra in Iraq. In questo campo, non c’è alternativa ad unÂ’assunzione diretta di responsabilità delle istituzioni europee. Ma i problemi non sono solo costituzionali. Il Patto di Stabilità strangola i paesi dellÂ’EMU e li spinge a tagliare gli investimenti pubblici o a portarli fuori bilancio, riducendo la trasparenza dei conti pubblici. La proposta Tremonti di riprendere il piano Delors sullÂ’infrastrutture transnazionali va nella giusta direzione ma appare del tutto insufficiente. Non c’è alternativa ad una revisione del Patto. Come non c’è alternativa ad una riforma della politica agricola europea. A dieci giorni dallÂ’inizio del suo semestre di Presidenza, l’Italia non sembra intenzionata ad affrontare il problema.  Peccato, perché le follie della PAC le paghiamo soprattutto noi, date le inefficienze della nostra struttura produttiva.  Infine, anche in Italia riprende quota il dibattito sulle grandi riforme istituzionali. Ma ci sono forse riforme più semplici, come quelle sui regolamenti parlamentari, che consentirebbero e in tempi brevi progressi maggiori.

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