Lavoce.info

Autore: Desk

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

sommario 20 maggio 2003

Lo spettro della deflazione, prezzi che calano in un’economia che non sa più crescere e distrugge posti di lavoro, agita i sonni di molti illustri europei. La Banca Centrale Europea ha riconosciuto ufficialmente il pericolo nella sua ultima comunicazione alla stampa. Potrebbe fare di più? Forse stabilire esplicitamente un obiettivo (target) di inflazione, anzichè giocare sui termini (da “al di sotto del” si è passati a “vicino al” 2 per cento) e definirlo come valore centrale di una banda di oscillazione simmetrica. Guadagnerebbe così una reputazione non solo anti-inflazionistica, ma anche anti-deflazionistica. Non deve, invece, la BCE preoccuparsi troppo dell’apprezzamento dell’euro. Ha anche aspetti positivi perchè riduce il costo di materie prime quotate in dollari, facilitando la ripresa. In ogni caso, un coordinamento dei tassi di cambio con la Federal Reserve ha più controindicazioni che vantaggi.
Il Ministro Tremonti ritorna dal G8 come un vincitore, brandendo il successo ottenuto nel riconsegnare ai politici il confronto su Basilea 2, la proposta di accordo sui requisiti patrimoniali delle banche. Ma è una vittoria di Pirro che rischia di allungare a dismisura i tempi — già molti lunghi (comunque non prima del 2007) — di entrata in vigore della nuova normativa. Non è affatto evidente che l’accordo sin qui raggiunto fosse svantaggioso per le piccole imprese. E’ se così fosse stato, perchè non aver sollevato queste obiezioni prima, quando c’era tutto il tempo per porvi riparo?

sommario 15 maggio 2003

Una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha ritenuto illegali le “golden share” introdotte dai governi inglese e spagnolo per proteggere alcune imprese privatizzate da possibili e non gradite scalate.  E’ una decisione destinata a modificare profondamente la governance di alcune delle più grandi imprese europee e ad avvicinarci ancora di più ad un mercato unico dei capitali nell’Unione Europea.  Riguarda da vicino il nostro paese, in cui non solo Telecom, ma anche altre imprese privatizzate sono tuttora soggette a forme di controllo pubblico extra-mercato.  Urge da noi una riforma.  Non solo dell'”azione d’oro”.
In Europa sindacati sul piede di guerra contro Governi che intendono aumentare i contributi (Francia) o allungare la vita lavorativa (Germania).  Da noi agitati perchè non è ancora chiaro cosa voglia fare il Governo in materia.  Apriamo il dibattito sulla proposta di una Maastricht per le pensioni, che vorrebbe sanzionare i paesi che non riducono la spesa previdenziale pubblica.  E’ un modo per ridurre gli ostacoli politici alle riforme?  Se questo è l’obiettivo, forse meglio partire dal documentare a tutti i contribuenti qual è la pensione cui possono legittimamente aspirare a diverse età di pensionamento.  Come fanno in Svezia, in cui è stato adottato un sistema previdenziale molto simile a quello introdotto da noi dalla riforma Dini.

Sulla “Maastricht delle pensioni”

Si chiude il Forum sulla “Maastricht delle pensioni” con unÂ’intervista a Platon Tinios, economista esperto di sistemi pensionistici membro per la Grecia della Social Protection Committee dellÂ’ Unione europea, un intervento di Tito Boeri “I pensionati italiani non sono un problema dellÂ’Europa” e un contributo di Benedetto della Vedova, parlamentare europeo, con Stefano Mazzocchi (Un problema ineludibile).

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