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Autore: Marco Ventoruzzo Pagina 2 di 5

Ventoruzzo Marco Ventoruzzo è professore ordinario di diritto commerciale all'Università Bocconi, dove in passato ha diretto il PhD in Diritto dell'impresa e il Dipartimento di Studi Giuridici; attualmente è Area Director Law della SDA Bocconi. Per molti anni è stato Full Professor of Law presso la Pennsylvania State University Law School. E' membro scientifico del Max Planck Institute on Financial Markets di Lussemburgo, dopo essere stato Direttore fondatore di tale Istituto, ed è Research Associate dello European Corporate Governance Institute dal 2009. Oltre che negli Stati Uniti e in Italia, ha insegnato in qualita' di visiting professor, tra le altre, in importanti università e facoltà di giurisprudenza in Cina, Germania, India, Cile, Spagna, Turchia, Giappone, Rwanda e Brasile. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche in materia di società e intermediazione finanziaria, è membro dei comitati di direzione o redazione di diverse riviste scientifiche, tra cui Oxford Journal of Financial Regulation, European Company and Financial Law Review, Rivista delle società e Banca Impresa Società, ed è socio di uno studio legale. Dal giugno 2022 è Presidente della Associazione Intermediari Mercati Finanziari.

Da una panetteria dell’800 una lezione sulla regolamentazione

Nel 1895 lo stato di New York varò una serie di regole sanitarie e di orario di lavoro per le panetterie. Un piccolo imprenditore si oppose arrivando fino alla Corte suprema, dove vinse. Il vecchio caso ci ricorda che la legge non è quasi mai neutrale.

Troppa responsabilità per l’impresa

Le imprese devono certo perseguire condotte virtuose e responsabili, ma con regole chiare e precise. Invece la proposta di direttiva europea sulla responsabilità d’impresa dimostra poca conoscenza del diritto e un atteggiamento populista e superficiale.

Aziende in fuga dalla Borsa*

Sempre più spesso l’Opa è utilizzata in Italia per abbandonare la quotazione, riguarda grandi imprese ed è spesso associata a un cambio di controllo societario. Tutto ciò ha riflessi sulla struttura e la dimensione del nostro mercato dei capitali.

Investire non è un gioco per dilettanti allo sbaraglio

La morale della vicenda GameStop non è impedire a qualcuno di esprimere opinioni sui social o vietare il trading online di investitori non professionali. Ma il fenomeno pone rischi seri. E va monitorato, a tutela di chi non ha strumenti per difendersi.

GameStop: le regole in gioco

La vicenda GameStop mostra come tecnologia e aspirazioni sociali e politiche rendano oggi possibile un nuovo e concreto livello di ingerenza sulle sorti delle imprese e dei mercati. E solleva serie domande su chi governa questi fenomeni: social e app.

Un’opportunità per ripensare il Codice della crisi d’impresa

Il governo ha rinviato al 2021 l’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi di impresa. Nella riforma ci sono elementi di rigidità e un ruolo del giudice che ostacolano i suoi stessi obiettivi. Sfruttiamo il tempo a disposizione per migliorarla.

Quote di genere, aritmetica permettendo

La legge di bilancio 2020 aumenta la quota riservata al genere meno rappresentato da un terzo a due quinti degli organi di amministrazione e controllo delle società quotate. Peccato che per i collegi sindacali la norma sia aritmeticamente inapplicabile.

Lo strano caso dell’insider di sé stesso

Una generalizzata punibilità dell’insider di sé stesso sarebbe contraria alla legge e pericolosa per il buon funzionamento dei mercati. Perché operare con la consapevolezza delle proprie decisioni e perseguire strategie di profitto non è vietato.

Anche la nuova class action non è un film americano

L’azione di classe può essere un efficace strumento non solo di tutela di consumatori e investitori, ma anche per la regolazione delle attività economiche. Ma le nuove regole italiane rischiano di essere poco efficaci perché creano profonde incertezze.

Il giudice robot, affascinante e spaventoso

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha ormai reso possibile la sua applicazione anche al diritto. Esistono già software in grado di trovare soluzioni a piccole dispute o per calcolare il periodo di detenzione. Arriveranno anche i giudici-robot?

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