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Categoria: Infrastrutture e trasporti Pagina 39 di 59

UNA PRECISAZIONE DI MINIMETRÃ’ SPA E LA REPLICA DEGLI AUTORI

Confrontare il servizio erogato da Minimetrò e un generico trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma, come si fa nell’articolo Nuove metropolitane, vecchi abbagli, appare fortemente improprio. Infatti i due sistemi di trasporto hanno caratteristiche tecniche profondamente diverse.
Minimetrò è un rapidissimo sistema di trasporto di massa, dove non sono i chilometri che esprimono la qualità e l’utilità del servizio quanto – piuttosto – la velocità, l’alta disponibilità del servizio, il comfort di viaggio, la certezza della puntualità offerta. Pertanto il Minimetrò è un vettore di qualità superiore al trasporto su gomma, incluso (cosa non da pocoÂ…) lÂ’impatto ambientale zero che garantisce ai polmoni dei Perugini e dei tanti turisti.
Beria e Ramella si sbagliano: Minimetrò Spa non percepisce un classico canone per il servizio reso e per l’investimento effettuato, bensì un corrispettivo annuo per una prestazione monitorata; che, tra l’altro, non è di 10 milioni di euro ma di 9 milioni e 100 mila euro, fatto che determina un corrispettivo “a viaggio” di circa 3 euro e non di 3,30.
A Perugia, dove già vige un regime di comunità tariffaria grazie al biglietto unico per bus, ferrovia e Minimetrò, le azioni messe in campo dall’Amministrazione comunale non possono essere considerate “forzature degli  interscambi” – come erroneamente riportato nel citato articolo –  bensì logiche attività per armonizzare le operatività trasportistiche locali.
Il Piano urbano della mobilità (Pum), dato già per cristallizzato da Beria e Ramella, non deve invece ritenersi concluso, essendo in corso la fase della sua prevista ottimizzazione a 2 anni dall’entrata in esercizio del sistema.

Beria e Ramella scrivono che il Minimetrò e il bus hanno la stessa capacità di trasporto. Falso: data la maggior frequenza di passaggio delle vetture, la capacità del servizio del Minimetrò è nettamente superiore allÂ’autobus. Nell’area urbana di Perugia, la capacità trasportistica di Minimetrò è di circa 8 volte superiore a quella di un bus; ne discende che il corrispettivo per posto-km del Minimetrò, reso “a forza” omogeneo al bus solo ai fini di confronto con i dati pubblicati da Beria e Ramella, sarebbe pari a circa 13 centesimi di euro (€ 9.100.000/validazioni 3.000.000/3Km/8) e non di un 1 euro, come invece riportato.
Anche il paragone fra Perugia e la città di Torino è approssimativo: rispetto alla popolazione di Torino, il numero degli utenti del Minimetrò di Perugia risulta superiore di ben il 20%.
Infine va ricordato che requisiti non secondari di un servizio pubblico sono lÂ’affidabilità del sistema (per Minimetrò: 99,59%) e la soddisfazione dellÂ’utente (per Minimetrò, dalla rilevazioni semestrali dellÂ’Istituto Piepoli: 97%). E che lÂ’indice di efficienza – ex legge 422/97 – è superiore al 35%, sin dal primo esercizio.

Paolo Giovannelli Ufficio stampa Minimetrò Spa

Rispondiamo solo ad alcuni punti, per brevità ed invitiamo la società a rendere disponibile, se esiste, un’analisi costi/benefici dell’opera e le stime dell’utenza in fase di progetto.

1)      Il Minimetrò consente una riduzione dei tempi di trasporto solo per coloro che effettuano spostamenti con origine / destinazione nelle aree limitrofe  alla linea; per gli altri passeggeri, cioè 29 milioni su 30 (fonte: Bilancio AMP 2008 Esercizi, pag. 55), la realizzazione del sistema è indifferente o ha imposto un cambio di mezzo.
2)      Il costo per passeggero trasportato è di gran lunga superiore a quello che si sarebbe registrato con un servizio su gomma che avrebbe consentito di soddisfare la stessa domanda (ovviamente non con un’unica linea, ma sulle varie direttrici in funzione della loro origine). In tutto il mondo i sistemi di massa su rotaia vengono utilizzati in primo luogo per servire capacità incompatibili con gli autobus (almeno 15-20000 viaggi/giorno), dato il loro maggior costo.  Scelte di tipo diverso sono a nostro parere prive di razionalità economica. La cifra di 9 milioni di soldi pubblici all’anno (da confrontarsi con 22 per tutto il resto della rete AMP) per servire, pur con grande qualità, una quota inferiore al 10% della domanda dell’azienda è una cifra che fa quantomeno riflettere.
3)      Considerato che la riduzione della mobilità privata a Perugia a seguito della realizzazione del Minimetrò appare assai modesta (si può stimare intorno ai 2500 viaggi al giorno) così come lo sono gli effetti in termini di riduzione della congestione e dell’inquinamento, appare assai dubbio che l’incremento di spesa per il trasporto pubblico dovuto al Minimetrò sia giustificato.

Paolo Beria e Francesco Ramella

IL PONTE TRA GARANZIE PRIVATE E PUBBLICI RISCHI

La Corte dei conti ha approvato con riserva il piano economico-finanziario del ponte sullo Stretto di Messina. L’elemento di maggior debolezza del progetto è costituito dalle previsioni del traffico, ma la lettura della documentazione fa emergere altri interrogativi. Da un accordo che restituisce al general contractor l’intero ribasso offerto, raddoppiandolo, e trasferisce sulla controparte pubblica l’onere del rischio alla scorciatoia di utilizzare situazioni definite eccezionali per bloccare in maniera rigida maggiorazioni e prefinanziamenti.

TUTTI NELLA RETE

È tempo di scelte per le reti di telecomunicazione in Italia. L’accesso a Internet deve diventare un servizio universale, da garantire a tutte le realtà e componenti della società. Nel medio-lungo periodo si dovranno poi sviluppare le infrastrutture di nuova generazione, che richiederanno investimenti misti pubblico-privato. Ragionevole dunque prevedere una separazione tra infrastrutture fisiche e servizi di accesso, e tra questi e i servizi applicativi, anche per permettere una piena concorrenza e apertura del mercato.

Tav Torino-Lione: vale la spesa?

 

Il confronto sulla Tav Torino-Lione si concentra sulla contrapposizione tra un disegno ambizioso di sviluppo e una resistenza locale. Il vero problema sono i costi esorbitanti dell’opera: tra i 15 e i 20 miliardi pari a tre volte il Ponte di Messina. E i benefici? Pochi. Sia in termini di risparmio di tempo (circa un’ora), sia a livello ambientale dati gli alti consumi energetici che la costruzione dell’infrastruttura richiederebbe. Un invito al dibattito da parte di nove studiosi, esperti della questione: Andrea Boitani, Bruno Manghi, Luca Mercalli, Marco Ponti, Rémy Prud’ Homme, Francesco Ramella, Pippo Ranci, Carlo Scarpa e Francesco Silva.

IL MISTERO VIAGGIA IN AUTOSTRADA

Aumenti di un certo rilievo dei pedaggi delle autostrade Torino-Milano e Torino-Savona nel biennio 2009-2010. Le ragioni restano misteriose perché convenzioni e piani finanziari sono secretati. Dai bilanci delle due società si può però dedurre che remunerano investimenti ultimati con enormi ritardi, sulla scorta dei quali erano già state prorogate le concessioni. Più in generale, in Italia le concessionarie corrono ben pochi rischi: gli investimenti sono infatti approvati dall’Anas che ne garantisce la redditività con aumenti di tariffa preconcordati.

FEDERALISMO DEMANIALE À LA CARTE

Uno schema di decreto legislativo fissa i principi generali e le procedure per regolare il trasferimento di parti del patrimonio immobiliare dello Stato a favore degli enti territoriali. Proprio il procedimento lascia perplessi. Il risultato non sarebbe una devoluzione del patrimonio statale tra diversi livelli di governo sulla base di criteri economici di pertinenza dei beni alle funzioni attribuite agli enti decentrati, ma un’allocazione basata su puri criteri di profittabilità, che lascerebbe allo Stato i beni di minor valore commerciale.

NUOVE METROPOLITANE, VECCHI ABBAGLI

Per ridurre traffico e inquinamento, amministrazioni e cittadini puntano sui grandi investimenti in infrastrutture di trasporto collettivo. Tanto che anche una piccola città come Aosta pensa di costruire una metropolitana. Ma le grandi opere urbane realizzate di recente o in fase di progetto hanno ricadute piuttosto modeste sulla domanda complessiva di mobilità e sulla ripartizione modale fra trasporto individuale e collettivo. Anche perché al momento della decisione si tendono a sottostimare i costi e a sovrastimare la domanda.

A VOLTE RITORNANO: I LOTTI NON FUNZIONALI

La Finanziaria reintroduce la possibilità di finanziare lotti costruttivi e non più solo lotti funzionali delle infrastrutture previste dalla Legge obiettivo. Si potranno così aprire molti nuovi cantieri. Ma è anche possibile che si moltiplichino i casi di puro spreco delle risorse pubbliche. In particolare nelle ferrovie, dove più gravi sono i problemi tecnici di raccordo tra parti nuove e rete esistente: basta pensare al cambio di tensione tra alta velocità e linee ordinarie. Ricordando che oltretutto gli “stop and go” costano molto cari.

SE PER FS LA PUNTUALITÀ È ACCADEMICA

Fs considera in orario i treni che arrivano a destinazione con quindici minuti di ritardo. Insomma, si concede una sorta di quarto d’ora accademico sulla puntualità. Una consuetudine europea, sostengono alla società di Mauro Moretti. In realtà in Europa il limite di tolleranza è in genere di cinque minuti. E le compagnie europee fanno nettamente meglio di Trenitalia sulla media-lunga distanza non ad alta velocità. Per i regionali la puntualità appare invece buona. Lombardia esclusa, però.

UN TRENO CHIAMATO DESIDERIO

Riuscirà la neonata compagnia ferroviaria che riunisce Trenitalia e Ferrovie Nord Milano, a superare la scarsa qualità di servizi su rotaia della Lombardia? In realtà manca un piano industriale e un’articolazione del modello di gestione dei servizi capace di captare le esigenze di trasporto della clientela. Poco chiari anche i modelli di organizzazione contrattuale delle due aziende madri. Meglio sarebbe stata ma una vera programmazione dei servizi da parte della Regione, che ha tutte le competenze per ottenere un’offerta migliore e a costi più bassi.

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