Lavoce.info

Categoria: Lavoro Pagina 114 di 120

Breve storia della contrattazione articolata

Dopo il gran rifiuto della Cgil di Epifani alla proposta di dialogo della Confindustria sulla struttura della contrattazione collettiva ripercorriamo le tappe della contrattazione articolata in Italia, dallÂ’autunno caldo allÂ’accordo del 1993. Perché se ne può trarre una lezione. Rivendicare come fa la Cgil un maggior peso del contratto nazionale e quindi opporsi alle proposte che tendono a spostare il baricentro della contrattazione dal centro verso la periferia, può comportare il rifiuto di Confindustria di stipulare il contratto nazionale. Questo è già accaduto nei primi anni ’80.

Quante ore in Europa?

Mentre le 35 ore sembrano destinate alla poubelle , tre economisti francesi, Olivier Blanchard, Jean Pisani-Ferry e Charles Wyplosz, discutono di ore lavorate e produttività. Secondo Blanchard, non c’è ragione di essere troppo pessimisti guardando alla performance economica dell’Europa in rapporto agli Stati Uniti. Gli europei hanno preferito destinarne una parte all’aumento del tempo libero e non a quello del reddito. Per Wyplosz, invece, l’Europa è malata di conservatorismo sociale che le impedisce di sfruttare il proprio capitale umano. Pisani-Ferry contesta la tesi secondo cui la diminuzione del tempo dedicato al lavoro sia sempre una libera scelta dei cittadini europei.

Il sindacato e la nuova concertazione

In passato ha permesso il risanamento, oggi la concertazione deve servire a perseguire la crescita del paese. L’obiettivo è rimuovere le cause strutturali della perdita di competitività del nostro sistema e porre rimedio alla scarsità degli investimenti Il sistema contrattuale va rimodulato per garantire il salario reale e ripartire l’aumento di ricchezza dovuto alla crescita della produttività. In questo contesto di sviluppo, ruolo e funzione del sindacato possono essere decisivi. E la loro definizione non ha bisogno di alcun provvedimento legislativo.

Black out estivo sui disoccupati

L’Istat cambia il metodo di classificazione delle forze lavoro per adeguarsi a una normativa comunitaria. I dati dell’inchiesta trimestrale appena pubblicati non sono quindi confrontabili con quelli del passato. Un peccato perché si sarebbero potuti vedere gli effetti sul mercato del lavoro della Legge Biagi e dell’incremento superiore alle attese del Pil. Tra i cambiamenti più significativi, la continuità della rilevazione, con interviste che avvengono durante tutto il trimestre, e una più precisa individuazione dei lavoratori parasubordinati.

Immigrati e lavoro: tra disuguaglianze e burocrazia

Il lavoratore straniero regolarmente soggiornante viene discriminato rispetto a quello italiano sia perché si rende più onerosa la sua assunzione, sia perché il rinnovo del permesso di soggiorno è costellato di passaggi bizantini. Il mercato del lavoro richiede politiche migratorie strutturate in modo da poter reagire rapidamente ed efficacemente. Se ai lavoratori migranti si toglie la possibilità di rispondere a queste esigenze, inevitabilmente si infittiranno le fila degli irregolari.

Se Parmalat dà il buon esempio

Anche se il prezzo è stato altissimo, la lezione di Parmalat sembra essere servita a far progredire il diritto della crisi d’impresa, che fino a pochi mesi fa si basava su concetti antiquati, e oggi può invece avvalersi di regole innovative. Hanno permesso al gruppo di Collecchio di presentare un piano che prevede la vendita del gruppo ai suoi creditori e la quotazione in Borsa della nuova società. Non è un caso facilmente ripetibile, ma è senzÂ’altro il punto da cui muovere per la riscrittura di una legge fallimentare generale.

Sulla questione della rappresentanza sindacale

Sul tema della rappresentanza sindacale riproponiamo per i nostri lettori anche alcuni inteventi già apparsi sul tema. Savino Pezzotta mostra come i dissensi di principio tra Cisl e Cgil su questa materia siano ancora assai rilevanti,
ma la volontà di giungere a una soluzione in tempi brevi non faccia difetto. Pietro Ichino individua il nodo essenziale del dissenso tra le Confederazioni maggiori e propone una soluzione capace di scioglierlo, suscettibile di essere messa in pratica in via sperimentale senza necessità di un intervento legislativo, anche mediante accordi sindacali aziendali, di settore o interconfederali.

La via dell’arbitrato leggero

Francesco Stolfa

Arbitrato e arbitraggio sono forme di composizione dei conflitti collettivi da tempo accolte in contesti sociali e giuridici simili al nostro. In Italia non dovrebbero necessariamente essere alternativi allo sciopero, ma potrebbero essere un supporto dellÂ’autotutela collettiva introdotto in via negoziale. Per favorire, insieme ad altri strumenti come lo sciopero virtuale, la soluzione del conflitto con il minor danno possibile per gli interessi generali coinvolti. Riproponiamo anche l’intervento di Pietro Ichino sullo scipoero virtuale

Salario minimo con prudenza

Alessandro Bellavista

L’introduzione di un salario minimo legale può dare risultati positivi, se opportunamente calibrata. Potrebbe per esempio contribuire a segnare il confine tra lavoro sommerso e lavoro regolare. Ma l’orientamento prevalente ammette già che il giudice si possa discostare dal parametro dei minimi fissati dal contratto collettivo per determinare la giusta retribuzione garantita dalla Costituzione. E dunque non è questo a ostacolare lo sviluppo delle imprese del Mezzogiorno. Altre sono le carenze che incidono maggiormente. Pubblichiamo anche la controreplica di Tito Boeri e Roberto Perotti e il loro contributo originario.

Un nuovo presidente per Confindustria

Il 27 maggio i completa la transizione ai vertici di Confindustria. Quale struttura il nuovo Presidente si trova ad ereditare? Riproponiamo per i  nostri lettori gli interventi su Confindustria di Tito Boeri, Lorenzo Bordogna, Il Duca d’Acros e Luca Lanzalaco.

Pagina 114 di 120

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén