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Quale carriera per le donne

La riforma dello stato giuridico dei docenti universitari, con l’introduzione di contratti a tempo determinato, farà crescere la presenza delle donne nelle università. Ma continuerà a escluderle dal sistema di produzione della conoscenza. Si rafforzerà infatti il doppio binario professionale: una base flessibile e prevalentemente femminile di ricercatori, disposta ad accettare basse retribuzioni e scarse possibilità di carriera. E un vertice, prevalentemente maschile e spesso formatosi all’estero, in grado di accedere alle reti e ai fondi di ricerca internazionali.

Il gioco in Italia: dati e problemi

Contrariamente a quanto si crede, gli Italiani non sono i più avidi giocatori dÂ’ Europa, né i più tassati. E’ giusto tassare il gioco, come tutte le altre attività socialmente dannose, anche se le tasse sul gioco colpiscono i più poveri, soprattutto in Italia dove il gioco più diffuso e tassato è il Lotto, praticato soprattutto dalle categorie sociali più deboli. Ma non ha senso tassare il gioco, e poi promuoverlo attivamente con campagne pubblicitarie. Lo Stato dovrebbe invece impegnarsi in attività capillari per disincentivarlo, come ha fatto per fumo, alcol e droga.

Molta retorica per l’anatocismo

LÂ’anatocismo non è da guardare a priori con ostilità. In un conto corrente bancario è indissolubilmente legato alla presenza dellÂ’interesse. E se si regolano le frequenze di capitalizzazione ci si devono attendere nuovi equilibri nei quali i tassi di interesse debitori a capitalizzazione trimestrale vengono soppiantati da equivalenti e più elevati tassi a capitalizzazione annuale. La regolamentazione dellÂ’anatocismo non si giustifica dunque per una questione di prezzo del denaro, bensì per ragioni di trasparenza e di controllo. Costanza Torricelli commenta l’articolo; la controreplica degli autori.

Porte socchiuse alla concorrenza

Si può discutere sulla scelta di conferire alla Banca d’Italia un ruolo di regista e non di arbitro nel processo di concentrazione bancaria. Ma i dati mostrano che la forte potestà di coordinamento è stata utilizzata anche per tenere sotto controllo il potere di mercato delle nuove banche, evitando danni a consumatori e imprese. Tuttavia, resta scarsa la concorrenza all’interno del settore, con una ridotta mobilità della domanda, legata anche agli elevati costi di chiusura del rapporto. Ai quali si potrebbe iniziare a ovviare con alcuni semplici accorgimenti.

Assicurati a caro prezzo

Negli ultimi dieci anni, i prezzi dei servizi assicurativi in Italia sono aumentati quattro volte di più della media europea. Accade perché nel nostro paese manca una cultura assicurativa diffusa. Ma soprattutto perché la concorrenza nel settore non è molto efficace. E dunque deve essere rafforzata. Mantenendo la vigilanza sulle condotte delle imprese, con interventi strutturali che rafforzino l’apertura dei mercati e la trasparenza dell’offerta. E per l’assicurazione Rc auto appare indispensabile intervenire ulteriormente sulla struttura dei costi.

La prima banca non si scorda mai

L’Autorità garante della concorrenza avvia un’indagine sui costi che gli utenti devono affrontare se decidono di cambiare banca. La presenza di costi di cambiamento non implica di per sé un comportamento abusivo delle norme antitrust, però conferisce alle imprese potere di mercato e procura quindi maggiori profitti a scapito di clienti ed efficienza economica. La soluzione consiste nell’eliminare gli ostacoli alla mobilità dei consumatori. Ma il conflitto istituzionale tra Banca d’Italia e Agcm in materia di assetto del settore e di concorrenza rischia di complicare tutto.

Un provvedimento incoerente

Per aumentare la retribuzione d’ingresso dei giovani ricercatori universitari, il Consiglio dei ministri ha approvato una norma che prevede che la loro conferma in ruolo possa avvenire non più dopo tre anni, ma dopo un solo anno di servizio. Lo scopo, del tutto condivisibile, si sarebbe potuto raggiungere molto meglio adeguando direttamente le retribuzioni di ingresso senza abolire di fatto le procedure di valutazione. Con buona pace delle dichiarazioni sulla necessità di introdurre valutazione, concorrenza e qualche incentivo di merito nell’università.

Giove 2004 protegge la ricerca

E’ un “public use file” e mette a disposizione dei ricercatori la gran mole di informazioni raccolte dalla rete dei Centri per l’impiego del Veneto a partire da metà Anni Novanta. Nel rispetto del codice di deontologia per il trattamento di dati personali per scopi scientifici, permette un uso intenso e differenziato della base di dati, assecondando la pluralità di esigenze e di linee conoscitive. Se altri osservatori regionali sul mercato del lavoro seguiranno questo esempio, sarà poi possibile studiare e comparare diverse realtà locali.

Lo strano caso del tax planning familiare all’italiana

Con la riforma dell’Irpef, è più conveniente attribuire l’intera deduzione per il figlio a carico a uno solo dei contribuenti, generalmente quello con reddito più basso. Non si rispetta così il criterio di equità orizzontale secondo il quale, a parità di reddito e di composizione familiare, il “valore fiscale” di un figlio dovrebbe essere lo stesso. Inoltre, per il fenomeno dell’incapienza, i nuclei familiari a basso reddito in cui entrambi i genitori lavorano sono svantaggiati. Mentre nei livelli elevati sono le famiglie monoreddito a essere penalizzate.

Badanti senza copertura

Nella relazione tecnica che accompagna la Finanziaria 2005 si legge che la perdita di gettito dovuta alla deduzione per le spese di assistenza ai non autosufficienti è di ottanta milioni. Ma fa riferimento a stime del numero di badanti oggi occupate. Mentre la platea dei potenziali beneficiari è molto più ampia, anche a causa della soluzione scelta per certificare l’applicabilità della deduzione. Simulazioni che utilizzano i dati di Banca d’Italia sui redditi familiari mostrano che il fabbisogno per la copertura finanziaria di questa misura varia tra i 125 e i 224 milioni di euro.

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