Il nuovo codice sulla proprietà intellettuale mantiene il cosiddetto privilegio accademico: la titolarità delle invenzioni realizzate nell’ambito dell’attività di ricerca è di docenti universitari e ricercatori pubblici e non dell’istituzione. E’ una scelta che tradisce una sistematica distanza del legislatore dalla realtà economica attuale. Infatti questo istituto impedisce proprio la valorizzazione industriale della ricerca pubblica che, a parole, si vorrebbe favorire. Per esempio, complica la stesura dei contratti con le imprese private.
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Si può ragionevolmente misurare la presenza di alcune qualità e caratteristiche personali negli aspiranti magistrati, ma puntare tutto sulla sola selezione iniziale dà risultati limitati. Perché i gravemente inadatti sarebbero pochissimi, tali da non giustificare un investimento costoso e socialmente delicato. E perché le capacità e le conoscenze cambiano nel tempo. Molto più utile garantire momenti di valutazione lungo tutta la carriera, che permettano alle persone di comprendere e migliorare i propri punti di forza e di debolezza.

LUNEDI’ 13 DICEMBRE 2004
UNIVERSITA’ BOCCONI, via Sarfatti 25, Milano
AULA N12 (edificio “Velodromo”)
ORE 11.00
Incontro dibattito organizzato da lavoce.info dal titolo
IMPOVERIMENTO: DATI, PERCEZIONI E INFORMAZIONE
con la partecipazione di:
LUIGI BIGGERI (Presidente Istat)
TITO BOERI (Università Bocconi e lavoce.info)
ILVO DIAMANTI (sociologo, editorialista di Repubblica)
DARIO DI VICO (vice-direttore del Corriere della Sera *)
*Autore del
libro “Profondo Italia” insieme ad Emiliano Fittipaldi
La riforma fiscale appena varata imporrà ulteriori problemi alle esauste finanze pubbliche, mentre per sostenere l’economia sarebbero serviti altri provvedimenti. Ma il ritorno elettorale di un euro di Ire in meno è un multiplo di qualunque altro intervento agevolativo di pari misura. Tuttavia, la base imponibile dellÂ’Ire è per lÂ’80 per cento composta da redditi da lavoro dipendente. Va dunque affrontato il problema di una distribuzione più equa del carico tributario. Senza concentrarsi esclusivamente sulla questione della progressività dellÂ’imposta dei redditi.
Il nuovo sistema di deduzioni linearmente decrescenti, previsto dalla riforma dell’Ire, aumenta il numero delle aliquote e degli scaglioni di reddito oltre i quattro nominalmente previsti. Aggrava le distorsioni sull’offerta di lavoro e determina una “personalizzazione” delle aliquote e dei confini degli scaglioni in funzione del tipo di reddito e dei carichi famigliari. Ha però il pregio di evitare bruschi incrementi di imposta per effetto di piccoli incrementi di reddito, come invece accadeva con le precedenti detrazioni decrescenti “a scalini”.
La discussione sull’emendamento alla Finanziaria non sempre si basa su informazioni corrette. Non è vero, per esempio, che un effetto dell’emendamento è il raddoppio della no tax area per i lavoratori dipendenti con carichi familiari. Il contributo di solidarietà poi serve a mascherare la presenza di una quarta aliquota. Ed è comunque uno sgravio per i redditi oltre i 100mila euro. Difficilmente perciò potrà essere utilizzato per finanziare aumenti di deduzioni per le famiglie a basso reddito o per le badanti.
E’ illusorio pensare che le coperture della riforma fiscale possano derivare da sforamenti del Patto di stabilità . Se così accadesse, l’Italia si troverebbe a pagare un alto costo politico, oltre che economico. Difficile anche un allentamento condiviso dei vincoli nella direzione voluta dal nostro Governo. E per il sostegno alla competitività delle imprese, più che maggiore spesa pubblica in ricerca e infrastrutture, servirebbero misure per migliorare il contesto competitivo. Come una seria legge fallimentare o l’apertura del mercato bancario.
L’annunciata svolta epocale in campo fiscale non c’è. Anche accettando le cifre del Governo, la Finanziaria per il 2005 contiene un aumento delle imposte, non una loro diminuzione. Mentre sono andate deluse le aspettative delle imprese per misure sulla competitività , la manovra fiscale ben difficilmente potrà costituire il grimaldello che ci farà uscire dalla crisi economica. Mettendo così in discussione anche alcune voci di autocopertura. Né si sa bene cosa accadrà per studi di settore, revisione degli estimi e inasprimento sulle locazioni immobiliari.
I dati indicano che l’utilizzo dei buoni ai sedicenni per l’acquisto di un computer per l’anno 2003 è strettamente correlato con il possesso di un pc prima delle misure di incentivazione. Al programma hanno aderito soprattutto i ragazzi con più potere d’acquisto e che vivono nelle Regioni più ricche. Limitato invece l’effetto di alfabetizzazione addizionale. Per evitare che si ripetano situazioni simili, una parte delle scarse risorse pubbliche per l’innovazione dovrebbe essere utilizzata per valutare in anticipo gli effetti delle politiche che si intende attuare.
Prevista una deduzione per le persone non autosufficienti. Rispetto alla situazione attuale, il provvedimento ha il merito di introdurre una graduazione del beneficio rispetto al reddito lordo. Condiziona l’erogazione del beneficio allÂ’acquisto di lavoro regolare, ma nulla impone circa lÂ’adeguatezza delle prestazioni e certamente inadeguate sono le risorse economiche messe a disposizione. Si accantona lÂ’ipotesi di un fondo nazionale per la non autosufficienza, auspicabile invece anche per garantire un adeguato orizzonte temporale di programmazione.