Aumenta la dipendenza della Germania dalle importazioni cinesi, non solo nel settore dei macchinari, ma anche nella chimica. Si tratta di un fenomeno transitorio, legato alla situazione economica e geopolitica dell’Europa, o di un cambiamento strutturale?
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Gli ultimi due governi hanno adottato politiche per il mercato dell’energia che rischiano di produrre nuove concentrazioni e una riduzione della concorrenza. Ne faranno le spese i clienti finali, che avranno meno possibilità di scelta e di risparmio.
Il Ministro Calderoli ha presentato alle regioni la bozza di Ddl sull’attuazione dell’autonomia differenziata. È un primo passo necessario. Ma appare caratterizzato più da contenuti controversi che da una reale volontà di riformare il federalismo italiano.
I valori e le convinzioni che modellano la nostra percezione della realtà possono avere un’influenza significativa sui comportamenti che interessano la salute pubblica. La conferma arriva da uno studio sulla campagna vaccinale anti-Covid negli Usa.
Le compensazioni ai paesi che più subiscono i danni dei cambiamenti climatici sono un tema centrale della Cop 27. La scienza economica e sociale può aiutare a quantificare gli impatti del clima in modo rigoroso. E dare una base solida ai negoziati.
La Commissione europea ha presentato la proposta di riforma delle regole fiscali. Sono differenziate e chiedono ai paesi ad alto debito di presentare un piano pluriennale di rientro. Danno più rilievo alla crescita. Ma resta il problema del rispetto delle norme.
Politiche a sostegno delle imprese possono influenzare indirettamente le scelte migratorie. Per esempio, con lo Startup Act del 2012 è diminuito il numero di giovani con alti livelli di istruzione che hanno abbandonato l’Italia per lavorare altrove.
Di fronte alla crisi energetica il Consiglio europeo ha trovato un accordo sull’approfondimento di alcune misure. Dagli acquisti congiunti volontari al nuovo parametro di riferimento per il gas, al corridoio dinamico di prezzo, ecco un’analisi dettagliata.
Studiare in una lingua straniera è sempre più comune, soprattutto all’università . Ma ha un costo significativo in termini di voti, come dimostra uno studio. Le politiche educative dovrebbero tenerne conto, almeno quando si tratta di borse di studio.