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Le politiche europee

In Europa il Governo Monti ha cercato di bilanciare la linea tedesca, impostata sul rigore fiscale e sui vincoli ai bilanci nazionali, con un’azione volta a rafforzare i meccanismi di stabilità finanziaria e di solidarietà tra i paesi della zona euro. Ma la vera sfida è ora la costruzione della nuova governance dell’Europa.

La tutela della salute

La sanità è uno dei settori oggetto di pesanti tagli di spesa. Con il rischio che il doveroso contenimento delle inefficienze vada oltre, sacrificando i principi di fondo del nostro sistema: universalità della tutela e solidarietà nel finanziamento.

Pensioni

La riforma delle pensioni contribuisce a riequilibrare i conti nel breve periodo, ma soprattutto consente la sostenibilità della spesa per pensioni nel lungo periodo garantendo l’equità intergenerazionale. Sui coefficienti di trasformazione si poteva seguire l’esempio svedese. Resta aperto il nodo dei lavoratori esodati.

Le politiche per la famiglia

La diminuzione di offerta di servizi pubblici e la privatizzazione dei servizi in atto in molti comuni sarà compensata dai voucher per l’uso delle baby sitter, come proposto? Ancora da chiarire. Ma per le famiglie, che pagano pesantemente crisi e austerità, si può fare di più.

Giustizia civile

Riorganizzazione del sistema giudiziario verso una maggiore specializzazione, contenimento della crescita del contenzioso di competenza delle corti di appello; regole sulla determinazione dell’onorario degli avvocati. Questi i principali campi d’intervento nel settore.

Perché il credito non riesce a galoppare

La stretta creditizia continua a serrare il suo morso sulle imprese italiane. Le evidenze sull’andamento del credito erogato alle società non finanziarie, nel contesto europeo, disegnano un quadro particolarmente negativo per l’Italia.

Come eleggere un vero presidente europeo

Oggi, la scelta del presidente del Consiglio europeo è puramente intergovernativa, mentre il presidente della Commissione è eletto dal Parlamento europeo, senza però che i cittadini esprimano alcuna preferenza sui candidati. Come rendere il sistema più democratico e trasparente pur senza modificare i Trattati? Partendo da una legge elettorale per il Parlamento europeo uniforme per tutti gli Stati membri e dall’indicazione del candidato-presidente dei vari raggruppamenti politici prima delle elezioni. Un solo presidente dovrebbe poi ricoprire le due cariche attuali.

Le primavere arabe due anni dopo


A quasi due anni dall’esplosione delle primavere arabe, solo l’Egitto, la Libia e soprattutto la Tunisia hanno realizzato significativi progressi in termini di libertà politiche e civili. Miglioramenti più marginali si sono avuti in Giordania e Marocco. Tutti gli altri paesi del Golfo, eccetto Oman e Kuwait, hanno visto ridursi le libertà. I regimi monarchici sono più stabili delle repubbliche e negli Stati ricchi di materie prime non agricole l’evoluzione democratica è quasi nulla. Scarso rispetto dei diritti politici e civili nelle democrazie uscite da guerre civili cruente.

Imu più equa con i valori di mercato

Uno degli aspetti controversi dell’Imu è costituito dall’utilizzo delle valutazioni catastali per la definizione del valore della base imponibile. I dati catastali non solo sono distanti dai veri valori di mercato, ma lo sono in maniera non uniforme tra territori e tipologie abitative. Un esercizio di simulazione dell’utilizzo dei valori di mercato fatto per la Toscana evidenzia come una operazione relativamente semplice permetterebbe di accrescere l’equità del prelievo e di ridurre la pressione sulla casa di residenza.

Peggio del porcellum

Sembra raggiunto l’accordo di massima per la nuova legge elettorale. La proposta mira a un ritorno al proporzionale, alzando però la soglia di sbarramento, reintroduce le preferenze e prevede il rispetto di quote di rappresentanza di genere. L’impressione è che sia stata congegnata per impedire che dalle urne esca una chiara maggioranza e per giustificare la successiva formazione di un Governo di larghe intese. Eppure sarebbero bastati piccoli correttivi alla legge attuale per migliorare la qualità del personale politico. Garantendo però al paese la governabilità.

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