Lo sviluppo straordinario dell’economia mondiale negli ultimi 50 anni è stato in larga misura sostenuto dalla crescita degli scambi internazionali di beni e servizi. Lo sradicamento della povertà in Cina, il miracolo economico in Italia e in Spagna, l’industrializzazione delle tigri asiatiche, il balzo dell’economia dell’India non si sarebbero verificati se questi paesi non avessero potuto contare sulla rapida crescita delle proprie esportazioni.
A sua volta, l’aumento del commercio internazionale deve molto alla riduzione delle barriere agli scambi sponsorizzata prima dal GATT e, a partire dal 1994, dall’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Anche la crescita degli investimenti diretti all’estero, che ha contribuito non poco a stimolare l’economia mondiale, è in buona parte attribuibile alla riduzione dei costi del commercio.
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Società in cui la famiglia svolge un ruolo dominante tendono ad avere un tasso di risparmio più alto, lavorano meno, hanno attitudini diverse nei confronti del ruolo redistributivo dello Stato e meno mobilità sociale. Ma è la famiglia a dettare il comportamento economico o la struttura economica e a stimolare la nascita di una certa struttura sociale? Uno studio dimostra che gli immigrati di seconda generazione hanno comportamenti molto simili agli abitanti dei loro paesi di origine.
La famiglia svolge un ruolo centrale nella trasmissione dei tratti etnici e culturali. Ma quali sono i motivi che spingono i genitori nei loro sforzi di socializzazione? Tanto più appartengono a una minoranza etnica o religiosa, tanto più rigidi saranno nel tramandare la loro identità ai figli. Ma proprio per questo, con il crescere dell’immigrazione e il rafforzamento delle comunità etniche, i comportamenti più conflittuali tenderanno naturalmente a scomparire. Questo vale anche per i gruppi religiosi più coesi, come i mussulmani.
L’estensione dell’indulto ai reati economici non è soltanto un provvedimento inutile per l’alleggerimento del carico giudiziario e penitenziario. Unito alla disciplina del falso in bilancio, porterà a un azzeramento del controllo penale sulla veridicità e trasparenza dell’informazione societaria. Da’ una mano a chi sostiene il ricorso a un sistema di sanzioni di natura esclusivamente civile e amministrativa. Mentre diritto e giustizia penale sono oggi l’unico baluardo contro le forme di criminalità economica a danno dei risparmiatori e del mercato.
Il governo italiano proibisce la fusione fra Autostrade e Abertis. Cosa ne dirà la Commissione Europea? E non era meglio regolare il mercato anzichè interferire negli accordi fra aziende private? Riproponiamo ai lettori gli interventi di Xavier Vives, Andrea Boitani con Carlo Scarpa e Francesco Coco con Marco Ponti su questo tema.
Elemento decisivo per la definizione della politica economica è l’identificazione corretta di ciò che rende felici i cittadini. In mancanza di osservazioni empiriche affidabili, gli economisti hanno per lungo tempo definito a priori le preferenze degli individui sulla base di una propria visione antropologica. Ora, i dati empirici esistono e danno alcuni risultati costanti per periodi e paesi diversi. Si ripropone, però l’antica discussione sullÂ’utilizzo di criteri oggettivi o soggettivi di benessere. Risolvibile con la definizione di indicatori misti.
Il decreto del ministro Bersani contiene misure controverse per tante categorie (tassisti, farmacisti, avvocati, membri di commissioni ministeriali). In ogni caso, i contrasti – anche accesi – non possono ingenerare episodi di intimidazione, come quello di cui i tassisti milanesi – senza alcuna voce critica da parte dei loro rappresentanti di categoria – hanno fatto oggetto Francesco Giavazzi. Nei giorni scorsi, intimidazioni più felpate ma dello stesso segno sono state destinate dagli avvocati a Pietro Ichino. A entrambi la nostra piena solidarietà .
Il processo di consolidamento delle Borse ha subito un’improvvisa accelerazione. Perché ciascun attore sta cercando di creare il “polo dÂ’attrazione” vincente, attraverso la costituzione di una Borsa transatlantica. Borsa Italiana punta a promuovere una federazione allargata, che non escluda gli americani e raggruppi quelle maggiori dell’area-euro. Ma il compito più impegnativo spetta alle autorità di vigilanza e di tutela della concorrenza. Che devono riuscire a far arrivare almeno parte degli eventuali benefici agli utilizzatori. E non è un obiettivo banale.
Gli abusi di mercato, per la loro pervasività , sono capaci di “inquinare” i mercati finanziari, minandone i meccanismi di funzionamento. Lo ha ben colto l’autorità giudiziaria. Altrettanto non si può dire della Consob, che sembra quasi timorosa di esercitare i suoi poteri. Soprattutto quando gli abusi nascono da comportamenti plurioffensivi, ovvero che hanno altri moventi, come il falso in bilancio. O nel perseguire l’ostacolo alle sue funzioni di vigilanza, come nel caso di una rappresentazione falsa o incompleta di fatti che incidono sulla formazione del prezzo.
Cresce il ricorso al mercato degli enti locali, anche per compensare i minori finanziamenti statali. Finora, le amministrazioni si sono avventurate sui mercati nazionali e internazionali in ordine sparso, ricavandone alti costi dei finanziamenti e pericoli da non sottovalutare. Si potrebbe invece costituire, sull’esempio della Consip, un’agenzia cui gli enti locali siano tenuti a chiedere consulenza e valutazione del rischio. Non è un ritorno alla centralizzazione. E’ un modo per impedire focolai di sofferenza finanziaria nel settore pubblico.