Leggi e regolamenti hanno rimodellato i più minuti aspetti organizzativi e tecnologici del back office. Lo sforzo compiuto dal legislatore per conservare un aspetto familiare alle rappresentazioni informatiche degli atti amministrativi è ammirevole, ma rischia di essere vano. Ha ancora senso cercare di adattare il diritto amministrativo all’informatica? Forse, prima di parlare di politiche di settore bisogna concordare su una visione: a quale trasformazione della pubblica amministrazione deve servire l’e-government?
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Non è più sufficiente innovare i processi, dobbiamo innovare i prodotti. E dunque dobbiamo recuperare e valorizzare le competenze tecnologiche e di settore. Ma si deve anche rafforzare la voglia di rischiare e investire del mondo imprenditoriale, magari attraverso un riequilibrio tra la tassazione delle rendite finanziarie e quelle di impresa. Quanto al ruolo dello Stato, è necessario passare a politiche che puntino a sviluppare l’offerta delle imprese. Servono risorse, ma soprattutto chiarezza di idee e coraggio di rompere con gli stereotipi del passato.
L’ultima legislatura ha segnato un momento importante nel diritto dell’economia: riforme come quella delle società e delle procedure concorsuali hanno modificato un ordinamento ormai obsoleto che condizionava le potenzialità di sviluppo delle imprese. Il nuovo Parlamento dovrà occuparsi non tanto di definire nuove regole, ma di far funzionare quelle esistenti, qualificando la funzione dei giudici e rivedendo lÂ’assetto dei controlli sui mercati finanziari. Il ruolo di un nuovo Testo unico delle banche.
Il nuovo Parlamento potrebbe fare un servigio al paese investendo nella giustizia, consentendo alle corti penali di funzionare con i tempi e i modi di una moderna economia di mercato. Se le regole sono ben scritte e presidiate con efficacia, gli operatori si comportamento mediamente in modo corretto. Quando la giustizia penale diviene “abbondante” e “lenta” può invece incoraggiare l’illegalità . Due le strade da percorrere: ridurre i tempi dei procedimenti; introdurre i tribunali specializzati in economia e finanza.
La modifica della prescrizione introdotta dalla legge “ex-Cirielli” accorcia i tempi della prescrizione. Ma non serve a combattere la lunghezza dei processi. Anzi, ottiene probabilmente lÂ’effetto contrario. Perché riduce i vantaggi del ricorso al patteggiamento: l’autore del reato, confidando nella lentezza della giustizia penale, può trovare più attraente l’aspettativa della impunità rispetto alla applicazione di una pena mite, ma certa. Così si ingolfa ancora di più la macchina giudiziaria. E si provoca una perdita di efficacia dell’intero sistema.
La Banca Mondiale ha elaborato sei indicatori sintetici per valutare il contesto legale, sociale e politico di ciascun paese. Elementi che influenzano le scelte di investimento degli operatori. L’Italia è percepita, in media, come un partner meno affidabile rispetto agli altri Stati europei. Ma tra il 1996 e il 1998, durante il primo Governo Prodi, abbiamo fatto registrare risultati mediamente migliori rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea, progredendo soprattutto sul versante della stabilità politica e dell’efficienza dell’azione dell’esecutivo.
Scandali finanziari che coinvolgono banche, imprese e istituzioni. Aziende che inquinano, o provocano veri e propri disastri ambientali. Da tempo si riconosce l’importanza di strumenti giuridici atti a colpire e reprimere gli illeciti delle persone giuridiche. Ma in Italia l’applicazione di queste norme è limitata, anche perché si riferiscono a una realtà criminosa difficilmente afferrabile. Utile guardare a esperienze come quelle della Banca Mondiale e utilizzare in maniera più incisiva gli strumenti di prevenzione e repressione del corporate crime.
Ci sono molte cose dette e altre taciute nel discorso di Romano Prodi al Senato in tema di politiche sociali. Il presidente del Consiglio ha dedicato attenzione alla famiglia “costituzionalmente intesa”, ma non ha citato il reddito minimo di inserimento né la riforma degli ammortizzatori sociali. E ha glissato sui temi dei diritti civili e di libertà e sulla laicità dello Stato. C’è un poi quadro istituzionale reso confuso e di difficile gestione dallo spezzettamento dei ministeri, che non ha alcun senso e produrrà enormi inefficienze.
Mentre risorge il ministero del Commercio estero, la ripartizione delle competenze tra i ministeri economici presenta alcune contraddizioni. Perché sottrarre il turismo alla funzione “sviluppo economico”? Perché il Cipe si trasferisce direttamente alla presidenza del Consiglio? Pare che la stessa presidenza voglia prendere in mano il pallino del coordinamento delle politiche economiche (e non “solo” delle politiche complessive del Governo). Ma Padoa Schioppa e Bersani saranno d’accordo?
Un decreto legge approvato dal primo Consiglio dei ministri ha creato quattro nuovi ministeri e modificato sostanzialmente le competenze di altri. Sotto il profilo istituzionale non poteva esserci inizio peggiore. Governare non vuol dire solo fare leggi, ma assicurare continuità e coerenza a un insieme di attività svolte dallo Stato e da altri soggetti che contribuiscono ad affrontare e possibilmente risolvere un problema collettivo. Liberarsi delle regole non aumenta il margine di manovra di chi occupa posizioni di potere. Anzi, lo espone a ogni forma di pressione.