Il sistema per ripartire tra gli atenei la quota premiale basata sulla valutazione di qualità della ricerca è complesso, ma finisce per rispecchiarne la dimensione. Occorre riconsiderare gli obiettivi, rendendo più trasparente tutto il meccanismo.
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L’istruzione post-secondaria o terziaria professionalizzante fatica a prendere piede, nonostante i miglioramenti arrivati con le riforme del sistema. Un’indagine mostra che gli studenti degli istituti tecnici hanno aspettative basse su questi percorsi.
Il sistema universitario italiano comprende atenei statali, privati e telematici, con caratteristiche e finalità diverse. Non si tratta di scegliere quale modello sia “migliore”, ma di costruire un ecosistema in cui ciascuno possa dare un contributo.
L’IA automatizza un numero sempre grande di attività cognitive. Così come la diminuzione dello sforzo fisico ha reso fondamentale lo sport per la nostra salute, l’università potrebbe essere ripensata come spazio di allenamento del pensiero.
Le ragazze cresciute in aree con scarsa partecipazione femminile al lavoro tendono a riprodurre quei modelli. Ma all’università possono incontrare studentesse provenienti da contesti molto diversi. E le cose cambiano.
Le donne continuano a percepire retribuzioni significativamente più basse di quelle degli uomini. Il divario è già evidente al primo impiego e affonda le radici nelle scelte degli indirizzi di studio, compiute ben prima dell’ingresso nel mercato del lavoro.
Gli stereotipi hanno un ruolo nelle scelte educative e contribuiscono così agli squilibri di genere nel mercato del lavoro. Favorire la consapevolezza di quelli impliciti aumenta il numero di ragazze che optano per facoltà Stem. Con effetti anche sui maschi.
Quando in una classe universitaria cresce il numero di donne, migliora il clima di studio e di collaborazione, senza che ne soffrano i risultati accademici. È una lezione particolarmente interessante per i corsi di laurea ancora a prevalenza maschile.
Dimezzare il numero degli appelli d’esame, come ha fatto dal 2010-2011 la facoltà di economia dell’Università di Bologna, avvantaggia gli studenti. Diminuisce infatti il tasso di abbandono, la laurea arriva più spesso in corso e i voti non ne risentono.