Le reti che trasportano l’elettricità si trovano oggi a gestire picchi di produzione e di consumo. La Commissione europea ha proposto tariffe più sensibili alle condizioni di utilizzo delle infrastrutture. Ma non sarà facile applicare la riforma.
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Raccoglie molti consensi la richiesta di abolire il prezzo unico nazionale dell’elettricità . Ma le differenze tra le diverse zone non sono poi così significative. Se il sistema cambia, va rivisto anche il meccanismo di incentivo alle rinnovabili.
Gli spagnoli pagano bollette elettriche più basse delle nostre, soprattutto se si considerano solo i mercati all’ingrosso. La differenza deriva da ragioni strutturali e da scelte politiche e regolatorie diverse. Ma anche i rischi sono diversi.
La sentenza sulle clausole vessatorie dei contratti di Netflix era inevitabile perché la legge italiana è più rigida della direttiva europea. Ma il problema è proprio non aver riconosciuto che il diritto di recesso è già una tutela sufficiente del consumatore.
Il decreto energia interviene sugli Ets, con un provvedimento che ricalca quello della Spagna. A prima vista, sembra poter ridurre il prezzo dell’elettricità . Ma non fa i conti con alcuni problemi, a partire dal via libera dell’Europa, per nulla scontato
Una riforma dell’Ets è attuabile solo a livello europeo, non in singoli paesi. Ma non è detto che sia la scelta economicamente più razionale. Sul sistema dei certificati si sono stratificate molte altre politiche. Forse è lì che si dovrebbe agire.
Secondo un’indagine Arera i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica nel 2023-2024 erano significativamente al di sopra dei livelli concorrenziali. È un fatto che ha spiegazioni tecniche? O c’è stato un abuso e i consumatori hanno pagato più del dovuto?
La flat tax non è di per sé incompatibile con il rispetto di severi vincoli di bilancio. E non è neanche vero che gli attuali livelli di spesa e dunque di prelievo siano intoccabili. Già nel 2017 una proposta mostrava i vantaggi dell’aliquota piatta.
La Svezia è stata costretta a suddividere il suo mercato elettrico in più zone. Così i prezzi al Sud, prima tenuti artificialmente bassi, sono cresciuti. Le risorse in più potrebbero essere usate per calmierare i costi per i consumatori più in difficoltà .
Poste italiane è stata sanzionata dall’Antitrust per abuso di posizione dominante nella vendita di energia elettrica e gas. La società contesta la decisione e ricorrerà al Tar. Intanto però un decreto abroga la norma in base alla quale è stata condannata.