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Coronavirus: il senso della Francia per la cultura*

Mai come oggi ci accorgiamo dell’importanza della cultura. Che però è un settore economicamente fragile, duramente colpito dai provvedimenti di lockdown. Tra le misure di sostegno varate dalla Ue e dai singoli paesi si distinguono quelle francesi.

Il Punto

Con quota 100 potrebbero andare in pensione fino a 475 mila lavoratori nei prossimi tre anni. Senza le penalizzazioni richieste per mantenere l’equilibrio del sistema. Un altro regalo da oltre 20 miliardi ai baby boomer (per lo più maschi). A spese dei più giovani.
Secondo il Fondo monetario, nel 2019 il Pil del mondo crescerà del 3,5 per cento. Un po’ meno del previsto, anche se non è in vista una nuova recessione mondiale. Il rallentamento viene dall’Europa (soprattutto Germania e Italia) e dai paesi emergenti. A evitare il peggio rimangono le banche centrali. Intanto la Cina accorcia il passo (al +6,4 per cento, il dato più basso dal 1990). Non tanto a causa della guerra commerciale con Trump, ma soprattutto per la contrazione del credito che ha penalizzato soprattutto l’industria (auto in testa). Si profila un ritorno in grande stile dello stato nel capitale delle imprese cinesi.
Bravo Di Battista che ha svelato a tutti il legame tra mancata decolonizzazione e migrazione? No. Il politico a 5 stelle ha fatto un pasticcio tra franco Cfa (Comunità finanziaria africana), stampa delle banconote di 14 paesi a Lione e riserve valutarie. Tanto complottismo, zero sostanza, come documenta il fact-checking de lavoce.info.
L’Intelligenza artificiale fa funzionare gli smartphone, influenza i processi di produzione e trasporto, la difesa e la medicina. Con opportunità e rischi, ad esempio quello che Usa e Cina rafforzino il loro strapotere. Di sicuro la Ue deve fare la sua parte. Intanto l’Italia riunisce tavoli affollati al Mise ma ci mette solo una briciola: 15 milioni annui da qui al 2021. Quanto agli algoritmi,sono ormai pane quotidiano sia che entriamo in un social network o facciamo un acquisto on-line. Se opportunamente valutati, potrebbero anche aiutarci a indirizzare meglio i trasferimenti pubblici. Tra le tecnologie che stanno conquistando pezzi di mercato, Netflix e le altre piattaforme di cinema in streaming fanno passi da gigante, dando filo da torcere ai box office delle sale. Come mostrano i dati di un rapporto sul settore e dell’Istat.

Che cinema la battaglia tra streaming e box office

Le sale dei cinema sembrano aver perso il loro fascino e sempre più spettatori preferiscono le piattaforme online. Mentre il botteghino piange, ad accentuare il problema contribuiscono alcune caratteristiche dell’industria cinematografica italiana.

Il Punto

Priva di buonsenso e azzardata politicamente, la minaccia di “impeachment” del Presidente della Repubblica reclamata dal capo politico pro-tempore del M5s Lugi Di Maio è prevista dalla Costituzione. Vediamo quale ne sarebbe la procedura. Intanto, Lega e M5s hanno già annunciato un no preventivo al governo tecnico dell’ex-commissario alla spending review Carlo Cottarelli di cui avevano apprezzato e ripreso varie idee su sanità e costi della politica, anche nel loro Contratto di governo.
Di questi 80 giorni in attesa di un governo che non arriva rimangono le scorciatoie proposte per far scendere il debito senza ridurlo davvero – condannate anche dal governatore Visco nella sua relazione annuale. Tra queste i mini-Bot e Ccf – Certificati di credito fiscali – che diventerebbero una moneta alternativa all’euro e altro debito per lo stato. Contrari ai trattati e destinati a fallire come già in altri precedenti storici. Altro tema: la flat tax, a lungo dibattuta su queste pagine. Secondo il progetto Salvini-Di Maio doveva essere una semplificazione. In realtà, sarebbe stata un pasticcio condito con una clausola di salvaguardia per permettere agli eventuali perdenti di mantenere il vecchio sistema Irpef. È poi istruttivo rileggere nel Contratto Lega-M5s il Salvini-pensiero sulla immigrazione. Vista come una minaccia per la sicurezza, con costi insostenibili. A dispetto del fatto che gli immigrati (2,4 milioni dei quali pagano tasse e contributi) non sono i rifugiati (solo 300 mila, peraltro tutelati da Costituzione e trattati internazionali). Anche sull’acqua pubblica il Contratto era tutt’alto che preciso, a partire dal presupposto che il referendum del 2011 avrebbe sancito che un’azienda pubblica debba gestire il servizio idrico. Non è proprio così, come spiega il fact-checking de lavoce.info.
Il cinema racconta anche l’economia e la finanza, il denaro con le passioni nobili e malsane che suscita, l’impresa e il lavoro. Ne parla brillantemente un libro appena uscito il cui autore organizza a Trento la rassegna Cineconomia nelle giornate del Festivaleconomia che quest’anno inizia giovedì 31 maggio. Con la partecipazione di vari economisti de lavoce.info. Ci vediamo a Trento!

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Parità di salario? Non è un film a lieto fine

Gli attori guadagnano più delle attrici. Lo hanno denunciato le stesse donne di cinema e ora lo dimostra una ricerca. In questo caso, il differenziale non sembra dipendere dai costi legati alla maternità. Una differenza da studiare perché il grande schermo riflette la nostra società.

Il Punto

Un altro 8 marzo che registra il solito dato: le donne guadagnano meno degli uomini. In Italia, da 20 anni, le differenze salariali di genere sono rimaste praticamente le stesse e sono più marcate nei lavori meno qualificati e nelle posizioni aziendali di vertice. Molto dipende dalle politiche salariali e organizzative delle imprese. E un abisso si osserva anche tra le star di Hollywood dove i compensi milionari degli attori hanno un altro ordine di grandezza rispetto a quelli delle attrici. Sempre negli Usa ma a Washington (e in altri 40 paesi del mondo) uno sciopero al femminile serve a ricordare cosa succede se per un giorno le donne “non ci sono”. E focalizza l’attenzione sui rischi della misoginia muscolare dell’era Trump.
È accettabile che a una donna, nel civilissimo Nord-Est, venga rifiutata in 23 ospedali l’interruzione della maternità? Il diritto di scelta sancito dalle legge 194 continua a scontrarsi con il diritto all’obiezione di coscienza. Ma le strutture pubbliche devono garantire il primo. Anche con assunzioni mirate come in Lazio.
Foto che si autodistruggono e alto gradimento dei teenager. Quanto basta perché il debutto in borsa di Snapchat sia stato bruciante: +44 per cento. In barba a bilanci in rosso, alto rischio dell’investimento e governance accentrata nei fondatori. Ma il vero pericolo arriva dalla Cina e si chiama WeChat.
Con la nuova presidenza Usa la spesa militare – diminuita progressivamente dal 2011 –  tornerà a crescere massicciamente, per 41 miliardi di dollari. Ma una corsa al riarmo, anziché rilanciare la crescita, farebbe danni sia al capitale umano che al quadro economico generale.

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