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Il Punto

Con un Pil in crescita dell’1,5 per cento, nel 2017 è salita la povertà rilevata dall’Istat. Soprattutto – ma non solo – al Sud. L’aumento riguarda sia i nuclei familiari italiani che quelli stranieri. Ma per i secondi il rischio dell’indigenza è sei volte pi ù alto. Ci vorrebbero una ripresa più robusta e politiche redistributive più attente. Invece il ministro Di Maio usa questi dati per promuovere il “suo” reddito di cittadinanza che verrebbe negato proprio agli stranieri. Sempre Di Maio, nella sua campagna contro le pensioni d’oro (i super-assegni di chi non ha erogato contributi commisurati) rischia di inciampare in un problema di equità nei tagli, con una coda di contenziosi. In tema di immigrazione, la voce del governo è invece quella di Matteo Salvini: stavolta sostiene che la Francia ospita meno della metà di richiedenti asilo rispetto all’Italia. Davvero? No, come mostra il fact-checking de lavoce.info. Che analizza anche le affermazioni dell’interlocutore del ministro in quel confronto, il giornalista Paolo Pagliaro.
È possibile che le dichiarazioni di guerra commerciale di Trump alla Cina siano in realtà un bluff ad alto rischio per trarre il massimo ritorno da un negoziato. A fini elettorali interni (a novembre le elezioni di mid term). Nell’immediato, però i danni all’economia sono inevitabili, come insegna il caso Harley Davidson. Intanto il governo di Pechino prova a compensare i dazi di Trump svalutando lo yuan contro il dollaro anche con l’abbassamento delle riserve obbligatorie delle banche. Ma in realtà al momento non è chiaro (forse neanche ai governanti cinesi) se alla Cina convenga avere una valuta debole o forte.
Dopo tre bandi di gara a vuoto, liti, colpi di teatro, Sky esce vincitrice dall’assegnazione dei diritti tv dei prossimi tre campionati di calcio di serie A. Con alcune novità, la più importante delle quali – oltre all’uscita di scena di Mediaset – è il passaggio dalla vendita per piattaforma a quella per prodotto.

Alessandro Santoro risponde ai commenti al suo articolo “Perché è un errore abolire lo split payment

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

Tutti sconfitti nelle guerre commerciali

Nella battaglia dei dazi con la Cina, gli Stati Uniti cercano di ottenere il massimo prima di arrivare a un accordo. Ma il rischio è che a farne le spese sia il sistema di regole del commercio internazionale, insieme alla crescita economica globale.

Il Punto

Dietro l’attivismo di Salvini sull’immigrazione c’è la ricerca di consenso e una visione del mondo com’era una volta, con gli steccati a definire le relazioni internazionali. Invece degli slogan, il governo potrebbe fare di più contro il caporalato, concedere il soggiorno a chi ha un lavoro e facilitare gli impieghi stagionali. Porti chiusi anche per alcune merci – soprattutto alimenti – nelle intenzioni del nuovo governo. Per difendere la qualità dei prodotti italiani, si afferma. Si comincia dai dazi sul riso asiatico e sudamericano e non si vuole ratificare il Ceta, il trattato Ue-Canada, proprio quello più avanzato nella protezione dell’origine dei nostri prodotti.
Fare con l’Ilva di Taranto ciò che i tedeschi hanno fatto riqualificando la regione carbonifera della Ruhr con soldi europei. Ecco l’ambizioso progetto di Beppe Grillo, fondatore del M5s. Che però non sta in piedi, dice il fact-checking de lavoce.info, perché i fondi di cui parla sarebbero difficili da usare e insufficienti allo scopo.
Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli vuole sottoporre all’analisi costi-benefici le opere pubbliche. Per quelle in cantiere i tempi di un tale programma sono troppo lunghi. Si possono usare intanto alcune valutazioni semplificate già realizzate. Per intervenire nei casi più a rischio di spreco di denaro dei contribuenti. Rimane poi che negli appalti pubblici si nasconde il rischio di corruzione, come mostrano le cronache di questi giorni. Uno studio recente mostra che la flessibilità – richiesta dagli operatori e recepita dal Codice dei contratti del 2016 – ha di fatto accresciuto il numero di gare finite a imprese vicine alla politica.

Save the date! Convegno de lavoce.info
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale riservato agli amici de lavoce che si terrà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. Vi aspettiamo per incontrarvi di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai collaboratori de lavoce e ai nostri sostenitori più affezionati, chi ci ha finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni (chi non l’ha fatto, è  in tempo per compiere la donazione).

Ombre cinesi

La guerra dei dazi tra Usa e Cina sembra rientrata, ma resta il tema della dipendenza della crescita mondiale da quella cinese. I suoi pilastri sono stati accumulazione di capitale e aumento di popolazione attiva e produttività. Cosa accadrà in futuro?

Ma le guerre commerciali non prevedono il lieto fine

Oggi è difficile essere ottimisti su una risoluzione consensuale della controversia commerciale tra Usa e Cina. Ma se le sanzioni minacciate diventassero realtà, il gioco si farebbe davvero pericoloso, per i due paesi e per gli scambi internazionali.

La posta in gioco tra Washington e Pechino

Le minacce di dazi puntano a indurre la Cina ad accettare trattative bilaterali con gli Stati Uniti su temi che l’attuale sistema multilaterale degli scambi non riesce a gestire. Un accordo di questo tipo segnerebbe però la fine del multilateralismo.

Usa-Cina, venti di guerra commerciale

L’amministrazione Usa cerca di mantenere le promesse elettorali frenando la concorrenza sleale delle imprese di stato cinesi. Sceglie però i dazi, un metodo sbagliato e inefficace. E in una guerra commerciale chi avrebbe più da perdere è proprio Trump.

Il Punto

Nel paese spaccato tra Di Maio e Salvini, uno studio dei risultati provinciali delle ultime elezioni mostra che l’Italia dove manca il lavoro ha votato M5s mentre quella che il lavoro ce l’ha ha votato Lega. Altre variabili come grado di istruzione, percentuale d’immigrati e demografia sembrano meno rilevanti. Visto che se ne parla tanto meglio ricordare che il cosiddetto reddito di cittadinanza è più che altro un sostegno ai poveri simile al reddito d’inclusione (Rei) varato dal governo Gentiloni. Solo che rispetto a quest’ultimo ha una struttura rozza ed è insostenibile economicamente.
I dazi annunciati da Donald Trump vogliono ridurre il deficit commerciale Usa, riportando produzione e lavori meno qualificati dentro i confini americani. In effetti un recente studio mostra che la globalizzazione ha finora beneficiato maggiormente i lavoratori più istruiti, sia in termini di reddito che di potere d’acquisto. A livello globale, però, le nuove barriere commerciali sull’import di acciaio e alluminio causano un danno di almeno 10 miliardi dollari. I più colpiti: Canada, Ue, Sud-Corea, Messico, Brasile, Russia. Meno la Cina. Deboli le giustificazioni legali presentate da Washington al Wto.
Si fa un gran parlare di flat tax e aumenti di Iva da scongiurare. Il sipario è sceso invece sulle riforme dell’amministrazione tributaria, a partire dall’Agenzia delle entrate. Un peccato: meno imposte e meno evasione arrivano se il fisco ha efficaci strumenti giuridici e tecnici.
Nel nuovo accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, ci sono novità importanti su busta paga, contrattazione e politiche del lavoro. Le parti hanno trovato soluzioni di equilibrio. Che tuttavia si rivelerebbero poco stabili se il nuovo governo volesse incidere in profondità nel sistema di relazioni industriali. Sullo sfondo pesano problemi strutturali. Come le competenze della forza lavoro troppo basse per le sfide di un sistema produttivo che cambia. Mentre molti laureati sono sovra-qualificati per le mansioni che svolgono.
Infine, come se la caverebbero i pentastellati aspiranti ministri? Un primo assaggio: il loro esperto di turismo dice che le Baleari hanno dieci volte più turisti della Sicilia. Al fact-checking de lavoce.info risulta che avrebbe dovuto dire “sei volte”. La foga retorica porta a esagerare un po’.

Dazi, se li conosci li affronti meglio

È importante capire meglio gli effetti distributivi dei dazi. Può aiutarci a prevedere su quali settori è più probabile che vengano applicati. Ma anche quali possono essere, eventualmente, le forme di ritorsione più efficaci per chi li subisce.

Guerre commerciali: Donald Trump contro tutti

L’amministrazione americana ha deciso l’imposizione di tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio dal resto del mondo. Per farlo ha invocato la sicurezza nazionale. Ma dietro questo concetto si intravede una politica commerciale aggressiva.

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