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Il Punto

È arrivata la Nadef (Nota di aggiornamento al Def). Un pacchetto contenente l’avvio di quasi tutto ciò che era stato promesso. Compreso l’aumento del deficit al 2,4 del Pil nel 2019. Che avverrà proprio quando il rialzo dei tassi Usa accresce il costo dell’indebitamento per tutti e in particolare per noi. Comunque, con i 9 miliardi destinati a reddito e pensione di cittadinanza – secondo Luigi Di Maio – “abbiamo abolito la povertà”. Un’esagerazione per l’inevitabile insufficienza delle risorse dedicate allo scopo e per l’elevato rischio che i sussidi monetari inducano al lavoro nero. Qualche lezione si può prendere dall’esperienza degli altri paesi di cui offriamo un breve riassunto.
Per due anni commissario straordinario (senza retribuzione) per l’attuazione dell’Agenda digitale, Diego Piacentini torna nel settore privato lasciando un lavoro ben avviato ma da completare. Impresa non facile, perché per digitalizzare c’è da smontare e rimontare processi e assetti stratificati da decenni.
Il responsabile del Miur Bussetti vuole sopprimere un pezzo del meccanismo di reclutamento degli insegnanti introdotto dalla Buona scuola. Quello che serve a garantire che i vincitori dei concorsi da insegnante siano adeguatamente formati prima di entrare in aula per tre anni. Troppi per chi vuole ottenere risultati spendibili elettoralmente tra pochi mesi.
Adesso la vigilanza bancaria europea punta la propria lente non soltanto sull’adeguatezza patrimoniale e di liquidità ma anche sui fattori di redditività e i modelli di business delle grandi banche. C’è maggiore attenzione per i principi gestionali e le strategie. E qualche suggerimento ai Cda.

Scenari di una crisi che si può evitare

Una eventuale crisi italiana sarebbe diversa da quelle di Turchia e Argentina? Le cause profonde sarebbero simili: debito altissimo e sfiducia dei mercati. La differenza sostanziale è che all’Italia basta rispettare le regole per scongiurare il peggio.

In Grecia torna il sereno, ma nuove nuvole in Europa

La Grecia è ufficialmente uscita dal terzo programma di salvataggio. Anche se restano dubbi restano sulla capacità di rispettare gli impegni presi con la Troika, è un segnale positivo per tutta l’Europa. Ma nuovi rischi aleggiano all’orizzonte.

Capitali stranieri: la grande fuga

Non è la prima volta che l’Italia vive una fuga dei capitali stranieri. Ma a far suonare il campanello d’allarme è il volume dei flussi in uscita registrato tra maggio e giugno: 76 miliardi. Nella legge di bilancio non c’è perciò spazio per errori.

Debito in lire? Ci sarebbe da pagare un conto salato

Tra i tanti problemi che nascerebbero dall’uscita dell’Italia dall’euro, si dovrebbe tener conto anche degli eventuali risarcimenti dovuti per inadempimento di talune clausole contrattuali che da tempo i creditori “impongono” agli stati debitori.

Nuove clausole per le crisi del debito: rischio circolo vizioso

Alcuni paesi nordici dell’area euro propongono di modificare le clausole di azione collettiva che definiscono le procedure in caso di ristrutturazione di un debito sovrano dell’area euro. Ma la soluzione ipotizzata rischia di destabilizzare il sistema.

I rischi dell’Eurozona

Se per Saviano l’accoglienza dei migranti ce la paga l’Europa

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Roberto Saviano sulla spesa per l’accoglienza dei migranti.

Una proposta di paracadute per il debito pubblico

Come assicurare il debito pubblico della periferia dell’Eurozona e spingere la crescita: è una recente proposta di quattro autori. Questo contributo vuole ricostruire il contenuto “autentico” della proposta, per concentrarsi sui suoi pro e contro invece che su “cosa dice esattamente”.

Il Punto

Raccontiamo in dettaglio l’idea di dotare di copertura assicurativa pagata da tutti i paesi Ue il debito pubblico dei paesi periferici dell’Eurozona (Italia inclusa, ovviamente) per spingere la crescita. E spieghiamo perché la proposta non sta in piedi. Un meccanismo con troppi costi a carico del contribuente tedesco a fronte di benefici molto incerti. Ingiusto e inutilmente complicato, quindi politicamente impraticabile.
Arrivano finalmente buone notizie dalla Grecia. Dopo tanti anni di austerità e riforme (tra cui quella del catasto e l’istituzione del reddito di solidarietà), l’Europa prende atto dei risultati ottenuti dal governo di Atene e concorda misure per accompagnare la ripresa. Ma la strada è ancora lunga. Intanto i conti di una cinquantina di gruppi bancari europei (quattro italiani) sono sottoposti a stress test per valutare la solidità dei loro bilanci di fronte a situazioni estreme sotto la guida dell’Eba (l’autorità di vigilanza europea) che ha fissato criteri rigidi ma anche suscettibili di interpretazioni fin troppo flessibili e discrezionali.
Oltre ad affondare le navi delle Ong e a schedare i rom, il vice-premier Matteo Salvini vorrebbe eliminare i limiti all’uso di contante. Già il governo Renzi aveva alzato il tetto da mille a 3 mila euro e molti italiani ne hanno approfittato. Di sicuro, più “cash”, più evasione e più riciclaggio. E addio modernizzazione dei sistemi di pagamento.
Complicato stabilire un salario minimo per i rider, i fattorini delle consegne in moto o in bici che si lamentano giustamente di guadagnare troppo poco. Serve che il governo coinvolga piattaforme e gruppi di lavoratori informati per spingerli a un accordo o, in assenza, disegnare un provvedimento legislativo.

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

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