Nel 1600 Amsterdam è il centro della finanza mondiale. Tanto da sperimentare alcune innovazioni suggestive, come il Banco di cambio. La sua vicenda è istruttiva per comprendere le implicazioni di idee come la cancellazione o il ripudio del debito.
Tag: debito pubblico Pagina 9 di 13
Il falò di 250 miliardi di titoli del debito pubblico italiano detenuti dalla Bce, ipotizzato ma poi sparito dal “contratto” Lega-M5s ancora in divenire, sarebbe una pessima idea. Una banca centrale con il capitale netto azzerato perderebbe la sua indipendenza e sarebbe molto più esposta alle pressioni della politica. Anche il governatore della Bce Mario Draghi ha riconosciuto che i progetti velleitari di questi mesi nascono dalla persistente fragilità istituzionale della zona euro. Per la stabilità servono una rete di sicurezza pubblica europea per le crisi bancarie e l’assicurazione dei depositi e un meccanismo fiscale che spezzi gli effetti a catena dei mercati e delle austerità nazionali.
Nel loro programma, pentastellati e leghisti inseriscono un “patto fiscale” che non sarebbe un condono. Ma dal fact-checking de lavoce.info viene fuori che di condono si tratta.
il Rapporto Istat sulla situazione del paese mostra che alle reti sociali – soprattutto familiari – è delegata una gran parte del welfare e della ricerca di lavoro. Risultato: più disuguaglianze sociali, freno alla crescita e minore efficienza nella gestione delle risorse. Uno studio recente trova che, anche da noi come nel resto d’Europa, la maggior parte delle coppie omosessuali ora garantite dalle unioni civili sono tra uomini. C’è insomma un gender gap tra gay e lesbiche, forse perché gli omo o bi-sex dichiarati sono più spesso uomini. Ma dipende anche dalle norme sull’adozione di bimbi da parte di queste coppie.
L’Italia è tra gli ultimi membri della Ue nell’utilizzo dei 75 miliardi di fondi strutturali che le spettano. Spesso per la scarsa capacità delle amministrazioni locali di svolgere il ruolo di stazioni appaltanti. C’è da ripensare la politica di coesione, anche in vista del negoziato sul bilancio dell’Unione.
Chi sono i lettori de lavoce.info e quali temi desiderano leggere e approfondire sulle pagine di questo sito? Senza la velleità di profilare i nostri affezionati lettori ma solo per conoscerli meglio, abbiamo proposto loro un questionario per imparare e soddisfare i loro interessi. Diamo conto dei risultati.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!
All’indomani del voto del 4 marzo il Presidente della Repubblica dovrà decidere a chi affidare l’incarico di governo. Un atto non regolato da norme precise quanto dalla prassi istituzionale. Compito arduo in un quadro politico che si preannuncia quanto mai confuso. In campagna elettorale si è molto parlato di povertà, meno di disuguaglianza tra ricchi e poveri. Eppure nella classifica Ue sui divari di reddito l’Italia figura solo dopo il Portogallo. E le differenze economiche sono fortemente correlate con il peggioramento di tante variabili socio-sanitarie. Un altro macigno dimenticato dai politici nell’era del proporzionale (e invece sempre sotto i riflettori degli investitori esteri) è il nostro enorme debito pubblico. Non lo si può abbattere, ma allungarne ancora la vita media – oggi poco meno di sette anni – aiuterebbe. Tra i temi di cui si parla molto e con facili slogan, c’è quello dell’accesso degli immigrati al welfare. Ad esempio si vedono assegnare più case popolari perché in media hanno redditi più bassi e famiglie più numerose. Malgrado il malcontento di molti italiani, andrebbe detto che anche questa è una forma d’integrazione. Forti catalizzatori di attenzione nelle campagne elettorali, i social media anche stavolta sono utilizzati intensamente – con strategie diverse – da tutti i partiti. La graduatoria dei “like” su Facebook vede primissimo il M5s seguito da Lega, Pd, FI, Leu. Ma non bastano tanti “mi piace” per vincere sulla rete. L’equilibrio (o quasi) tra generi nella composizione delle liste non significa che nel Parlamento ci saranno uomini e donne in misura quasi uguale. Perché la legge elettorale e la promozione della parità di genere intervengono solo sulle candidature. Il 5 marzo vedremo se ci sarà un altro Parlamento a forte prevalenza maschile.
Gabriele Guzzi e Stefano Merlo rispondono ai commenti al fact-checking de lavoce.info “E Renzi inciampa sul reddito di cittadinanza del M5s”
L’Italia emette circa 400 miliardi di titoli all’anno per rinnovare le quote di debito pubblico in scadenza e per finanziare il fabbisogno annuo. Si tratta di una cifra molto elevata, che si potrebbe ridurre con un piano di allungamento delle scadenze.
Le proposte avanzate per ridurre il rapporto debito-Pil puntano sul conseguimento di significativi avanzi primari. Ma l’esperienza internazionale mostra che un percorso credibile deve considerare l’interazione tra politiche adottate e fattori di contesto.
La crisi del Venezuela è arrivata alle soglie del default. Per l’evoluzione della situazione sarà decisivo l’atteggiamento dei due principali creditori: Russia e Cina. Intanto, i venezuelani fanno i conti con nuovo calo del Pil e inflazione alle stelle.
Con l’uscita dalla moneta unica non sarebbe possibile mantenere il debito pubblico in euro, né ridurlo attraverso una ristrutturazione. L’unica strada sarebbe allora la ridenominazione in lire. Ma si tratterebbe comunque di una scelta molto pericolosa.
Nella lettera inviata alla Commissione europea, il ministro dell’Economia sottolinea il prolungato sforzo di bilancio attuato negli ultimi anni dall’Italia. Ma se confrontati con quelli dell’Eurozona i nostri risultati appaiono molto meno soddisfacenti.
Mentre la politica si divide su legge elettorale e data delle elezioni, il governatore della Banca d’Italia richiama l’unico punto fermo: chiunque vinca deve fare una legge di bilancio che preservi l’equilibrio dei conti in un quadro di crescita.
La Commissione di Bruxelles propone titoli di stato sintetici per l’area dell’euro, prodotti con un processo di cartolarizzazione. Da non chiamare Eurobond per due ragioni: perché non lo sono e perché per i tedeschi sarebbero come fumo negli occhi. Potrebbero essere molto utili alla stabilità finanziaria.
Al mondo politico in fibrillazione auto-referenziale arriva il richiamo della Banca d’Italia di Visco: chiunque si candidi a governare si impegni ad approfittare della debole ripresa economica per correggere il bilancio in modo da far scendere il rapporto tra debito pubblico e Pil. Intanto la disputa sul voto anticipato in autunno sembra disinteressarsi della probabile attivazione delle clausole di salvaguardia e delle negative conseguenze per la crescita della maggiorazione dell’Iva. Nel dibattito sul sistema elettorale guadagna consensi quello chiamato “tedesco” (che poi tedesco non sarebbe). Di sicuro ci ritroveremmo il definitivo affossamento dei collegi uninominali, la prevalenza di candidati scelti dai partiti, e l’esclusione delle formazioni forti localmente ma deboli a livello nazionale. In cambio di coalizioni (forse) meno litigiose.
Sono due filosofie, due concezioni del governo dell’economia e della moneta quelle che si scontrano nella Ue rappresentate da Germania e Francia. Non soltanto interessi diversi, dunque, ma visioni del mondo che un’Europa unita deve conciliare. È il tema di un libro di tre autori, uno dei quali, Markus Brunnermeier, sarà al centro dei dibattiti organizzati a Milano e Roma per festeggiare i 15 anni de lavoce.info.
Che ci voglia una gestione delle sofferenze bancarie diversa dalla svendita ai pochi grandi operatori specializzati lo ha detto anche il governatore Ignazio Visco nelle sue Considerazioni finali. E in Parlamento ci sono tre proposte che prevedono la vendita agli stessi debitori.
La Lega calcio ha appena aperto l’asta per i diritti tv del campionato di serie A per il triennio 2018-21. A differenza che negli altri paesi, il bando prevede che il servizio sia offerto su più piattaforme distributive, compresa internet. Come se il calcio fosse un “diritto essenziale” per i consumatori. È proprio così?
Vero che gli italiani – dopo la riforma Fornero – sono costretti ad andare in pensione vecchi decrepiti? Lo ha sostenuto Matteo Salvini in due scontri Tv con Giuliano Cazzola. Questi ha ribattuto con una serie di dati. Quasi tutti esatti, secondo il fact-checking de lavoce.info.
15 anni de lavoce.info: feste-convegni 5 giugno a Milano e 6 giugno a Roma
Nel 2017, lavoce.info compie 15 anni. Aspettiamo per festeggiare il compleanno i nostri affezionati lettori e sottoscrittori la mattina di lunedì 5 giugno a Milano e il pomeriggio di martedì 6 giugno a Roma. E, se potete, destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!