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Il Punto

Finalmente pronto il Piano di ripresa e resilienza. È ben fatto, ma per realizzare tutti i progetti prospettati e spendere le risorse in tempo servono una governance efficiente e un consenso ampio nella società. Intanto le complessità burocratiche hanno scoraggiato molti potenziali beneficiari dal richiedere il reddito di emergenza. Con il risultato che solo il 41 per cento degli aventi diritto lo ha ottenuto.
Il Covid fa sentire i propri effetti anche sulla nascita di nuove imprese: in Italia si stima che entro la fine del 2020 si saranno perse tra le 60 e le 70 mila nuove aziende. Con riflessi pesanti sull’occupazione. E, se da una parte lo stato si sta impegnando a immettere liquidità nel sistema produttivo, dall’altra continua a non pagare i propri debiti verso le imprese. Servono sanzioni e penalizzazioni per le Pa.
Gli scontri seguiti a una serie di sgomberi di migranti hanno fatto precipitare la situazione in Francia, con la polizia al centro delle polemiche. Il rischio, per le democrazie liberali, è di cadere in una spirale repressiva.
Una diversa distribuzione dei diritti di proprietà per ridurre le disuguaglianze e garantire una maggior giustizia sociale. È la proposta di Thomas Piketty nel suo “Capitale e ideologia”.

Save the date! Convegno annuale de lavoce.info
Giovedì 17 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce.info: si parlerà di economia e ricerca alla sfida del Covid. Qui tutti i dettagli.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Oggi anche uno slideshow sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Continua la nostra collaborazione con Economia24, la trasmissione economica di RaiNews24: ogni venerdì un nostro redattore sarà ospite del programma.

Francia, una legge controversa

Le restrizioni alla protezione dei richiedenti asilo, il rifiuto di lasciarli transitare, la rarefazione dei canali di regolarizzazione incancreniscono i problemi, non li risolvono. E le democrazie liberali rischiano di cadere in una spirale repressiva.

Pochi rifugiati nei centri e il voto anti-immigrazione cala*

La presenza di centri di accoglienza piccoli e diffusi riduce il voto per i partiti anti-immigrazione. Mentre se i centri sono di grandi dimensioni i consensi verso queste formazioni aumentano. Lo mostrano i risultati di due studi per Italia e Francia.

Anche l’inflazione risente del coronavirus

Elaborare statistiche in tempo di pandemia è molto complesso. Per esempio, l’indice dei prezzi al consumo non riesce a tener conto di tutti gli improvvisi cambiamenti nei consumi registrati nei mesi di lockdown. E i salari possono subirne le conseguenze.

Cassa depositi e prestiti, cosa fanno gli omologhi europei

Il ruolo di Cdp, sempre più protagonista in questo periodo di crisi da pandemia, ripropone al centro del dibattito la questione dell’intervento pubblico nell’economia. Ma come funziona in Francia, Spagna e Germania? E quali le alternative?

Così il Covid-19 ha contagiato le imprese europee quotate

L’analisi dei bilanci trimestrali consente una prima valutazione dell’impatto del Covid-19 sull’economia delle imprese europee. Gli effetti sono molto negativi, in particolare nel secondo trimestre. In tutti i paesi i settori più colpiti sono gli stessi.

Politiche attive del lavoro, il problema dell’Italia

Tocca alle politiche del lavoro garantire forme di tutela ai lavoratori più deboli e più colpiti dalla crisi seguita alla pandemia. Soprattutto è urgente rafforzare le politiche attive. Ma troppe incertezze frenano gli organismi chiamati a gestirle.

La più intensa recessione di sempre in Usa, Europa e Italia

Nel peggior trimestre di sempre nelle economie occidentali, il Pil dell’Eurozona si contrae più di quello americano. Ma, nonostante il lockdown e l’efficacia solo parziale degli aiuti, l’Italia riesce a contenere il calo a un -12,4 per cento.

Next Generation, chi ci guadagna e chi ci perde

L’Italia sarà l’unico contribuente netto del bilancio Ue a diventare beneficiario netto delle sovvenzioni. Ma in cambio i paesi cosiddetti “frugali” ottengono degli sconti di bilancio. Ora la palla passa agli organi preposti a valutare i piani di spesa nazionali.

Davvero l’Italia spende poco per la sanità?

La spesa sanitaria pubblica di un paese dipende dal suo Pil. L’Italia non cresce, ma pur con meno risorse il nostro sistema sanitario nazionale ottiene comunque risultati migliori di altri. Un suo piano di rilancio richiede però scelte politiche precise.

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