I dati ufficiali sul lavoro domestico in Italia suscitano più di una preoccupazione per il futuro. Diventa così interessante capire quali siano le esperienze di altri paesi europei che hanno aperto le porte alle piattaforme digitali in questo settore.
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In Italia, ogni giorno, in media, tre lavoratori perdono la vita, una tragica realtà resa ancora più evidente dall’ultimo grave incidente avvenuto il 16 febbraio a Firenze, che ha causato la morte di quattro operai. I dati diffusi nell’ultimo rapporto dell’Ispettorato nazionale del lavoro mettono in luce l’importanza delle ispezioni che conducono accertamenti in ambito di salute e sicurezza: quasi 8 aziende ispezionate su 10 presentano irregolarità in tali settori. Oltre alla prevenzione degli incidenti sul lavoro, da tempo al centro delle agende politiche, rimane aperto anche il problema del lavoro irregolare, che coinvolge soprattutto i lavoratori del settore terziario.Â
Contrasto ed emersione del lavoro nero sono possibili. Basta sapere come farlo. La digitalizzazione si configura come una risorsa fondamentale perché consente di velocizzare i processi e rende possibili azioni congiunte mirate a specifici settori.
La fase espansiva della spesa pubblica e il Pnrr muovono molto denaro. E c’è il timore che le risorse vengano distratte dall’interesse della comunità . Potrebbe essere il momento per passare a un sistema di pagamenti intrinsecamente sicuro, quello digitale.
Dal lavoro domestico arriva un gettito fiscale e contributivo di 1 miliardo e mezzo. La cifra potrebbe essere molto più alta se si eliminasse l’ampio ricorso al lavoro nero. La sanatoria è stata un primo passo, ma occorrono incentivi per le famiglie.