La Camera ha approvato la legge elettorale, con sostanziali differenze rispetto a quella presentata pochi mesi fa in Parlamento. L’iter prosegue ora in Senato: entro l’anno potremmo avere un nuovo sistema da applicare nelle elezioni politiche del 2027.
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La legge elettorale proposta dal governo Meloni vorrebbe garantire rappresentatività e stabilità , che però sono obiettivi inconciliabili. Altri interventi potrebbero migliorare la normativa sul voto, senza occuparsi delle regole di assegnazione dei seggi.
Manca poco più di un anno al rinnovo delle Camere e arriva l’ennesima riforma elettorale. Dal 1993 a oggi, la ricerca della stabilità politica ha paradossalmente portato a una forte instabilità delle regole elettorali. E agli interventi della Consulta.
Le ipotesi sulla nuova revisione della legge elettorale ci consegnano un ulteriore rafforzamento del potere esecutivo e una personalizzazione ancora più accentuata dei partiti. Il contrario di quello che servirebbe. E che si potrebbe fare con poche mosse.
Uno dei dilemmi della democrazia è quanto il processo elettorale possa distorcere la rappresentatività del Parlamento. Questo problema è solitamente più vero quanto più la legge elettorale è di tipo maggioritario. In Italia, un terzo dei seggi viene assegnato in questo modo. Quanto è quindi davvero rappresentativo il Parlamento italiano?
Il Centrodestra ha ottenuto la maggioranza in Parlamento solo grazie ai seggi uninominali. Una legge elettorale proporzionale avrebbe dato risultati diversi, come dimostra una simulazione, garantendo più rappresentanza e più stabilità agli italiani.
Il 25 settembre si voterà per la seconda volta per il Rosatellum, che, a causa della dimensione ridotta dei collegi proporzionali, risulta molto complicato. Sarebbe stato meglio concentrarsi sulla semplicità .
Nelle consultazioni elettorali di settembre 2020 alcuni comuni hanno organizzato i seggi in edifici diversi dalle scuole. In questo modo si è evitato di interrompere di nuovo le lezioni dopo mesi di Dad. Ma è una scelta da allargare e rendere permanente.
Il taglio dei parlamentari potrebbe essere l’occasione per una rilettura del bicameralismo, senza alterare la Costituzione. Con un Senato espressione delle autonomie e una legge elettorale ispirata al Mattarellum si rafforzerebbe la rappresentatività .