L’Agcm ha avviato un‘istruttoria su un possibile accordo di cartello nel mercato del lavoro, Il caso potrebbe costituire un precedente per chiarire che la concorrenza va tutelata non solo nei confronti dei consumatori, ma anche dei lavoratori.
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Rafforzare l’insegnamento della matematica e combattere gli stereotipi sulle discipline Stem: sono le priorità per ridurre il divario di genere nelle competenze numeriche. Bisogna puntare anche sulla formazione continua e su migliori opportunità di lavoro.
Nel 2024 in Italia il numero di lavoratori con più di un lavoro è sceso per la prima volta sotto l’1 per cento. Tra le grandi economie è il valore più basso. L’identikit di chi ha più probabilità di svolgere lavori multipli riserva qualche sorpresa.
Per ridurre la disoccupazione di lunga durata di persone con scarse possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro, la Francia ha avviato una sperimentazione, che ha dato buoni risultati per chi vi partecipa. I costi e i benefici per lo stato.
Non sono pochi i pensionati che decidono di continuare a lavorare. Chi sono e perché lo fanno? Per i più giovani il lavoro post-pensionamento è spesso legato a pensioni modeste, per i più anziani è favorito da buone condizioni economiche e professionali.
Nel mondo del lavoro globale sono molto diffusi i sentimenti di rabbia e di indignazione, che però non danno luogo a una reazione dei lavoratori. L’Italia ha un problema in più: una pressione fiscale che pesa soprattutto sulla classe media lavoratrice.
La formazione post-diploma o post-laurea è diventata per molti un lusso. Giovani meritevoli, ma privi di mezzi potrebbero così scegliere l’inattività. Perché allora non consentire di utilizzare la Naspi per iscriversi a percorsi di alta formazione?
Diventare madre cambia tutto. Ma non per tutte allo stesso modo. La maternità comporta quasi sempre una penalizzazione lavorativa, ma l’intensità di questo costo varia molto, in base all’età, al numero di figli, al territorio e al settore in cui lavora.
Il decreto flussi 2026-2028, appena approvato dal governo, prevede l’ingresso di circa 500mila lavoratori non comunitari. Non risolve però le problematiche di un meccanismo datato e farraginoso. È sempre più necessaria una revisione complessiva della legge.