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Il Punto

Il Meccanismo europeo di stabilità viene descritto dalla Lega come uno strumento che ha sempre espropriato gli italiani a vantaggio delle banche tedesche e francesi. Per 60 miliardi, dice il deputato del Carroccio Claudio Borghi. Con un po’ di calcoli si vede invece che i miliardi sono meno di tre. Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le (erronee) dichiarazioni al riguardo di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
È bassissimo – lo dicono i test Ocse-Pisa – l’apprendimento nelle scuole italiane, con enormi differenze tra Nord e Sud. Per rimediare si può ridefinire il sistema dell’obbligo, con cinque anni di elementari e cinque di medie. E poi un triennio di superiori focalizzato su percorsi specifici e con classi organizzate per materie. Per eliminare i divari tra indirizzi scolastici, territori e generi, c’è anche da imparare dalle politiche mirate fatte da altri (Estonia, Singapore, Germania) sulla qualità degli insegnanti.
Con l’acquisto di Gedi (Repubblica, Stampa e altri media) la famiglia Agnelli – attraverso Exor – torna a investire nel difficile settore dei giornali. Dov’era rimasta solo con il 43 per cento dell’Economist: quota di maggioranza ma non di controllo perché l’indipendenza del settimanale è tutelata rispetto agli azionisti. Chissà se Exor applicherà le stesse garanzie anche alle testate di Gedi.
Nei prossimi anni il mondo avrà bisogno di sempre più energia, +1 per cento l’anno. Rinnovabili e gas copriranno buona parte della nuova domanda. Ma non basterà: carbone e petrolio continueranno a crescere e inquinare. I paesi con piani ambientali dovranno rafforzarli. Nella speranza che gli Usa tornino sui loro passi. Le borse vanno avanti a scossoni a seconda degli annunci di Donald Trump su imminenti accordi o nuove guerre commerciali Usa-Cina. Certo i due decreti a favore del movimento democratico di Hong Kong complicano le relazioni bilaterali.

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Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Favorire l’immigrazione legale”, con Paolo Pinotti.

Davvero il Mes ruba i soldi italiani per salvare le banche tedesche?

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: davvero il Mes porta via i risparmi degli italiani per salvare le banche tedesche?

Riforma Mes: la versione attuale è un passo avanti

Nel 2018 la modifica delle clausole di azione collettiva che si applicano ai titoli di stato suscitava preoccupazione. Ora il contesto è mutato e la nuova versione della riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) rimuove le riserve di allora. Sorprendenti le strumentalizzazioni postume.

Il Punto

Banche in sofferenza, anche in Germania (ma non c’è da rallegrarsene!) e nel resto d’Europa. Troppi istituti, troppi sportelli in presenza di una tecnologia che li rende inutili e troppo credito al costo più basso della storia che riduce la redditività. Servono, ma non bastano, fusioni bancarie. Potrebbero aiutare politiche di bilancio più espansive. Intanto in Italia tiene banco il confronto sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Che comunque già oggi vincola il ricorso a eventuali prestiti e la cui riforma risponderebbe a esigenze di condivisione europea dei rischi bancari reclamate proprio dal nostro paese.
Tra pochi giorni i britannici votano per il rinnovo del Parlamento. Sarà una battaglia elettorale collegio per collegio (sono 650). Dal risultato incerto. Difficile capire quanto peseranno le opinioni sulla Brexit, della quale i candidati sia Tory sia del Labour spesso preferiscono non parlare.
Caso unico nella Ue, nell’ultimo quarto di secolo si è azzerata la crescita della produttività (di lavoro e capitale) nell’economia italiana. Piuttosto chiare le cause (inefficienza del settore pubblico, risorse male allocate, scarsi investimenti in tecnologia, poca meritocrazia). Ma totale il disinteresse della politica.
Al governatore dell’Emilia-Romagna è piaciuta, a quello della Lombardia così così, a quello del Veneto per niente: la bozza della legge quadro per avviare il federalismo differenziato parte in salita. Con norme che cercano di impedire l’approfondirsi del solco tra Nord e Sud.

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Fondo salva-stati, cosa c’è e cosa no nella riforma*

Al momento della firma della riforma del Meccanismo europeo di stabilità, che sembra piombata dall’alto (ma così non è), l’arena politica si è infiammata. Utile quindi uscire dal fuoco incrociato per capire cosa prevede effettivamente e se gli allarmi sono fondati.

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