Il turismo italiano si è fermato. Non per una crisi di domanda, ma per un preciso divieto, del nostro e di molti altri paesi. Però i turismi non sono tutti uguali, così come gli operatori. La segmentazione fa capire come stanno le cose. E come andranno.
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Lo studio della Banca d’Italia “Turismo in Italia: numeri e potenziale di sviluppo” fotografa un settore economico in crescita e con grandi potenzialità. Ma l’approccio deve aprirsi alla contemporaneità del marketing territoriale e aziendale.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Alberto Bonisoli (esperto M5s di turismo) sui dati di Sicilia e Baleari. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Oscar Farinetti e alle sue affermazioni su turisti in Italia ed esportazioni di made in Italy.
La Francia ha subito due attacchi terroristici nel 2015. Se a gennaio gli effetti economici sono stati tutto sommato contenuti, ora le conseguenze potrebbero essere più pesanti. Il turismo è tra i settori più colpiti. Come cambiano consumi e mercato immobiliare. I costi dei controlli alle frontiere.
L’Enit riparte con un nuovo statuto e un consiglio di amministrazione composto da tecnici. Ha compiti più ampi rispetto al passato e anche risorse adeguate per realizzarli. L’auspicio è che riesca a farlo in modo efficace. La sorprendente relazione tra risorse spese e risultati ottenuti.
La sensazione è che il turismo sia in ripresa. Peraltro i flussi dei visitatori stranieri non si sono mai fermati, erano gli italiani ad aver ridotto drasticamente le vacanze. È però difficile certificare la crescita con i dati, anche perché si tratta di un settore in piena trasformazione.
I Castelli occupano da sempre un ruolo peculiare nell’immaginario che travalica i confini e le lingue, al centro di innumerevoli narrazioni pur non avendo la stessa geografia globale: infatti sono solo in Europa.
Le riforme costituzionali approvate in prima lettura dalle Camere cambiano di nuovo la potestà in materia di turismo, quattordici anni fa attribuita in esclusiva alle Regioni e da allora gestita in ordine sparso. Ma non è detto che sia una buona notizia per la promozione della “marca Italia”.