VENERDì 16 OTTOBRE 2026

SE MANCA LA TRASPARENZA

La Bce decide di lasciare i tassi di interesse invariati. In una fase di grande incertezza come quella attuale, è una scelta che non fa chiarezza. Soprattutto perché è di difficile comprensione sulla base del mandato esplicito affidato alla Banca. Le sue previsioni descrivono un panorama di chiare pressioni inflazionistiche. Eppure decide di non muoversi. Una strategia che si può seguire solo a patto di agire con totale trasparenza. Ovvero pubblicando un sentiero futuro dei tassi, con margini di incertezza ragionevoli e ben specificati, che la giustifichi.

LA CERTEZZA DI UNA VIA DI USCITA

Il contratto unico che superi il dualismo attuale fra assunzioni permanenti e temporanee è una soluzione proposta per risolvere il problema della precarietà. Si concentra però sull’ingresso sul mercato del lavoro, senza affrontare le problematiche dal lato delle uscite. Ma se si vuole ridurre il ricorso ai contratti atipici e la polarizzazione fra insider e outsider non ci si può dimenticare di razionalizzare le procedure di licenziamento. Con l’introduzione di costi magari altissimi, ma predefiniti e certi. O il ricorso all’arbitrato obbligatorio.

LE CONSEGUENZE DEL VASSALLUM

Cosa accadrebbe se la riforma Vassallo fosse applicata? Stimare gli effetti di una formula elettorale che non esiste è complicato, perché le strategie di partiti ed elettori dipendono dal sistema che regola le elezioni. E qui molto dipende dal disegno delle circoscrizioni. Tuttavia, le stime dicono che a parità di voti la soglia di sbarramento si riduce al crescere della dimensione della circoscrizione. Non necessariamente a vantaggio dei partiti minori. Il sistema sembra poi avere una forte spinta interna verso la bipartitizzazione del quadro politico.

QUANDO L’ANTITRUST SBAGLIA BERSAGLIO *

Il decreto legge collegato alla Finanziaria contiene una riforma complessiva della regolazione del mercato dei farmaci di fascia A, quelli rimborsati dal Ssn. L’Antitrust ha criticato la norma, in particolare per le modalità con cui verrà garantito il rispetto del tetto aggregato alla spesa farmaceutica nazionale. Ma sono critiche sbagliate. Perché i meccanismi introdotti costituiscono un modello che rispetta la competizione tra le imprese aderendo all’evoluzione del mercato che ne deriva e incentivando l’innovazione.

AMMINISTRATORI IN CONDOMINIO *

Nel periodo 1998-2006 la grande maggioranza delle società quotate italiane è stata collegata in un’unica rete attraverso una piccola minoranza di amministratori. Un gruppo, questo, che mostra grande stabilità nel tempo e con componenti che spesso appartengono alle stesse famiglie. Assai alto il grado di connettività per le blue chips e in particolare per quasi tutte le principali società bancarie e finanziarie. Negli ultimi anni tende a ridursi il numero dei collegamenti, ma non delle società coinvolte, con una maggiore centralità di Mediobanca. E la concorrenza?

L’AUMENTO DEI PREZZI

Il governo precedente
ebbe un serio mal di dente,
ché ai listini dell’aumento
non riuscì il contenimento

e i controlli fé mancare
a chi andava a comperare
e alla quarta settimana
si trovava senza  grana.

Ora qui l’ovvia questione
vado a porre a questa Unione,
che oramai da molti mesi
quei problemi se li è presi.

Se aumentata è la minestra
ancor colpa è della destra?
Come pur di pane e crusca
sta crescendoli il Berlusca?

Le tariffe vanno a stelle
sempre il torto è CidieLle?
Ci son strappi nel lenzuolo
del Bersani ragazzuolo,

ma se il super sfora i conti
non c’è dubbio, il reo è Tremonti.
Pure è colpa d’Alemanno
se il carciofo, dopo un anno,

sta sul  banco del mercato
sempre a un prezzo decuplato
sul spettante al zappatore?
Ma su fatemi il favore!

Questi aumenti, una foresta,
mi hanno indotto il mal di testa,
ho bisogno  di aspirina,
ma non è la Coop vicina
…e più spendo, di benzina!

Così disse Einaudi

Su segnalazione del nostro collaboratore Guido Ascari

QUANDO L’IMMIGRATO VA IN CITTA’

Il tema dell’immigrazione promette di essere uno dei temi più controversi del ventunesimo secolo. Recenti ricerche su dati americani mostrano che città ad alta immigrazione registrano anche elevata crescita di salari e del valore delle case. In media l’immigrazione ha un effetto positivo sulla produttività dei lavoratori nazionali ma al tempo stesso ha rilevanti effetti sulla distribuzione del reddito. I lavoratori con maggiore istruzione godono dei maggiori benefici, mentre quelli poco istruiti non guadagnano, ma neppure perdono molto, dall’immigrazione.

PERCHE’ LA FINANZIARIA PEGGIORA I CONTI PUBBLICI

La Finanziaria approvata al Senato comporta un peggioramento, pur contenuto, dei conti pubblici rispetto a quanto sarebbe avvenuto a bocce ferme. Le spese correnti aumentano di quasi 5 miliardi, mentre si riduce la spesa in conto capitale. Le entrate calano di più di 2 miliardi, in seguito alla manovra sull’Ici. Tutto ciò ci espone a non pochi rischi. Se il prodotto interno lordo nel 2008 dovesse crescere meno del previsto ci allontaneremmo ulteriormente dall’obiettivo del bilancio in pareggio. Paradossalmente, una mano ai nostri conti pubblici potrebbe darla l’inflazione.

LA DELOCALIZZAZIONE NON BASTA

L’off-shoring effettuato dalle industrie manifatturiere italiane ha controbilanciato il rallentamento della produttività sperimentato negli ultimi tempi dalla nostra economia o invece ha contribuito ad ampliarlo? La tipologia di attività produttiva che viene delocalizzata sembra essere una discriminante importante. Utilizzando una misura diretta dell’attività di delocalizzazione della produzione si dimostra come questa ha solo parzialmente contrastato il rallentamento della crescita della produttività senza riuscire a invertire la tendenza.

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