DOMENICA 3 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Sommario 24 ottobre 2006

Al tavolo della concertazione si svolge un teatrino lontano dagli interessi reali del paese. E nessuno verifica chi rappresenta che cosa. EÂ’ ora di cambiare le regole. Per esempio trasformando il Cnel, oggi ente inutile, in un tavolo permanente che permetta un confronto serio e documentato. Ecco una proposta che guarda allÂ’esempio spagnolo.
La riforma delle aliquote Irpef va nella direzione di aumentare l’offerta di lavoro. Ma forse ci vorrebbe ancora più progressività. Reintrodurre la tassa di successione non è uno scandalo, ma sarebbe utile accompagnarla con la deducibilità fiscale delle donazioni al no-profit. Gli incentivi, infatti, funzionano meglio del timore delle sanzioni. A tre anni dalla Legge Biagi riproponiamo una serie di interventi che cercano di conciliare flessibilità e tutele, delineando un percorso di ingresso verso la stabilità.
Ascari, Barosi e Majocchi commentano l’intervento di Boeri e Brugiavini sul TFR. La controreplica degli autori.
Aggiornamento: Un pessimo segnale di Roberto Perotti. Una manovra indispensabile di Riccardo Faini

Due mila euro raccolti in pochi giorni. Continuate a sottoscrivere per lavoce.info. Ha bisogno del vostro sostegno.

L’Irpef è sulla giusta strada

La Finanziaria che introduce aliquote nette più basse sui redditi medio-bassi e più alte su quelli medio-alti segue i suggerimenti dei più recenti modelli teorici ed econometrici di tassazione ottimale. Un ridisegno che secondo le simulazioni permette nel lungo periodo di ridurre leggermente l’aliquota media, pur mantenendo invariato il gettito fiscale. Ma obiettivi redistributivi consistenti si potranno ottenere solo con la realizzazione di un sistema universale di reddito minimo garantito e con investimenti nei processi di creazione del capitale umano.

Indovina chi siede al tavolo verde

Tra ospiti più importanti di altri e posti pre-assegnati come a una cena di gala, la concertazione italiana è un teatrino dove ciascuno recita un copione già visto. Molto meglio prendere esempio dalla Spagna. Il suo Consejo Económico y Social ha il compito di dare al parlamento un parere su ogni proposta di legge o decreto governativo di tema economico-sociale. Un ruolo che da noi potrebbe svolgere il Cnel. A patto di riformarlo radicalmente in modo da trasformarlo in una sede in cui si possa andare a fondo dei problemi, carte e dati alla mano. Perché il metodo è sostanza.

Quando una donazione “cancella” la tassa di successione

Gli incentivi funzionano meglio del timore delle sanzioni. E’ una regola dell’economia che vale anche per la tassa di successione. Soprattutto se l’intento non è un generico aumento delle entrate, ma di natura redistributiva. In questo caso si ottengono risultati migliori attraverso la deducibilità fiscale delle donazioni a fondazioni filantropiche, culturali e di ricerca. Andrebbe anche ridotto lo spettro di applicazione della quota di legittima a favore dei familiari. Mentre appare indispensabile la creazione di un’Authority del no-profit.

Sommario 20 ottobre 2006

Fitch e Standard & Poor’s procedono ad un nuovo downgrading del debito italiano. Perché non si vede una svolta nella politica economica e la Finanziaria “è troppo sbilanciata sulle entrate”, come segnalato da tempo su questo sito. Bene reagire a questa brutta notizia, con misure che taglino gli sprechi e rilancino lo sviluppo. Facciamo i conti in tasca a un imprenditore-tipo: cosa ricaverà da questa Finanziaria? Ben poco in termini di incentivi allÂ’innovazione e maggiore competitività. E nemmeno una riduzione delle tasse sulla società. Sul riordino delle leggi di incentivazione bisogna chiedersi anzitutto quanto siano efficaci quelle esistenti: lo stimolo allÂ’investimento funziona con poche aziende del Sud e pochissime del Centro-Nord. L’accordo sul Tfr sembra andare incontro alle esigenze delle imprese, ma ignora i problemi dei giovani lavoratori che hanno bisogno di previdenza complementare.
Muhammed Yunus ha meritato il Nobel per la pace: con il microcredito ha creato un meccanismo che contribuisce a superare la povertà e costruisce anche capitale sociale.
La grande coalizione tedesca dopo un anno si sta sfaldando senza aver fatto le promesse riforme strutturali.

Un accordo senza i giovani

La trattativa sul Tfr ha visto protagonisti Governo e Confindustria, mentre il silenzio dei rappresentanti dei lavoratori è stato fragoroso. Il compromesso raggiunto circoscrive l’intervento alle imprese con più di cinquanta addetti. Una soluzione che crea ingiustificabili asimmetrie. Semmai, la discriminante dovrebbe essere l’età: i lavoratori più anziani possono anche lasciare il Tfr in azienda. Ma i giovani, che avranno una pensione pubblica molto più bassa, devono essere incentivati al trasferimento ai fondi pensione. Dovrebbe essere questo il compito del sindacato.

La Grameen fa bene al credito. Micro

Inventando un modo nuovo di fare credito, il premio Nobel per la Pace Muhammed Yunus ha contribuito a dotare i paesi in via di sviluppo di nuove istituzioni che facilitano non solo il superamento contingente della povertà, ma pongono le basi per un suo superamento duraturo. Il meccanismo su cui si basa la Grameen Bank crea infatti uno stock di capitale sociale che rende la promessa di restituzione del prestito credibile anche senza il ricorso al troppo costoso sistema legale. Non a caso a beneficiare dei crediti sono soprattutto le donne.

Le ceneri di Angela

A una anno dal suo insediamento, la grande coalizione tedesca sembra aver perso la ragione di essere. Qualche taglio a sussidi ormai insostenibili, l’aumento di tre punti dell’Iva, la conferma delle leggi Hartz sul mercato del lavoro e un timido tentativo di rivedere il sistema federale. Le buone notizie sono tutte qui. Sulle questioni davvero centrali l’accordo non c’è, come dimostra la vicenda della riforma dell’assistenza sanitaria. Perché quello che manca è soprattutto il consenso della popolazione a vere riforme strutturali.

Quant’è avara la Finanziaria con il signor V.A.

Una Finanziaria non si limita a ridistribuire un reddito dato. Influenza la convenienza a produrne di nuovo, modificando gli incentivi a investire e a creare posti di lavoro: gli effetti davvero importanti per la crescita, il problema numero uno dell’Italia di oggi e di domani. La legge per il 2007 non incide sui nodi che un imprenditore affronta quotidianamente: costo dell’energia, risorse umane e difficoltà di sbocco sul mercato interno. Non c’è neanche la riduzione delle tasse sulle società. Eppure sono proprio le ragioni per cui nel nostro paese non si fa innovazione

Incentivi utili. Ma non troppo

Prima del riordino delle leggi di incentivazione sarebbe utile chiedersi quanto siano efficaci quelle esistenti. Uno studio sugli effetti della legge 488 del 1992 e l’indagine Banca d’Italia sugli investimenti delle imprese industriali mostrano che il beneficio di stimolo agli investimenti, pur maggiore per le aziende meridionali, è modesto in rapporto alle risorse impiegate. Per le imprese del Sud gli investimenti addizionali non raggiungono il 30 per cento dei fondi distribuiti e sono circa il 10 per cento per quelle del Centro-Nord.

Pagina 1235 di 1415

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén