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Nuove banche e nuova governance alla prova

Intesa e San Paolo hanno scelto di sperimentare, per la nuova banca che nascerà dalla fusione, un nuovo sistema di governance. Con un consiglio di sorveglianza e uno di gestione. Si rischiano però cortocircuiti che si dovranno evitare utilizzando l’autonomia statutaria.

Una proposta di riforma istituzionale

LÂ’’esito del referendum di giugno, che ha bocciato la riforma del centro-destra, non esclude la possibilità di revisioni della Costituzione, purché ampiamente condivise e di portata limitata. Sarebbe necessario intervenire sulle regole istituzionali del federalismo fiscale, introdotte dalla riforma del Titolo V del 2001, la cui applicazione si è rivelata eccessivamente complessa. In questa direzione, una proposta che ripensa la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, le modalità di finanziamento dei governi locali, il ruolo delle Province e corregge il bicameralismo perfetto.

Sommario 30 agosto 2006

L’andamento migliore del previsto del gettito fiscale convince il Governo a ridimensionare la manovra prevista solo un mese e mezzo fa dal Dpef. Un errore perché semmai la manovra dovrebbe essere rafforzata quando le cose vanno meglio. Speriamo che rimanga almeno la volontà di intervenire per frenare la crescita della spesa corrente nelle quattro aree individuate dal Dpef: pubblico impiego, previdenza, sanita’ ed enti locali. Possibile intervenire sulle regole istituzionali del federalismo fiscale, introdotte dalla riforma del Titolo V del 2001, la cui applicazione si è rivelata eccessivamente complessa. Una proposta che ripensa la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, le modalità di finanziamento dei governi locali, il ruolo delle Province e corregge il bicameralismo perfetto.

La spesa previdenziale può essere ridotta attraverso un aumento dellÂ’occupazione dopo i 50 anni, ma lavorare piu’ a lungo significa, soprattutto per lÂ’Italia, anche un accesso meno tardivo al primo impiego.

Intesa e San Paolo hanno scelto di sperimentare, per la nuova banca che nascerà dalla fusione, un nuovo sistema di governance. Con un consiglio di sorveglianza e uno di gestione. Si rischiano però cortocircuiti che si dovranno evitare utilizzando l’autonomia statutaria.

Un Dpef balneare?

Doveva essere un Dpef di legislatura, ma rischia di passare alla storia come un Dpef balneare. I segnali di ripresa economica e l’imprevisto aumento degli introiti fiscali hanno convinto il Ministro dell’Economia e delle Finanze che l’aggiustamento di finanza pubblica richiesto dal Dpef approvato a luglio vada ridimensionato. E’ un errore, anche perché il nuovo patto di stabilità impone che l’aggiustamento sia piu’ marcato quando le cose vanno bene. Speriamo che almeno sulle intenzioni di intervenire su enti locali, sanità, pubblico impiego e previdenza il Dpef riesca a superare l’estate.

Il Doha Round gira su se stesso

Lo sviluppo straordinario dell’economia mondiale negli ultimi 50 anni è stato in larga misura sostenuto dalla crescita degli scambi internazionali di beni e servizi. Lo sradicamento della povertà in Cina, il miracolo economico in Italia e in Spagna, l’industrializzazione delle tigri asiatiche, il balzo dell’economia dell’India non si sarebbero verificati se questi paesi non avessero potuto contare sulla rapida crescita delle proprie esportazioni.
A sua volta, l’aumento del commercio internazionale deve molto alla riduzione delle barriere agli scambi sponsorizzata prima dal GATT e, a partire dal 1994, dall’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Anche la crescita degli investimenti diretti all’estero, che ha contribuito non poco a stimolare l’economia mondiale, è in buona parte attribuibile alla riduzione dei costi del commercio.

Un ticket per Milano

Dopo lÂ’esperimento di ticket dÂ’ingresso in centro avviato a Bologna nel mese di giugno, la nuova giunta milanese sta discutendo la possibilità di far pagare un pedaggio per lÂ’utilizzo della macchina in città. Del ticket d’ingresso già si era discusso su queste colonne. La proposta, seppur apprezzabile per il coraggio di avvalersi di uno strumento impopolare come il road pricing, sembra tuttavia discriminatoria e destinata ad essere poco efficace.

Grosse Koalition, il sogno è finito

Già prima delle elezioni si sapeva che i problemi della Germania non sarebbero stati di facile soluzione; in principio però il programma della Grosse Koalition apparve coraggioso e in grado di affrontare di petto i problemi del paese;ora, ad un anno dalle elezioni è necessario rendersi conto che sono due gli elementi che mancano al governo tedesco: un progetto di lungo respiro e il fiato sul collo dell’opposizione. Di fatto i problemi della Germania permangono: che serva da monito a chi, anche nel nostro paese, culla la speranza della Grande Coalizione.

Trasporto pubblico locale: si può spendere meno

Dopo la toccata (e fuga) nel settore dei taxi, verrà il turno del trasporto collettivo locale? A settembre, in occasione della riunione della cabina di regia sui trasporti, potremo verificare la volontà del governo di procedere sulla strada delle liberalizzazioni e della riduzione della spesa pubblica con l’apertura al mercato di un comparto economico che presenta un elevato livello di inefficienza.

Sommario 21 agosto 2006

La Grande Coalizione tedesca è stata una delle illusioni dellÂ’estate italiana. Ma a un anno dalle elezioni si presenta come un duopolio incontrastato che si divide la rendita politica: manca un progetto di lungo respiro e il “fiato sul collo” dellÂ’opposizione. Ciò dovrebbe essere di monito nel dibattito italiano.
Sempre nell’estate si è assistito all’insuccesso del Doha Round, i negoziati per la liberalizzazione degli scambi commerciali internazionali. Numerosi i pericoli per il sistema multilaterale degli scambi e le ripercussioni negative sulla crescita e lo sviluppo mondiale, dell’Unione europea e dell’Italia.
Finite le vacanze, rientriamo in città congestionate e inquinate dal traffico urbano. Dopo l’esperimento di Bologna, anche a Milano si sta discutendo di far pagare un pedaggio per entrare con la macchina in città. Uno strumento potenzialmente utile alla riduzione della congestione urbana, ma disegnato in modo discriminatorio e poco efficace. Mentre la riforma del trasporto collettivo locale è all’ordine del giorno nell’agenda politica del governo. Occorre migliorare l’efficienza dei servizi pubblici locali, facendo tesoro delle esperienze di liberalizzazione attuate in altri paesi.

L’economia dell’indulto

L’estensione dell’indulto ai reati economici non è soltanto un provvedimento inutile per l’alleggerimento del carico giudiziario e penitenziario. Unito alla disciplina del falso in bilancio, porterà a un azzeramento del controllo penale sulla veridicità e trasparenza dell’informazione societaria. Da’ una mano a chi sostiene il ricorso a un sistema di sanzioni di natura esclusivamente civile e amministrativa. Mentre diritto e giustizia penale sono oggi l’unico baluardo contro le forme di criminalità economica a danno dei risparmiatori e del mercato.

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