SABATO 22 AGOSTO 2026

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La scuola non è uguale per tutti

Una recente ricerca analizza la distribuzione delle risorse scolastiche.Si scopre così una variabilità territoriale della spesa per istruzione, con differenze tra l’una e l’altra Regione dell’ordine del 25 per cento. Le maggiori disparità si osservano nella scuola dell’infanzia e in quella superiore. Il problema è che le spese per funzionamento didattico sembrano essere associate alle competenze raggiunte dagli studenti. E il crescente decentramento dei meccanismi di finanziamento pubblico dell’istruzione potrebbe finire per provocare effetti indesiderati.

Un Reddito minimo garantito per l’Italia

I nuovi dati Banca d’Italia ci permettono di completare la ricostruzione di cosa è successo alla distribuzione del reddito negli ultimi quindici anni. Si avverte sempre più il bisogno di uno strumento di lotta alla povertà universale (basato su regole uguali per tutti) e selettivo (che subordina gli aiuti a verifiche dei redditi e dei patrimoni delle famiglie). Formuliamo proposte precise. Un Reddito minimo garantito, almeno inizialmente, non costerebbe più del secondo modulo della riforma fiscale di cui nessuno si è accorto. E coloro che sono stati sin qui dimenticati da tutti beneficerebbe grandemente di questa misura.

Sommario 17 gennaio 2006

L’ultima indagine della Banca d’Italia sui redditi delle famiglie italiane conferma che nel nostro paese disuguaglianza e incidenza della povertà sono maggiori rispetto al resto d’Europa. Scontiamo l’assenza nel nostro sistema di protezione sociale di prestazioni di ultima istanza che raggiungano i poveri in quanto tali. Nè possiamo sperare che il problema si risolva con la crescita economica. Negli Stati Uniti, dei formidabili incrementi di produttività realizzati nell’ultimo decennio si è avvantaggiato solo il 10% più ricco dei lavoratori americani.
La discussione sulla direttiva europea sull’orario di lavoro fa tornare di attualità il tema della differenza delle ore lavorate negli Stati Uniti e in Europa e dei suoi effetti sulla crescita.
Un fattore certamente importante per la crescita è la qualità del capitale umano. Le indagini internazionali mostrano che le capacità degli studenti italiani sono molto diverse fra regioni. La stessa variabilità si ritrova nella distribuzione della spesa per l’istruzione. Un argomento contro il decentramento?

Emanuele Ranci Ortigosa, Presidente dell’ IRS, e Cristina Dell’Aquila (CLES) con Alessio Liquori (Università di Cassino), commentano gli interventi di Tito Boeri e Claudio De Vincenti sul Reddito Minimo Garantito.

Il condono permanente

La programmazione fiscale triennale è rivolta alla stragrande maggioranza delle imprese e alla quasi totalità dei professionisti. Ne beneficeranno soprattutto i soggetti con attività in crescita, in particolare le società di capitali. Una evidente disparità di trattamento rispetto agli altri tipi di reddito, tenuti al pagamento integrale delle imposte sulla base delle aliquote ordinarie. Il provvedimento non consente alcun concreto recupero strutturale delle basi imponibili evase. Ma sottrae risorse alle Regioni, perché comporta una perdita di gettito Irap.

Evadere il fisco non merita indulgenze

Recenti stime dicono che in Italia una quota tra il 27 e il 48 per cento del Pil ufficiale viene nascosta al fisco. Per la sottodichiarazione del fatturato e per l’impiego di lavoro irregolare. Ma tra autonomi e dipendenti, la percentuale di reddito non dichiarato è molto alta nei livelli più bassi e decrescente al crescere del reddito. Non per questo l’evasione va guardata con indulgenza. Per tutelare i lavoratori a basso reddito è meglio pensare a nuove politiche del lavoro e a un nuovo welfare. Oltre a eliminare le condizioni che portano al sommerso.

Devolution senza federalismo

La riforma costituzionale lascia inalterato il meccanismo di finanziamento delle autonomie locali e il sistema dei rapporti finanziari tra differenti livelli di governo fissato nel 2001. Eppure per l’intera legislatura si è bloccata la concreta attuazione del federalismo fiscale. Anzi, negli ultimi anni, con tetti di spesa e vincoli vari si sono inasprite le limitazioni all’autonomia finanziaria di Regioni ed enti locali. Il Governo preferisce affrontare questi problemi con interventi a breve termine, non concordati con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.

Evasione al chiaro di luna

Nel Mezzogiorno la fiscalità agevolata non sembra aver favorito l’emersione di impresa. Il fenomeno si spiega ricorrendo alla definizione di impresa moonlighting, che utilizza la medesima capacità produttiva per produrre beni regolarmente fatturati e dichiarati al fisco e beni che invece vengono sottratti all’imposizione fiscale. In questi casi, l’erogazione di incentivi fiscali per gli investimenti o per la produzione può dar luogo a effetti perversi. E un condono spinge le imprese irregolari a emergere solo parzialmente, per approfittare delle agevolazioni.

Due domande sul condono di Berlusconi

La presentazione della dichiarazione integrativa da parte del contribuente Silvio Berlusconi è avvenuta prima o dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati per falso in bilancio e frode fiscale? Se fosse stata presentata quando Berlusconi era già nella condizione di indagato, non avrebbe potuto beneficiare della sanatoria fiscale, e quindi impedire il successivo esercizio dell’azione di accertamento tributario, senza una modifica legislativa introdotta nel febbraio 2003. Il secondo quesito è se la dichiarazione è stata fatta in forma anonima.

Nella giusta direzione, ma resta un tampone

La manovra di finanza pubblica è ora molto diversa da quella presentata a settembre. Si è scongiurato il pericolo di una Finanziaria elettorale. Ma le previsioni di tagli alle spese e maggiori imposte per quasi 28 miliardi si realizzeranno? E saranno permanenti? L’impressione è che nei tagli vi sia ben poco di strutturale. Sulle entrate pesa il punto interrogativo del gettito della lotta all’evasione. L’eredità per la prossima legislatura resta pesante. Soprattutto, c’è bisogno di eliminare l’opacità e la frammentarietà dell’informazione sulle attività pubbliche.

Sommario 12 gennaio 2006

Quella approvata prima di Natale non è una legge finanziaria elettorale. Tuttavia, lascia irrisolti i nodi strutturali della finanza pubblica e trasmette un’eredità pesante alla prossima legislatura. Per rendere più attraente il concordato fiscale, già proposto due volte senza successo, lo si accompagna con un condono per i redditi 2003 e 2004. L’ennesimo capitolo, a dispetto degli annunci, di una storia con effetti deleteri sulla credibilità del sistema fiscale. Di un condono si sarebbe avvalso anche il Presidente del Consiglio, apparentemente solo in modo marginale. Ma le cose stanno davvero così?
L’evasione fiscale non riguarda solo le imprese e i lavoratori autonomi ma anche i lavoratori dipendenti costretti a lavorare in nero. Quali strumenti di politica tributaria sono più adatti a favorire l’emersione delle imprese irregolari? La legislatura volge al termine senza che si sia messo ordine nelle relazioni finanziarie tra governo centrale e governi locali. A dispetto dei proclami sulla devolution.

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