MERCOLEDì 13 MAGGIO 2026

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Presentazione Luigi Guiso

Presentazione di Luigi Guiso

Presentazione Marco Pagano

Presentazione Marco Pagano

Come lavorare di più

Il dibattito sulla necessità di aumentare le ore di lavoro annuo per occupato ha ignorato finora il ruolo della contrattazione collettiva e ha analizzato il problema come se il numero di giornate lavorative potesse essere deciso per legge. Al contrario, l’unico modo per ridurre il gap di ore lavorate pro-capite tra Italia e altri paesi è attraverso i contratti collettivi, offrendo ai lavoratori uno scambio tra giorni di ferie e reddito disponibile più alto grazie a sgravi fiscali sulle ore lavorate in più. Tagliare le festività, invece, non assicura lo stesso risultato.

Perché Alitalia resta a terra

In Italia le potenzialità di crescita della domanda di trasporto aereo sono elevate e i nostri aeroporti hanno capacità in eccesso. Eppure le compagnie nazionali hanno conti in rosso. Alitalia continua a essere considerata una concessionaria di pubblico servizio, e le si chiede di massimizzare il consenso sociale. La sua privatizzazione totale è necessaria per fare chiarezza e una precondizione delle inevitabili alleanze. Si deve infatti arrivare alla creazione di pochi gruppi internazionali che operino in condizioni di concorrenza vera.

Un trampolino verso un impiego stabile?

L’efficacia del lavoro interinale come trampolino verso un’occupazione stabile è solitamente discussa sulla base di pregiudizi ideologici e senza disporre delle informazioni statistiche necessarie. Il dibattito sarebbe più utile e sereno se si basasse su valutazioni capaci di identificare il più precisamente possibile l’effetto causale di questo strumento contrattuale al netto di ogni fattore di confondimento. Uno studio con queste caratteristiche dimostra che il lavoro interinale è efficace nel portare ad un lavoro stabile, ma non più di altre tipologie contrattuali flessibili.

Part-time senza entusiasmo

In Italia il part-time è ancora poco diffuso. I molti interventi susseguitisi negli ultimi anni per favorirne l’adozione hanno ridotto le rigidità normative e contrattuali che lo rendevano costoso per le imprese. Per i lavoratori i rischi restano maggiori dei benefici. Andrebbero invece facilitati i passaggi da full-time a part-time e viceversa, l’utilizzo di congedi parentali e formativi flessibili, l’investimento formativo e la progressione professionale. Così non sarebbe più solo una scelta obbligata per donne costrette a conciliare impegni familiari e di lavoro.

L’artigianato straniero del Piemonte

La regolarizzazione di quasi 700mila lavoratori extracomunitari non è priva di effetti sulle statistiche sullÂ’occupazione. LÂ’analisi dei dati, anche in caso particolare come quello delle iscrizione allÂ’Inps dei dipendenti di imprese artigiane in Piemonte, offre molti spunti di riflessione: sulla congruità delle quote di ingresso e sull’entità della domanda di lavoro rivolta anche a cittadini extra-comunitari. E su come identificare le aree di attività in cui è maggiore l’impiego di stranieri.

Il sindacato nella riforma del lavoro

Nel decreto legislativo di riforma del lavoro tocca il suo culmine la tendenza a delegare funzioni paralegislative alle parti sociali. Ma quali sono le conseguenze dell’ormai inestricabile intreccio tra legge e contrattazione collettiva? Al di là di incoerenze ed equivoci, bisognerebbe distinguere tra concertazione, intesa come forma di cooperazione tra pubblico e privato-collettivo, e contrattazione collettiva, che è invece una manifestazione dell’autonomia negoziale privata. E alla luce di questa distinzione andrebbe affrontato il problema della riforma delle regole della rappresentanza sindacale.

L’occupazione cresce ancora

Nonostante il brusco rallentamento dell’economia, il mercato del lavoro “tiene” e il tasso di occupazione aumenta, anche se resta lontano dai livelli europei. Arriva però un segnale preoccupante: l’occupazione cresce solo al Nord e resta ferma nel Mezzogiorno. Un motivo in più per ricorrere a un decentramento territoriale della contrattazione collettiva. Quanto all’aumento del part-time, è un elemento cruciale per aumentare l’occupazione italiana femminile nel lungo periodo, ma implica una automatica diminuzione del numero di ore lavorate per addetto.

Le soluzioni in campo

La più semplice è seguire il diritto societario e mettere in amministrazione controllata le squadre mal gestite. Anche il lodo Petrucci impedisce alle società con debiti verso il fisco o i giocatori di fare nuovi acquisti. Più dubbi solleva l’idea del salary cap o di una superlega europea, mentre sarebbe auspicabile una sorta di mutualità, che ristrutturi la divisione dei ricavi all’interno dell’industria del calcio in modo che anche i club più piccoli abbiano parti sostanziali degli introiti. Resta comunque il problema di un’autorità di controllo credibile.

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