MARTEDì 7 LUGLIO 2026

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Il volo simulato dell’Unione

Dopo il voto in Spagna, potrebbero aprirsi nuovi scenari anche per l’Unione europea, con una ripresa delle trattative sulla bozza di Costituzione. Ma il fallimento della Conferenza intergovernativa non può essere ricondotto solo a una partita a quattro: Madrid e Varsavia contro Berlino e Parigi. Piuttosto, è mancata allora una comune visione politica del futuro dell’Europa. E se la scelta integrazionista resta una strada obbligata per Germania e Francia, la definizione di uno nocciolo duro di paesi disponibili da subito a una maggiore integrazione non è affatto scontata.

Perché Lisbona resta un miraggio

Come da rituale, i capi di Governo riuniti a Bruxelles scoprono che l’Europa è ancora ben lontana dal diventare il continente più competitivo del pianeta. Perché le scelte politiche dei singoli paesi sono spesso in contrasto con gli obiettivi fissati nel 2000. Non tutti per esempio vogliono un aumento del tasso di occupazione perché implica tagliare i privilegi di alcuni. Così come è un errore limitare l’arrivo di lavoratori dai nuovi paesi membri. Se l’obiettivo è aumentare le ore lavorate, meglio aprire i flussi invece di chiedere agli italiani di ridurre le ferie.

Sommario 25 Marzo 2004

I capi di Governo dell’Unione europea si riuniscono a Bruxelles per discutere come rilanciare l’economia europea. Si odono già le voci a favore di politiche monetarie e fiscali espansive. Ma non è questo il modo di fare uscire i grandi paesi dell’area euro dalla stagnazione. Ci vogliono quelle riforme strutturali che ci avvicinerebbero agli obiettivi di Lisbona. Bene preoccuparsi di rendere queste riforme politicamente fattibili e tutelare i cittadini più vulnerabili al cambiamento. Bene anche imparare dall’esperienza dei paesi più virtuosi in questi anni. Meglio la Finlandia che la Spagna. Si riaprirà il capitolo Costituzione europea? Sarebbe un bene, dato l’allargamento in corso, ma non sarà il vertice tedesco-polacco di questi giorni a sbloccare la trattativa: la partita è più complessa.

La Comunità ha nel frattempo rivisto il regolamento per le fusioni tra imprese. Aumentano i poteri della Commissione, ma non mancano le incertezze.

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Che cosa sono e a che cosa servono i “feed rss”

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Noi che… Portieri Volanti

Noi che…finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa;
noi che…costretti alla regola di “portieri volanti” o “chi si trova para”,
noi che…”portieri volanti” e…”segnare da oltre centrocampo vale?” – Vale…vale tutto!
noi che…quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
noi che…l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta;
noi che…avevamo sempre un soprannome passibilmente infamante ma nessuno si offendeva;
noi che…chi arriva prima a dieci ha vinto;
noi che…mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1,
noi che…abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;
noi che…se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu’ forti di Pelè;
noi che…invece avevamo ai piedi le Tepa Sport,
noi che…il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
noi che…capivano il senso della seconda maglia quando in Tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter
noi che…o il SUPER SANTOS (in mancanza d’altro) o l’ELITE (lo standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa
noi che… non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
noi che…il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta;
noi che…anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “Goal o rigore” metteva sempre tutti d’accordo;
noi che…al terzo corner è rigore;
noi che…”rigore seguito da goal è goal” ;
noi che…”siete dispari posso giocare?” – “Eh non lo so, il pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno scarso)!”;
noi che…”mi fate entrare?” – “Si basta che ne trovi un altro sennò siamo dispari”;
noi che…riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome;
noi che…”Una vita da mediano” (Oriali-Ligabue) era già una filosofia di vita;
noi che…il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper il n° 6
il libero, il n° 7 l’ala destra, il n° 8 una mezzala , il n° 9 il centravanti, il n° 11 l’altra punta possibilmente mancina, il n° 10
la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il piu’ bravo;
noi che…perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una trafila di 2/3 anni ad alto livello;
noi che…gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti; noi che…dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino;
noi che…quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non trovare triplone o quadriplone BODINI ;il 2°mitico portiere della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;
noi che…avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre
noi che…il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì;
noi che…il sabato mattina eravamo terribilmente stanchi perché la sera prima avevamo visto Cesare Cadeo dopo Premiatissima;
noi che…la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di calcio;
noi che…vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli,
Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli “riporto” da Bari o Lecce
noi che…la Stock di Trieste è lieta di presentarvi…papapà…papapà…papapapaaaaaa…paparapà;
noi che…Ciotti:…”scusa Ameri,scusa Ameri….clamoroso al Cibali” (che nella nostra fantasia era piu’ famoso di Catania);
noi che…”tutta la squadra dell’Internazionale retrocede a protezione dei 16 m” (sempre Ciotti);
noi che…ci ricordiamo i festeggiamenti del n.1.000 della Domenica Sportiva;
noi che…alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, il Tennis, il Basket e la pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal;
noi che…Galeazzi l’abbiamo visto magro;
noi che…”il piede proletario di Franco Baresi” (Beppe Viola); “Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro” (Gianni Brera);
noi che…andavamo all’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “Dici a Maria se si vuole mettere con me?” Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare…”
noi che…Maria ancora ci stà pensando!
noi che…agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti, anche senza telefonini;
noi che…oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica;
noi che…oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili sondaggi tipo: “chi è stato il piu’ forte giocatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona?” senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;
noi che…se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
Voi che…questo giocattolo ce lo avete rotto… brutti bastardi!

Dedicato a tutti quelli che hanno vissuto il calcio vero….che oggi
non c’è più!!!! E soprattutto a quelli che leggendo le righe
sottostanti sospirano e fanno si’ con la testa….

Coraggio fratelli miei…. E’ solo il tempo che passa.

E la chiamano crisi

Contrariamente a quanto si crede, i numeri dicono che il calcio è uno dei settori più fiorenti e a più rapida crescita negli ultimi anni. Mai caratterizzato da sane gestioni, è anche un settore che affronta una profonda trasformazione. Ma proprio l’avvento della pay-per-view evidenzia il vero problema: lo squilibrio competitivo fra squadre di grosso richiamo e piccoli club, come dimostrano le vicende dell’estate scorsa sui diritti televisivi. Tutto il resto è normale legge del mercato: alcune aziende sopravvivono e si rafforzano, mentre altre falliscono e scompaiono.

Questione di stile

In molti paesi europei il confronto televisivo tra i leader delle principali coalizioni in campagna elettorale, senza essere un obbligo, è una prassi consolidata perché si tratta di un luogo di dibattito democratico imprescindibile. Nei sistemi non presidenziali, crea qualche problema la scelta dei protagonisti e la definizione delle regole. Che devono favorire confronto equo, ma finiscono spesso per essere troppo rigide e rendere meno efficace la discussione. E la molteplicità dei temi trattati in tempi molto brevi impedisce di approfondire le questioni.

Par condicio con l’handicap

Per garantire effettiva parità di accesso ai mezzi di informazione a tutti i partiti e candidati si potrebbe ricorrere a logiche simili all’handicapping sportivo. Significherebbe assegnare più spazio ai gruppi meno rappresentati in Parlamento. E se il leader della maggioranza controlla gran parte delle televisioni, i prezzi degli spazi tv potrebbero essere determinati in funzione inversa rispetto alle capacità finanziarie dei singoli soggetti politici. Esattamente il contrario di quanto proposto da Berlusconi e Fini.

La lezione del 14 marzo

L’analisi del profilo del voto per regione in rapporto alle previsioni della vigilia suggerisce che a determinare il risultato elettorale in Spagna è stata la maggiore affluenza alle urne rispetto alle elezioni precedenti e che a influenzare la scelta verso il partito socialista è stato soprattutto il modo in cui il Governo ha gestito il post-11 marzo. Un Governo può cercare di influenzare i media e in particolare la televisione pubblica a vantaggio delle sue posizioni politiche, ma è molto alto il rischio di perdere credibilità.

Sommario 23 Marzo 2004

Due lezioni dalla Spagna. La prima: la rateizzazione dei debiti delle società di calcio serve solo a peggiorare la crisi del pallone. Speriamo nel veto di Bruxelles agli aiuti di Stato.
La seconda: le bugie hanno i voti corti. Ce lo rivela un’analisi del profilo regionale del voto spagnolo e la lettura datane da diversi osservatori indipendenti.
Bene allora che la nostra campagna elettorale permanente sia almeno ben informata ed effettivamente paritaria. Per avvicinarsi a questo obiettivo si potrebbe ricorrere, come nello sport, all’handicapping e imporre per legge l’obbligo di quel dibattito televisivo fra i leader delle principali coalizioni che avviene di norma in tutti i sistemi maggioritari, tranne che da noi.

Ricordiamo ai nostri lettori l’incontro del 31 marzo in Senato sul Ddl sul risparmio. Per partecipare bisogna riempire la scheda allegata.

Come avrete notato, da qualche giorno abbiamo aggiunto la funzione “news feed rss” al sito. L’acronimo sta per Rich Site Summary: permette a chi ci vuole seguire, assieme ad altri siti di informazione, di avere un elenco dei titoli e un abstract dei pezzi senza dover usare un browser o visitare, uno per uno, i vari siti.

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