MARTEDì 7 LUGLIO 2026

Lavoce.info

Gli azionisti silenziosi

Vanno bene nuove norme che irrigidiscano le sanzioni per i comportamenti illeciti e chiariscano le competenze e i poteri delle autorità di vigilanza, anche per ridare fiducia ai risparmiatori e al mercato. Ma va corretta anche una peculiare debolezza italiana: il fatto che moltissimi soggetti che hanno accesso all’informazione finanziaria, che la capiscono, che hanno forte interesse economico a reagire, per qualche ragione reagiscono tardi o non reagiscono affatto. Con gravi danni per tutti.

Catturati dal codice Preda

Si chiama così il codice di condotta della Borsa italiana. La via dell’autoregolamentazione sembra infatti preferibile all’imposizione per legge delle regole di corporate governance delle banche. Tanto più che secondo studi recenti sono proprio questi meccanismi a determinare il giudizio sul valore degli istituti di credito, mentre l’assetto della vigilanza è del tutto irrilevante. Solo che in Italia le società che non adottano il codice non sono escluse dalla quotazione, come invece accade a Londra.

Asimmetrie sulla rotta per Cayman

Breve excursus fra testi che possono aiutarci a capire come e perché accadono gli scandali finanziari. All’origine di tutto, vi è una disparità di informazioni tra la società che emette un titolo e l’investitore che lo acquista. Insieme al conflitto di interesse che ne segue e che fa sì che una persona possa utilizzare a proprio vantaggio il potere conferitogli da terzi per la cura dei loro interessi, è una questione che si ripete nella storia economica. E che, a volte, si rivela funzionale allo sviluppo capitalistico.

Quale Authority per i fondi pensione

Il disegno di legge del Governo sembra prevedere per i fondi pensione una vigilanza per tipologia di intermediari. Ma è una scelta dubbia. Sempre più il fondo pensione assume la veste di organizzazione istituzionale degli interessi dei propri aderenti. E dunque ha nelle banche e nelle assicurazioni una controparte. L’affidamento della tutela della sua stabilità patrimoniale allo stesso organismo che vigila su quella degli intermediari finanziari produrrebbe un singolare conflitto di interessi.

Sommario 5 febbraio

Come promesso e in previsione di un dibattito parlamentare che si annuncia tutt’altro che rituale, cominciamo ad analizzare il disegno di legge sulla tutela del risparmio varato martedì 3 febbraio dal Governo. Il ddl in verità si occupa più di riordino delle authority che di tutela del risparmio. Niente sulla governance di banche e imprese, niente sulla disclosure e qualità dei bilanci. Certo alcune materie possono essere regolate da codici di autodisciplina, ma utile chiederne comunque per legge la definizione, dando un tempo limite per adottarli. In assenza dei codici o della loro applicazione, si potrà procedere imponendo norme restrittive. Ma anche sulle authority c’è molta confusione. Perché non affidare esplicitamente la concorrenza nel sistema bancario all’antitrust? Bene invece tenere separata la vigilanza dei fondi pensione da quella degli intermediari finanziari. Altrimenti si produrrebbe uno stridente conflitto di interessi.

E poiché le buone letture sollevano lo spirito e aiutano a capire come va il mondo, vi proponiamo alcuni libri, classici compresi, per decifrare gli ultimi scandali finanziari, non solo italiani.

In una lettera aperta al Governo alcuni giovani economisti italiani all’estero prendono posizione sulla riforma dello stato giuridico dei docenti universitari.

Gennaio

E si è concluso il Gennaio bisesto,
denso di drammi e di qualche storiella,
spero non dica di un anno funesto
per un Paese che gira in stampella

Era iniziato con vera sorpresa
Quando si è vista la doppia natura
Uomo del Nord, uomo di Chiesa
Il pio Calisto, una vera sventura

Nato e cresciuto in quel di Collecchio
grassa pianura che suda ricchezza
Ogni mattina il latte nel secchio
Sveglia alle cinque, nessuna stranezza

E invece no, sorriso curiale
La voce bassa, quel modo di fare
Forse all’inizio era qualche cambiale
Poi la valanga che non sai più fermare

Il giro stretto, compagni di banco
Con cui è cresciuto e ha iniziato gli affari
E poi anche i figli, a coprire ogni ammanco
Grande finanza, veri magliari

Noi sian cresciuti vedendo Totò,
il Colosseo venduto al turista
ma non pensavo giungessimo a ciò
tutti gabbati da un illusionista

Ormai non bastan le cose nostrane
Meglio lo scanner che la scolorina
Conti un po’ a Parma e un po’ alle Caimane
Fiumi di bonds a celar la rovina

I vecchi amici e i figli in carriera,
i luoghi esotici e il club di pallone,
Che confusione, in questa bufera
parliam di latte o di televisione?

E nel bel mezzo di questo marasma
Giunge un silenzio di la dal mare
Il Presidente diventa un fantasma
Solo in pochissimi lo vanno a trovare

Finchè si scopre che per oltre un mese
Mentre noi siamo in braghe di tela
Lui si riposa sereno e cortese
Corse, ginnastica, verdure e una mela

Quando ritorna il suo look balza all’occhio
L’hanno rifatto, pelle di raso
Ma c’è un problema, novello Pinocchio
Sembra gli sia cresciuto un po’ il naso.

Però lo spirito è sempre gagliardo,
tutto va bene, vi veglierò io.
Parlando a braccio il suo vecchio bardo
confonde Silvio con il buon Dio.

Mio presidente, da oggi stia attento
Ci dica il vero, consulti gli appunti,
Io non vorrei che a un certo momento
Il naso si allunghi e le cedano i punti.

Se stabilità fa rima con trasparenza

Esiste una dicotomia tra la stabilità, ovvero la riduzione del rischio per le banche e i correntisti, e la trasparenza che dovrebbe tutelare gli investitori individuali? Le contraddizioni nella ripartizione delle competenze di vigilanza per aree di attività andrebbero superate per ricercare soluzioni che tengano conto dell’interesse generale ad avere mercati finanziari degni della fiducia degli investitori. Come è accaduto nel Regno Unito, dove le priorità e le iniziative di regolamentazione e vigilanza sono definite di volta in volta in funzione dei fattori che possono mettere a rischio il sistema.

La sanzione intelligente

I crimini commessi da organizzazioni richiedono il coinvolgimento di più persone. È un elemento di debolezza che può essere sfruttato per perseguire i comportamenti illeciti. Come insegna lÂ’esperienza delle autorità antitrust, gli sconti nelle sanzioni o i premi per chi denuncia lÂ’attività illegale non devono sostituirsi alle indagini. Si rivelano infatti incentivi più efficaci se lÂ’inchiesta è già avviata. Ed è cruciale sviluppare la capacità di verifica sulle rivelazioni. Indispensabile, poi, una cultura della legalità, per affiancare alla sanzione della legge quella sociale. Riproponiamo per i lettori de lavoce anche gli interventi di Vincenzo Ferrante, Vincenzo Perrone e Luigi Zingales sull’opportunità di premiare chi denuncia illeciti.

Separati in banca

I problemi posti dall’intreccio tra istituti di credito e imprese riguardano essenzialmente la possibilità di un eccessivo trasferimento del rischio finanziario sugli investitori. Ma le misure di riforma fin qui ipotizzate non sembrano cogliere appieno l’essenza del problema, mentre introducono distorsioni alle scelte del mercato. Andrebbe invece rafforzata la concorrenza nel settore del credito, migliorata la trasparenza sulle attività di finanziamento e introdotto il divieto di vendita al pubblico per un determinato periodo di tempo di titoli collocati a investitori professionali.

Tutti i numeri di Telecom Serbia

Un’analisi dei dati mostra che senz’altro l’acquisizione di Telecom Serbia è stata un pessimo affare. Ma è un giudizio facile da dare con il senno di poi. Nel 1997, l’operazione sembrava congrua con l’andamento del mercato delle telecomunicazioni. E non differiva in nulla dagli accordi conclusi in quel periodo da molti altri soggetti. Il contribuente italiano, poi, ci ha rimesso ben poco. Diverso naturalmente il discorso per gli azionisti di Telecom.

Pagina 1381 di 1424

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén