VENERDì 8 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Il deserto degli italiani

La desertificazione è un rischio che il nostro paese non può ignorare. Colpirà molti settori, dall’agricoltura al turismo, e molte regioni, soprattutto nel meridione. È importante trovare soluzioni, ma non possiamo farlo da soli.

Più che lo ius soli conta lo ius culturae

In Italia i minori stranieri sono oltre un milione e più della metà ha meno di otto anni. È soprattutto per loro che va rivista la legge sulla cittadinanza. Ma per evitare confusioni e diffidenze, la riforma dovrebbe fondarsi sullo ius culturae.

Se quota 100 assomiglia al reddito di cittadinanza

Le prime domande dicono che a chiedere l’anticipo della pensione con quota 100 sono per lo più i lavoratori a basso reddito del Sud. La misura sembra dunque rivolgersi alle fasce più deboli della società italiana, in grandi difficoltà dopo anni di crisi.

Governi e spesa pubblica: quando si finisce nella palude

Divisioni interne al partito del presidente del Consiglio e coesione tra i sindacati possono impedire a un governo di realizzare le promesse elettorali. Perché producono veti che, come in una palude, limitano la capacità d’intervento dell’esecutivo.

Congresso delle famiglie, quel patrocinio che non c’è

Il ministro della Famiglia è un ministro senza portafoglio. Può dunque concedere il patrocinio a una iniziativa solo attraverso la Presidenza del Consiglio. Sembrava un caso di scuola, è diventato realtà con il Congresso mondiale delle famiglie.

Errori e orrori della teoria della “grande sostituzione”

Secondo la teoria della grande sostituzione, il destino di europei e nordamericani è segnato. Ma se è possibile uno scontro di civiltà, lo è altrettanto l’incontro. Perché non c’è un futuro predeterminato. E i percorsi di integrazione si possono costruire.

Il Punto

Tra pochi giorni si svolge il Congresso mondiale delle famiglie. Il patrocinio negato dal Presidente del consiglio è stato concesso invece dal ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana. Che però non ha titolo per offrirlo dato che – ci dispiace – il suo è un dipartimento presso Palazzo Chigi, non un ministero.
Per la teoria della “grande sostituzione” – che ha ispirato la strage in Nuova Zelanda e le posizioni sull’immigrazione di molti nostri politici – i bianchi saranno soppiantati da asiatici, africani, islamici che ci imporranno religioni e culture. Ma è la politica che determina se prevale lo scontro di civiltà o l’integrazione.
Con l’accordo Italia-Cina appena firmato, il nostro governo ha deciso di andare per conto suo nelle relazioni con Pechino. Proprio mentre Francia e Germania pare abbiano capito che con un partner così ingombrante ci vuole un approccio europeo, per esempio nella legislazione sugli investimenti “strategici”. L’Europa non riesce a parlare con una voce sola neanche sulla tassazione delle società di internet. Non c’è accordo sulla bozza di direttiva pronta da un anno, a partire dalla difficoltà di definire cosa sia una “stabile organizzazione” di impresa. Il nuovo Parlamento farà qualcosa in proposito?
Ci sono lavoratori e imprese che abusano dell’indennità di disoccupazione (Naspi) con licenziamenti di facciata. Uno studio accurato suggerisce che ora il reddito di cittadinanza crea un incentivo all’aumento di queste pratiche disoneste.

Europa in cerca di una strategia comune verso la Cina

La firma italiana al Memorandum of Understanding con la Cina ha mosso le acque anche in Europa. Si intravede ora la possibilità di quella posizione comune che finora è mancata, ma che è l’unica strada per ottenere risultati concreti e duraturi.

Perché l’Ue non riesce a tassare le imprese del web

L’Ecofin ha preso atto che non vi è convergenza fra i 28 paesi Ue neppure su una versione molto ridotta di web tax. Per l’adeguamento del concetto di stabile organizzazione l’Unione deve trovare un accordo al suo interno e poi portarlo in sede Ocse.

Più licenziamenti col reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è stato introdotto anche in Italia. Andrà a rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito. Potrà però avere effetti collaterali non solo sull’integrazione lavorativa dei disoccupati, ma anche sul tasso di licenziamento.

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