VENERDì 26 GIUGNO 2026

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Più licenziamenti col reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è stato introdotto anche in Italia. Andrà a rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito. Potrà però avere effetti collaterali non solo sull’integrazione lavorativa dei disoccupati, ma anche sul tasso di licenziamento.

Crisi bancarie: questa sentenza è una lezione per l’Europa*

La sentenza appena emanata della Corte europea sulla gestione delle crisi bancarie ribalta la rigida posizione della Commissione UE sugli aiuti di stato. Dovrebbe insegnare alle istituzioni europee a essere ora più pragmatiche e vicine ai cittadini.

Se Xi Jinping vuole più capitali stranieri*

In Cina il Congresso nazionale del popolo ha approvato la nuova Foreign Investment Law. Introduce misure per promuovere e proteggere gli investimenti esteri. Ma è ancora troppo vaga per poter dire che sarà risolutiva e che la politica di Trump ha pagato.

Tante Italie, tanti salari minimi

In Italia il costo della vita varia molto da zona a zona. Se ne deve tener conto nel fissare il salario minimo? In teoria sì, ma a costo di una maggiore complessità del sistema. Differenziarlo a livello regionale potrebbe essere un buon punto di partenza.

Il Punto

Alla vigilia della festa dell’Europa del 21 marzo la Corte di giustizia europea ha stabilito che l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) per il salvataggio della Cassa di Teramo (Tercas) non era aiuto di stato e quindi non avrebbe dovuto far scattare il bail-in. Troppo tardi per i risparmiatori italiani.
Mentre Xi Jinping arriva a Roma per firmare un accordo quadro con l’Italia, Pechino approva la nuova legge sugli investimenti esteri in Cina. Fatta per dare alle multinazionali più certezza del diritto e parità giuridica con le imprese locali, lascia un alto potere discrezionale alle autorità politiche e amministrative.
Un eventuale salario minimo – tema molto discusso in questi giorni – dovrebbe riflettere le differenze nel costo della vita nelle varie zone del paese. Ma differenziare per provincia sarebbe troppo complesso. Meglio allora fissarne i livelli regione per regione. In una forbice che abbiamo calcolato tra 6 e 7,50 euro l’ora.
Parlando di moltiplicatori fiscali (quanto Pil si crea con un aumento del deficit), uno studio suggerisce che l’effetto dipende anche da quale voce di spesa aumenti. Ad esempio, incrementare la spesa sanitaria spingerebbe le famiglie a ridurre il risparmio precauzionale e potrebbe essere particolarmente espansivo.
Nel trattamento dei rifiuti urbani si annuncia una svolta con incentivi per gli impianti di smaltimento o di riciclaggio a minor impatto ambientale. Ogni regione dovrà pianificarli puntando a diventare autosufficiente come le poche che già lo sono. Emilia Romagna e Lombardia sono i due diversi modelli di riferimento.

Ma il moltiplicatore non è sempre uguale*

Per valutare gli effetti di politiche espansive va considerata l’esistenza di forme di risparmio precauzionale, oltre alla composizione dello stimolo fiscale. Per esempio, l’effetto sui consumi di un aumento della spesa sanitaria cambia dal breve al lungo periodo.

Quando la raccolta dei rifiuti diventa virtuosa

Il numero degli impianti necessari a trattare i rifiuti differenziati continua a essere insufficiente e prelude a nuove emergenze. La regolazione incentivante infatti da sola non basta. Occorre prendere esempio dalle poche regioni autosufficienti.

Dopo il “cambiamento” arriva un po’ di buonsenso?

Il ministero dell’Economia prepara un pacchetto investimenti che potenzia misure già esistenti. Meglio sarebbe stato vararlo in estate, quando però le due componenti del governo erano impegnate sulle leggi-simbolo. Ora speriamo almeno in una rapida messa a punto e approvazione.

Però la flat tax di Salvini piatta non è

Il governo torna a parlare di flat tax. Allo studio è una misura per le famiglie, che favorirebbe quelle monoreddito. Il gettito perso sarebbe di circa 17 miliardi. Ma il problema più grave è che scoraggia il lavoro, soprattutto quello delle donne.

Il Punto

Dopo 300 giorni di “cambiamento” sbandierato senza cambiare granché, il governo prepara un decreto per sostenere l’economia: dall’attivazione degli investimenti già finanziati a un taglietto del cuneo fiscale, più altre misure non rivoluzionarie che si potevano fare otto mesi fa. Mentre il ministro dell’Interno (e di Tutto il Resto) promette una flat tax al 15 per cento sul reddito delle famiglie che guadagnano meno di 50 mila euro. Per gli altri tutto come oggi. Fanno circa 17 miliardi di entrate in meno. Vediamo chi guadagna e chi perde.
La morte di Alan Krueger, brillante economista e consulente di Clinton e Obama, lascia un grande vuoto nella cultura e nella politica. È stato l’esempio di come uno studioso possa mettere la sua capacità di analisi dei dati a disposizione di chi deve prendere decisioni che condizionano il benessere di tutti.
Con la riforma dei servizi idrici presentata in Parlamento – che vuole “attuare il referendum del 2011” – torneremmo allo stato sia padrone che gestore dell’acqua, come prima del 1994, cioè quando gli acquedotti perdevano acqua da tutti i buchi.
Scuola e università sono le aree di maggior peso che il federalismo differenziato trasferirebbe a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Ad esse andrebbe un terzo dei 34 miliardi annui destinati alle regioni ordinarie. Le regioni ricche dovrebbero caricarsi parte delle spese trasferite con un’adeguata compartecipazione. In ogni caso meglio evitare di peggiorare il divario Nord-Sud che, come ci insegna la storia, nasce in tempi lontani, subito dopo l’Unità d’Italia. E che nessuno ha saputo ridurre.
Salvini rivendica di avere quasi azzerato sbarchi e morti in mare. In realtà i risultati ottenuti – nel bene e nel male – sono il frutto degli accordi con autorità e milizie libiche del governo Gentiloni-Minniti. Di suo il ministro dell’Interno ha completato l’opera e di fatto messo fuori legge (lo fa anche oggi) l’attività di salvataggio delle Ong che prestano aiuto ai naufraghi.

Patrizio Tirelli risponde ai commenti al suo articolo “Ridurre il debito con il consenso dei cittadini”.

Con la presentazione di una ricerca di Massimo Bordignon e Piergiorgio Carapella, illustrata su lavoce.info, si terrà a Roma martedì 26 marzo il convegno “Quali idee per la nuova Europa? Ricette a confronto”.

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