Ristagna il peso dell’export e scendono i flussi globali di capitali. Eppure, con l’economia digitale i paesi sono sempre più interconnessi tra loro. Insieme a nuovi dazi, sale alla ribalta la “Slowbalisation”: andiamo davvero verso un mondo più chiuso?
La crescita economica frena, uno strano federalismo si fa strada e prosegue l’emigrazione massiccia di giovani italiani. Nessuno però sembra davvero preoccuparsi del fatto che l’Italia è il paese europeo più frammentato dal punto di vista geografico.
Il governo e la sua maggioranza fanno e disfano nomine al vertice delle autorità indipendenti (come Bankitalia, Istat e Consob) secondo criteri di fedeltà. Peccato che l’autonomia di queste istituzioni di garanzia sia la base della democrazia e dell’equilibrio dei poteri nello stato.
A 18 anni in Italia si può essere eletti sindaco di grandi metropoli, sposarsi, guidare un’auto, ma non diventare deputati. Nemmeno alle prossime elezioni europee, in cui tutti gli altri paesi (salvo la Grecia) ammettono un’età sotto i 25 anni. E poi ci stupiamo se la nostra politica trascura i giovani.
Sul federalismo differenziato si scontrano opposte visioni sulle sue possibili implicazioni, tra chi spera che il Nord possa trattenere una quota del suo gettito fiscale e chi teme l’abbandono del Sud da parte delle aree più ricche. La Costituzione obbligherà a una via di mezzo: niente deficit aggiuntivo e ancora trasferimenti di risorse ai territori più deboli.
Continuando il confronto sull’analisi costi-benefici, è importante tenere ben distinte le stime finanziarie-monetarie dalle valutazioni economico-sociali. Definire e quantificare con grande cura queste ultime è fondamentale. Perché spesso determinano le scelte di consumatori e produttori più delle prime.
Su pressione dei grandi gruppi industriali, il Giappone apre le porte a lavoratori stranieri. Una rivoluzione culturale per uno dei paesi più chiusi del mondo. Attuata con moderazione, però: 350 mila operai e 150 mila professionisti. E rigidi paletti che non oserebbe piantare nemmeno il più xenofobo dei nostri politici.
Francesco Ramella e il gruppo di lavoro sull’analisi costi-benefici presso il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture commentano l’articolo di Marco Percoco e Massimo Tavoni “Se l’analisi della Tav parte da ipotesi arbitrarie”. Che replicano.
Alla fine del suo mandato istituzionale alla presidenza dell’Inps, Tito Boeri fa ritorno dopo quattro anni nella redazione de lavoce.info, il sito che ha contribuito a fondare nel 2002. Grazie per quello che hai fatto e bentornato, Tito!
Nel momento della scomparsa di Stefano Patriarca, collaboratore di questo sito, la redazione de lavoce.info ne ricorda l’impegno e l’amicizia ed è vicina alla famiglia. Lo ricordiamo riproponendo un suo articolo.
Perché va salvaguardata l’indipendenza delle Autorità? Perché la buona gestione degli organismi di controllo dei mercati richiede un’ottica di lungo periodo. E quando il potere politico consolida la sua presa sull’economia si aprono scenari bui.
Si avvicinano le elezioni europee. Una buona occasione per capire perché i giovani italiani abbiano condizioni e prospettive peggiori dei coetanei europei. A partire da un’irragionevole discriminazione nella legge elettorale per il Parlamento europeo.
Invecchiamento della popolazione, crescita del turismo internazionale e persino i preparativi delle Olimpiadi di Tokyo 2020 spingono il Giappone ad aprire le frontiere a lavoratori stranieri. Per la manodopera, le condizioni di ingresso sono rigide.
Seguire la metodologia standard nelle analisi costi benefici consente di evitare le manipolazioni. Il “beneficio sociale” va dunque calcolato senza distinguere tra quello del consumatore e quello del produttore, analizzato nell’analisi finanziaria.
Due precisazioni su accise e inquinamento
Di Desk
il 18/02/2019
in Commenti e repliche
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