Da ormai più di un decennio, il numero di stati del mondo che possono essere considerati democratici è in calo. Nell’ultimo anno il problema si è ulteriormente acuito in tutte le regioni. Le ragioni sembrano essere sia economiche sia geo-politiche.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Matteo Salvini sul bilancio europeo. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.
La via per eliminare la clausola di salvaguardia sulle aliquote Iva rimane stretta. Lo è dal punto di vista procedurale, ma ancora di più da quello politico. Perché si devono trovare altre entrate o effettuare tagli di spesa. A chi toccherà pagare?
Le notizie arrivate dalla Francia sulla crisi di Air France hanno indotto a tracciare un parallelo con quella di Alitalia. Ma le analogie sono poche e superficiali, mentre le differenze sono profonde, soprattutto nei risultati della gestione industriale.
L’aumento automatico dell’Iva in applicazione delle clausole di salvaguardia aleggia sul programma del prossimo governo. Evitarlo richiede di trovare altre entrate nel bilancio dello stato o tagli di spesa, altro che flat tax e reddito di cittadinanza. Qualcuno dovrà pagare e bisognerà spiegare a chi tocca.
Pier Luigi Bersani ha dichiarato in Tv: “Dicono che aumenta il numero degli occupati ma non che calano le ore lavorate”. Sulle ore lavorate in media da ognuno ha ragione, su quelle totali ha torto, come dimostra il fact-checking de lavoce.info.
In mezzo agli scioperi, qualcuno ha confrontato la crisi di Air France con quella di Alitalia. Le analogie, tuttavia, non ci sono. La società italiana, nonostante i tagli al costo del lavoro, incassa troppo poco e perde. Quella francese fattura nove volte di più, fa risultati ma non riesce a tenere a bada i conflitti sindacali. In Italia chi ha genitori laureati ha una più alta probabilità di fare e finire l’università. Chi invece è figlio di genitori senza laurea è più facile che vada all’istituto tecnico e che poi non concluda gli eventuali studi universitari. Una via di uscita – seguita in altri paesi – sarebbe quella dell’università professionalizzante. Per la prima volta nel Def – Documento di economia e finanza – compaiono tutti i 12 indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes) che fotografano in modo più completo rispetto al Pil lo stato di salute della società italiana. Ora c’è da legare l’andamento degli indicatori a politiche economiche incisive.
Il ritiro di Trump dall’accordo sul nucleare con l’Iran e il prossimo ripristino di sanzioni economiche mettono il paese degli ayatollah in forte difficoltà. Perché queste politiche generano effetti pesantissimi, come mostra la nostra infografica.
Un anno fa abbiamo inaugurato su lavoce-info uno spazio dedicato al fact-checking. Ovvero la verifica documentata di numeri e fatti dichiarati da personaggi pubblici. Ha avuto il gradimento dai lettori ed è diventata una costante nelle nostre pagine. Per festeggiare a modo nostro l’anniversario sottoponiamo a fact-checking le parole del leghista Massimiliano Fedriga: sostiene che è stata varata una misura “svuota-carceri” che ha liberato i condannati fino a quattro anni. Le cose non stanno così.
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Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Pier Luigi Bersani sul mercato del lavoro. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.
L’origine sociale non è una condanna, ma le statistiche dicono che la probabilità di ottenere una laurea è spesso legata al fatto di avere genitori a loro volta laureati. Come altri paesi, l’Italia dovrebbe introdurre l’università professionalizzante.
Il Def 2018 fa un passo avanti verso l’utilizzo di indici che possano misurare il benessere dei cittadini in senso ampio. Ma se devono servire per valutare e influenzare le decisioni di politica economica, la strada da percorrere è ancora lunga.
È trascorso un anno dal primo fact-checking pubblicato da lavoce.info sulle dichiarazione pubbliche di politici, ma anche imprenditori sindacalisti e giornalisti italiani. Lo raccontiamo con qualche numero su come abbiamo lavorato, i risultati raggiunti e gli errori (per fortuna pochi) che abbiamo compiuto.