DOMENICA 21 GIUGNO 2026

Lavoce.info

Nessun complotto contro l’Italia dietro gli acquisti della Bce

L’aumento dello spread ha fatto riesplodere le polemiche sugli acquisti di titoli di stato da parte della Bce. Ma non c’è stato nessun “complotto” a Francoforte. I rendimenti sui titoli italiani sono aumentati a causa dell’incertezza politica in Italia.

L’Europa ci ripensa sul bail-in? Approfittiamone

Eba ed Esma ammettono ora che il coinvolgimento dei risparmiatori nel bail-in può creare gravi problemi al sistema. Perciò propongono l’esenzione degli investitori al dettaglio. Il nostro governo dovrebbe fare tesoro del documento per trattare in Europa.

Il Punto

Lega e M5s (con l’eco del Financial Times) hanno attribuito a Mario Draghi e alla Bce la colpa delle tensioni registrate di recente sul nostro debito pubblico. I numeri dicono che in maggio da Francoforte sono diminuiti gli acquisti di titoli italiani, come di quelli francesi. Lo spread della Francia non è salito, il nostro sì.
Coinvolgere i piccoli detentori di obbligazioni bancarie in caso di bail-in è destabilizzante. Lo si è visto in Italia, dove risparmiatori poco informati avevano sottoscritto troppi di questi titoli. Ora lo riconoscono due istituzioni finanziarie della Ue. Forse c’è una base per trattare su questo punto con l’Europa. Al vertice Ue di fine giugno si parlerà anche della riforma del regolamento di Dublino sui migranti. Al nostro paese servono più equi criteri di ricollocazione tra stati. Ma il ministro dell’Interno Salvini – “sovranista” a parole – costruisce un asse con l’Ungheria di Orban che si oppone a questa prospettiva.
Sui temi ambientali il contratto-programma di governo riflette visioni diverse, persino opposte. Per esempio su importanti infrastrutture di trasporto (Tav), energetiche (gasdotto Tap), industriali (Ilva di Taranto). Va bene l’analisi costi-benefici, che però non sostituisce le decisioni politiche. Molta ideologia anche nell’ultima versione del Reddito di cittadinanza, riservato ai soli italiani. Limitare l’assistenza ai non stranieri ridurrebbe un po’ la spesa per la riforma più voluta dai Cinque stelle. Ma sarebbe eticamente discutibile e inammissibile giuridicamente rispetto ai cittadini di altri paesi dell’Unione.

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Trattato di Dublino: la riforma naufraga a Visegrad

I ministri dell’Interno dell’UE hanno respinto il compromesso della presidenza bulgara sulla riforma del trattato di Dublino. Il Consiglio europeo di fine mese potrebbe perciò decidere di mantenere le norme attuali. Per l’Italia non sarebbe una vittoria.

Ambiente, un tema caldo per il governo

Il nuovo governo deve affrontare alcune questioni spinose in tema ambientale, soprattutto quando si tratta di infrastrutture di comunicazione o industriali. Per trovare soluzioni adeguate a problemi complessi meglio sarebbe evitare proclami e dogmatismi.

Anche il reddito di cittadinanza è in salsa leghista*

Il reddito di cittadinanza è una misura simbolo della proposta politica del Movimento 5 stelle. Per questo è stato inserito nel contratto di governo con la Lega. La sorpresa è che ora è riservato solo ai cittadini italiani. E anche i costi cambiano.

Foto di gruppo del nuovo Parlamento

Qual è il profilo dei parlamentari della XVIII legislatura? Al Senato le donne sono il 34 per cento e l’età media è di 52 anni. Gli eletti alla Camera sono più giovani rispetto al passato, ma anche meno istruiti. Le deputate restano sotto il 40 per cento.

Cose da pazzi. Nelle stanze del potere

Il piano per preparare una possibile uscita dall’euro può aumentare la forza di contrattazione rispetto ai partner europei, ma anche indurre una fuga di capitali. Non proprio la condizione ideale per sedersi al tavolo negoziale.

Il Punto

Nel nuovo Parlamento che comincia a lavorare, sale la quota di donne elette (specie nel M5s) e di giovani. Scende però la proporzione di laureati rispetto alla scorsa legislatura. Tra i parlamentari della Lega molti quelli con esperienza di politica locale. Gli eletti Pd sono spesso giornalisti e insegnanti.
Il piano del ministro Paolo Savona per uscire dall’euro è un’arma a doppio taglio. La minaccia serve ad accrescere il nostro potere negoziale in Europa, ma al costo di massicce fuoruscite di capitali. È questo che succede quando, come diceva Keynes, arrivano “Pazzi al potere” (“Madmen in Authority”). Sempre la storia – degli ultimi tre o quattro secoli – insegna che, per abbattere il debito pubblico italiano, non basta cancellarlo con un tratto di penna dal bilancio della Bce. Durante la crisi delle ultime settimane, è tornato lo spread, il differenziale di rendimento tra titoli decennali tedeschi e italiani. Che sale o scende seguendo avvenimenti politici, annunci, aspettative dei mercati, non gli acquisti settimanali della Bce.
Cosa aspettarci dal governo Lega-M5s sull’istruzione? Di sicuro andrà in soffitta la Buona scuola, con la sua solo parziale eliminazione del precariato. Niente più chiamata diretta degli insegnanti, più legame con il territorio, attenzione all’edilizia scolastica e rivisitazione dell’alternanza scuola-lavoro. Ma senza un disegno.
I paesi con una classe dirigente capace di uno sguardo lungo stanno investendo sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. In Italia lo si fa poco. Di questi temi si è discusso nei giorni scorsi al Festival dell’Economia di Trento, dove lavoce.info ha partecipato con vari suoi redattori e organizzando alcuni confronti. Riproponiamo i video di questi eventi e il materiale illustrativo.

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Sembra facile cancellare il debito, ma la storia dice di no

Il passato offre suggestioni utili a comprendere il presente. La storia del fiorino di banco permette di capire che alcune tesi care ai sovranisti sul bilancio delle banche centrali sono false, mentre altre comportano comunque conseguenze significative.

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