SABATO 20 GIUGNO 2026

Lavoce.info

Convergenze parallele stile Terza Repubblica

Nella scorsa legislatura quali partiti hanno votato più spesso nello stesso modo? Saperlo potrebbe dare indicazioni su possibili alleanze nel Parlamento eletto il 4 marzo? Il tempo passa e si potrebbero creare le condizioni per coalizioni inattese.

Il Punto

Dopo la Brexit va ripensato il bilancio Ue. Ci sarà da rimpiazzare i contributi del Regno Unito (oggi il 10 per cento del totale). E si potrebbe cogliere l’occasione per cambiare le priorità: meno fondi per agricoltura e coesione, più risorse per difesa e sicurezza oltre che per proteggere l’Eurozona in vista della prossima crisi. In Italia la politica parla d’altro, di alleanze del M5s con la destra ma – da oggi – anche con la sinistra, a piacere. Vediamo con i numeri quanto simili o dissimili sono le piattaforme dei partiti. Con qualche sorpresa.
Chi cerchi su Google “piano Kalergi” trova più di 70 mila risultati. Sarebbe un progetto per sostituire i bianchi europei con asiatici e africani. Però tale piano non esiste proprio. É solo l’ennesima fake news fatta girare dagli imprenditori della paura che usano l’immigrazione per influenzare il voto delle persone.
Quando le imprese cercano personale diplomato o laureato, una volta su quattro hanno difficoltà ad assumerlo. In Italia non mancano solo le politiche attive del lavoro ma anche i meccanismi per favorire l’incontro di chi cerca un’occupazione con le imprese, specie Pmi. Eppure ci sono buoni esempi da imitare. Per i lavori basati sulle piattaforme digitali, come quelli di Foodora, non ci sono solo i tribunali. Un nuovo campo di tutele e protezioni può essere individuato in un efficace utilizzo della tecnologia digitale. In Francia ci sono “conti personali di attività” che fanno da base per fornire micro prestazioni assicurative.

Chi crede che dietro gli immigrati ci sia un complotto

L’immigrazione è uno dei temi più cari ai populismi e le fake news si sprecano. Si diffondono così false certezze su presunti complotti, che hanno il duplice pregio di individuare facili nemici e di evitare di doversi cimentare con problemi complessi.

Un aiuto per trovare occupazione

Con o senza reddito di cittadinanza, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro si può favorire senza costi eccessivi mettendo a punto un progetto, testandolo e ampliandolo solo se efficace. Lo dimostra una sperimentazione dell’università di Ferrara.

Per i nuovi lavori anche le tutele sono in rete*

Le questioni sollevate dai lavoratori delle piattaforme digitali di intermediazione non si possono risolvere solo nei tribunali. Un nuovo campo di tutele e protezioni può essere recuperato proprio nel controllo e corretto utilizzo della tecnologia digitale.

Se l’Europa rallenta la corsa

Nel suo Rapporto di aprile il Fondo monetario internazionale conferma le rosee previsioni di crescita formulate negli ultimi mesi. Ma i primi dati 2018 su produzione industriale, immatricolazioni di auto e previsioni dei manager sono in frenata, in Italia e anche in Europa.

Riforma Irpef, cominciamo dal terzo scaglione

Una semplice revisione del terzo scaglione Irpef potrebbe alleviare il carico fiscale delle classi medie. Non avrebbe alcun effetto sulla distribuzione del reddito. E il costo sarebbe di gran lunga inferiore rispetto alla flat tax di Lega e Forza Italia.

Il lavoro ai tempi del web e dei robot

Il Punto

Nel suo più recente rapporto il Fondo monetario conferma per il 2018-19 una crescita mondiale vicina al 4 per cento annuo, con un +2,5 di media nei paesi sviluppati. Peccato che nei primi mesi dell’anno la crescita dell’Eurozona (e dell’Italia) abbia cominciato a vacillare.
Sostiene Di Maio che Lega e Forza Italia sono così poco coese che in Parlamento hanno votato in modo diverso 70 volte su 100. Al fact-checking de lavoce.info la percentuale risulta invece sotto il 50. Fa una certa differenza. Su una cosa è compatta la coalizione di centro-destra: la proposta di flat tax. Che aprirebbe un buco nei conti pubblici e favorirebbe i più ricchi. Meglio una riforma dell’Irpef che alleggerisca la pressione sui ceti medi, partendo dai redditi da 28 a 55 mila euro, oggi soggetti a un’aliquota del 38 per cento. Si può fare e costa poco. Vediamo come.
Suscita dubbi anche il reddito “di cittadinanza”, il marchio di fabbrica del M5s. Così com’è congegnato, scoraggerebbe i beneficiari dal trovarsi un’occupazione e creerebbe dipendenza. Eppure ci sono buoni esempi in Europa (ma anche lo stesso Reddito di inclusione presente da noi) per evitare questi effetti perversi.
Ci sono in Italia 868 contratti collettivi nazionali di lavoro. Tanti. Occorre mettere ordine nella materia e, per garantire i diritti minimi dei lavoratori, selezionare quelli più rappresentativi.
In terza media i professori consigliano agli studenti la scelta della scuola superiore. Che – per i figli di famiglie poco istruite – è raramente l’iscrizione al liceo. Così si perpetuano le disuguaglianze sociali. Basta poco, però, per cambiare. Come mostra un esperimento effettuato in Puglia.
Dal 31 maggio al 3 giugno prossimi, tutti a Trento al Festival dell’Economia! “Lavoro e tecnologia” è il titolo di questa edizione numero 13 che vedrà il consueto impegno de lavoce.info nell’organizzazione di alcuni Forum e la presenza di vari suoi autori tra i relatori. Di lavoro e tecnologia abbiamo trattato in tanti articoli ora raccolti in un Dossier, una ideale guida ai temi del festival.

Così il reddito di cittadinanza disincentiva il lavoro*

I numeri relativi alla povertà in Italia sono preoccupanti, ma il reddito di cittadinanza potrebbe rivelarsi un problema, più che una soluzione. Perché un trasferimento generoso può scoraggiare l’attivazione lavorativa. E favorire il lavoro nero.

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