LUNEDì 23 FEBBRAIO 2026

Lavoce.info

Il deficit commerciale che influenza il voto francese

Regno Unito al voto: una decisione dettata dal cinismo

Con smisurato cinismo, Theresa May chiama il Regno Unito al voto. Il suo obiettivo è distruggere il partito laburista e quel che resta del cameronismo nei tory. Lo raggiungerà, ma il significato della Brexit non diventerà più chiaro.

Agcom tra sentenza Vivendi e una legge da cambiare

Con una decisione molto attesa, l’Agcom ha accertato che la partecipazione azionaria di Vivendi in Tim e Mediaset viola le norme. Ma il vero problema è una legge sulle telecomunicazioni che non risponde più allo sviluppo del mercato.

Il Punto

Theresa May porta il Regno Unito a elezioni anticipate cercando in un successo alle urne una (azzardata) legittimazione della sua “hard Brexit”. All’opposizione un fragile Jeremy Corbyn accetta la sfida con il rischio concreto di affossare il suo Labour party. Manca un Blair a sparigliare gli opposti cinismi.
La delibera di Agcom impone a Vivendi di scendere drasticamente nel capitale di Mediaset o di Tim. Due i punti controversi: la nozione di “collegamento” azionario e la difficile individuazione del perimetro del mercato rilevante, quello della “comunicazione elettronica”. In ogni caso, l’autorità dovrebbe segnalare al legislatore l’opportunità di aggiornare le norme.
Nel programma nazionale delle riforme (Pnr) accluso al Def si parla del sostegno all’occupazione femminile e del secondo percettore di reddito familiare (che otto volte su dieci nelle famiglie con due redditi è donna). Una riduzione dell’Irpef mediante detrazione delle spese per i figli potrebbe essere una misura adatta allo scopo.
Meno peggio due anni di prigione per insider trading o una sanzione amministrativa più confisca dell’illecito profitto? Per la Consulta, chiamata a giudicare sulla retroattività della norma, la seconda punizione è più lieve. Ma la multa può arrivare a 15 milioni e per la confisca non c’è un tetto. Quasi meglio la galera.

Nadia Linciano risponde ai commenti al suo articolo “Educazione finanziaria: ci vuole una strategia nazionale

15 anni de lavoce.info: feste-convegni 5 giugno a Milano e 6 giugno a Roma
Nel 2017, lavoce.info compie 15 anni. Festeggeremo il compleanno con i nostri affezionati lettori e sottoscrittori la mattina di lunedì 5 giugno a Milano e il pomeriggio di martedì 6 giugno a Roma. Intanto: SAVE THE DATE! A breve comunicheremo il come e il dove.
E, se potete, destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Non è mai troppo tardi. Neanche per l’educazione finanziaria

Perché serve una strategia nazionale

Il mio articolo “Educazione finanziaria: ci vuole una strategia nazionale” ha suscitato diversi commenti dei lettori.
Quando si discute di educazione finanziaria occorre sgombrare il campo da alcuni equivoci.
Primo: il fine ultimo non è fare degli italiani degli esperti di finanza bensì quello di dare loro i riferimenti essenziali per un corretto processo decisionale in ambito economico e finanziario. Non sarebbe male partire dall’alfabetizzazione finanziaria, per trasmettere alcune nozioni semplici e di base (nell’ambito degli investimenti, ad esempio, i concetti di relazione rischio-rendimento e di diversificazione). Non è necessario essere un meccanico o un ingegnere per guidare una macchina, ma è fondamentale saper leggere i segnali stradali.
Secondo: l’educazione finanziaria è complementare, mai sostitutiva, rispetto agli altri strumenti di tutela dell’investitore, ossia regole di trasparenza e di correttezza. E per continuare con le metafore: quando si decide di acquistare un’abitazione, pur non essendo un avvocato, torna indubbiamente utile saper leggere e scrivere e sapere a chi rivolgersi in caso di controversie.
Terzo: la scuola deve poter giocare un ruolo fondamentale nell’alfabetizzazione economico-finanziaria dei giovani, ma cosa fare con gli adulti? Non è semplice rispondere a questa domanda. Si può tuttavia pensare di coinvolgere anche i media e di identificare moduli formativi mirati a soddisfare le esigenze conoscitive associate a momenti precisi e ben individuati, che possono spaziare dall’apertura di un conto corrente alla stipula di un mutuo ipotecario fino ad arrivare a più articolate scelte di investimento del risparmio disponibile.
La strategia nazionale di educazione finanziaria consentirà, auspicabilmente, di affrontare anche questi profili attraverso la definizione di programmi mirati per specifici segmenti della popolazione e il coinvolgimento dei soggetti che possono svolgere un ruolo attivo nel processo di alfabetizzazione degli italiani. “Non è mai troppo tardi”, come ci ricordava il maestro Manzi.

Quando un taglio dell’Irpef può far nascere più bambini

Ridurre la tassazione sul secondo percettore di reddito potrebbe rivelarsi una buona idea per contrastare la bassa natalità in Italia. Perché molto spesso si tratta di donne e una misura simile favorirebbe la loro partecipazione al mercato del lavoro.

Insider trading: se la Consulta ammette la confisca retroattiva

La sanzione che la Consob può essere infliggere per l’illecito amministrativo di insider trading è tutt’altro che lieve. Anzi la Consulta la definisce punitiva. Però ne ammette la retroattività, perché sarebbe un regime più favorevole rispetto al passato.

Quanto spende lo stato nelle regioni

Il Def contiene un allegato in cui sono elencate le spese dello stato nelle regioni e nelle province autonome. Così come proposto oggi, il documento non dà molte informazioni. Basterebbero però alcune modifiche per renderlo più utile e chiaro.  

Irpef, una riforma da fare

La riforma dell’Irpef è necessaria perché la sua attuale struttura presenta molti problemi. Senza compromettere il gettito, quali sono i possibili interventi su aliquote e detrazioni? Da ripensare anche il ruolo delle addizionali regionali e comunali.

Il Punto

La riforma dell’Irpef (oggi messa da parte dall’agenda politica) riguarda la fissazione del numero delle aliquote sugli scaglioni di reddito, le voci da escludere dalla base imponibile e le eventuali addizionali locali. Tre temi suscettibili di soluzioni diverse su cui apriamo un confronto su lavoce.info. Di sicuro, serve un sistema fiscale più equo e più trasparente. Più trasparenza farebbe bene anche al Documento di economia e finanza – Def – dove presenta le risorse destinate alle regioni. Chi legge l’allegato ha un’idea dell’aumento della spesa corrente degli enti e del ristagno di quella in conto capitale. Ma la qualità e quantità di dati e informazioni è decisamente migliorabile. Un altro luogo dove regna l’opacità – e in molti casi la disinformazione – è la banca. Un libro prova a guidare il risparmiatore nella nebbia che avvolge prodotti finanziari, costi, commissioni. Le autorità si accontentano di vigilare sugli aspetti formali.
Oggi favorito nella corsa all’Eliseo, Emmanuel Macron propone ai francesi un programma economico più liberale di Marine Le Pen e meno pro-mercato di Fillon. Usa toni socialdemocratici per catturare voti a sinistra ma rompe con la tradizione socialista su fiscalità, politica del lavoro e concertazione.
La riforma Fornero ha alzato bruscamente l’età della pensione in un’economia in cui crollava la crescita. Risultato (non voluto ma inevitabile): sempre più alta la proporzione di giovani disoccupati. Mentre – non sorprende – sono molto saliti gli occupati tra i 55 e i 74 anni.
Vediamo le motivazioni dell’ordinanza di blocco di Uber (ora sospeso fino ai primi di maggio) da parte del Tribunale di Roma. Se c’è una legge che limita l’accesso a un’attività, si dice, il giudice deve farla rispettare. Tocca ai politici, non ai magistrati, accompagnare il cambiamento.

Luca Micheletto risponde ai commenti al suo articolo “A ogni età la sua imposta

15 anni de lavoce.info: feste-convegni 5 giugno a Milano e 6 giugno a Roma
Nel 2017, lavoce.info compie 15 anni. Festeggeremo il compleanno con i nostri affezionati lettori e sottoscrittori la mattina di lunedì 5 giugno a Milano e il pomeriggio di martedì 6 giugno a Roma. Intanto: SAVE THE DATE! A breve comunicheremo il come e il dove.
E, se potete, destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

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