LUNEDì 15 GIUGNO 2026

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Il Punto

Perché, dopo l’accordo primaverile e la rottura estiva, ora Vivendi sta facendo incetta di azioni Mediaset? Più della lotta di potere tra Bolloré e Berlusconi conta il mutato scenario del business Tv, con nuovi concorrenti, nuove tecnologie e nuove opportunità di profitto. Così come è fuori luogo tornare a sventolare la bandiera dell’italianità delle imprese, in questo caso quanto in quello delle banche. Per capire le conseguenze di un – eventuale – intervento pubblico ecco un nuovo Dossier che mette a confronto come Svezia, Svizzera, Spagna, Irlanda e Germania hanno risolto le loro crisi bancarie. Il succo è che, alla fine, è il popolo a salvare le banche!
Bocciata per un dettaglio incostituzionale, la riforma della Pubblica amministrazione torna sul tavolo dello stesso ministro Marianna Madia ma di un nuovo governo. Tempo fino a febbraio per correggere l’errore e migliorarla. Evitando però che lo slittamento apra la strada alla riscossa degli interessi di bottega.
Mentre nelle città ritorna puntualmente lo spettro delle polveri inquinanti, uno studio dell’Ocse dice che il trasporto su strada è abbondantemente tassato (sulla benzina) e dunque gli viene applicato il principio “chi inquina paga”. La stessa regola, però, non vale in Europa per altre attività, dalle ferrovie all’agricoltura.
Nelle grandi città si concentrano innovazione, ricchezza e consumo. I primi 600 centri urbani producono il 60 per cento del Pil mondiale. Ma nel 2025 le maggiori megalopoli non saranno le stesse di oggi. Le prime 12 di paesi emergenti. Tra esse, sette cinesi.

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Riforma Pa, come condurre la nave in porto

La riforma della pubblica amministrazione resta al centro delle priorità del governo. Spetterà al riconfermato ministro Madia portarne a termine l’attuazione, un compito più semplice se si accoglieranno suggerimenti e consigli, anche per correggere qualche difetto.

Chi inquina paga: vale per le auto, ma non per i treni

Le tasse sui carburanti coprono ampiamente i costi sociali generati dalle auto in termini di emissioni di CO2. Il settore risponde perfettamente al principio del “chi inquina paga”. Non si capisce allora perché Europa e Italia continuino a destinare ingenti risorse al trasporto ferroviario.

Perché le città cinesi traineranno la crescita globale

Nelle aree metropolitane si concentra una quota molto alta della ricchezza totale e dell’innovazione radicale. Ma se nel 2007 a produrre la metà del Pil mondiale erano le città occidentali, già nel 2025 saranno protagoniste quelle cinesi. L’attenzione di Pechino alle politiche di urbanizzazione.

Le banche salvate dal popolo

Lo stato salva le banche. E lo dice ad alta voce

Per risolvere i problemi delle banche italiane servono decisioni coraggiose. Certo non vanno sottovalutati i rischi di una pervasiva socializzazione delle perdite degli intermediari. Ma già il solo annuncio di un intervento pubblico frena la speculazione. E riduce così il costo del risanamento.

E i conti del terremoto arrivano a Bruxelles

Per far fronte all’emergenza sismica il governo ha potuto disporre di risorse aggiuntive, grazie all’ulteriore flessibilità sui conti pubblici concordata con la Commissione. Una piccola discrepanza tra la maggiore flessibilità e quanto effettivamente stanziato.

Banche: quando i nodi vengono al pettine

Referendum sulla riforma costituzionale

Il Punto

La prima patata bollente del nuovo premier Paolo Gentiloni è il dissesto del Monte dei Paschi, punta dell’iceberg delle sofferenze del sistema bancario italiano. Un intervento dello stato porterebbe con sé nuovi prelievi di denaro dei contribuenti. Ma il suo solo annuncio frena la speculazione e riduce il costo del risanamento. Alla crisi delle banche e alle sue possibili soluzioni lavoce.info ha dedicato 40 articoli in poco più di 12 mesi. Eccoli raggruppati per argomenti in un nuovo Dossier.
Altra questione aperta per il nuovo governo è la ricucitura dei rapporti con la Commissione Ue. Che per ora  ha accettato lo sforamento del nostro deficit per migranti e terremoto. Ma potrebbe eccepire che lo 0,2 per cento di Pil concesso per il sisma è quasi il doppio dell’entità delle misure destinate a questo scopo nella legge di bilancio. Sul versante politico-istituzionale, invece, la ragione d’essere dell’esecutivo è la riforma del sistema elettorale. Oggi c’è un pasticcio di leggi che conduce a risultati divergenti tra Camera e Senato. Illogico e inefficiente, ancora prima che (forse) incostituzionale. Sempre a seguito della sconfitta del “sì” al referendum del 4 dicembre permangono poteri concorrenti tra stato e regioni nel contrasto ai cambiamenti climatici. E, ancora, rimane in mezzo al guado la riforma dei centri per l’impiego, le cui competenze non tornano allo stato come previsto ma restano a province o regioni. E rallentano i progetti sulla transizione scuola-lavoro.
Entra in vigore nel 2018 la direttiva europea Mifid II, che vuole aumentare la trasparenza dei costi del servizio di consulenza sui prodotti finanziari. Con vantaggi per i risparmiatori e un po’ di grattacapi per gli intermediari. Dal Regno Unito, che ha anticipato le nuove norme, qualche utile lezione.

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