LUNEDì 15 GIUGNO 2026

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Due camere, due sistemi di voto: risultato incostituzionale

Se si votasse oggi Camera e Senato sarebbero eletti con due leggi molto diverse fra loro. Non solo il paese si ritroverebbe in una situazione di stallo politico e legislativo, ma un parlamento con maggioranze sistematicamente difformi presenterebbe anche serissimi indizi di incostituzionalità.

Titolo V e clima: a qualcuno piace caldo

La fragilità del territorio italiano rende cruciale l’adattamento ai cambiamenti climatici. Già le risorse, per lo più fondi europei, non sono sufficienti. Ma il vero problema è la frammentazione degli interventi. Perché per il Titolo V Stato e Regioni hanno poteri legislativi concorrenti sul tema.

Scuola-lavoro: una transizione ancora in corso

Sono molte le novità introdotte in Italia nel regime di transizione scuola-lavoro: dal Jobs act alla Garanzia giovani, alla riforma dei centri per l’impiego, alla Buona scuola. Il punto chiave però è prevedere un vero percorso di apprendistato, sul modello tedesco. Cambiare la laurea specialistica.

Dalla Gran Bretagna un anticipo di Mifid II

Nel 2018 entra in vigore la Mifid II, che aumenta la trasparenza dei costi del servizio di consulenza sui prodotti finanziari. Chiari i vantaggi per i risparmiatori, ma che effetti avrà sugli intermediari? I risultati della Rdr in Gran Bretagna possono darne un’idea. La sfida per le banche italiane.

Se votassimo domani

Dopo le dimissioni del governo Renzi, si affaccia l’ipotesi di elezioni immediate. Ma se si votasse subito, lo faremmo con leggi elettorali differenti per Camera e Senato, che danno risultati diversi e prima del voto richiedono ai partiti strategie opposte. Attesa per la decisione della Consulta. 

Aggiornamenti del bollettino di guerra sul fronte bancario

L’esecutivo che succederà al governo Renzi dovrà affrontare il dossier banche. Il caso più complesso è quello di Mps. Poi c’è la difficile situazione delle banche venete e qualche eredità di “salvataggi” passati. A complicare il quadro è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato sulle popolari.

Il Punto

La valanga di no alla riforma costituzionale è stata subito digerita dai mercati anche se apre scenari politici da definire. Se si vota, ci aspetta il Porcellum corretto dalla Consulta per il Senato e l’Italicum in attesa di giudizio da parte della stessa Corte per la Camera. Oppure un bel proporzionale come si usava nella prima Repubblica. Quale che sia il nuovo assetto che nascerà dalle ceneri del governo Renzi, si troverà sul tavolo la patata bollente del dossier banche, con alcuni casi che rischiano di diventare esplosivi. Anche in Gran Bretagna, a quasi sei mesi dalla Brexit, non sono chiare le modalità di uscita del paese dalla Ue, con il governo che un giorno mostra i muscoli e il giorno dopo cerca un distacco morbido. L’opposizione laburista, non pervenuta. E qualche scricchiolio nell’economia. Brexit, vittoria di Trump in Usa e ora il il trionfo del no nel referendum italiano rafforzano le spinte anti-establishment e ridanno fiato a chi vuole uscire dall’euro. Una scelta guidata dal miraggio dell’autonomia politica, con il rischio di gravi conseguenze sul portafoglio degli italiani e sul sistema finanziario. E come escono i sondaggisti dalla prova del referendum italiano dopo i clamorosi errori nel Regno Unito e in America? Hanno azzeccato il risultato, ma ampiamente sottostimato l’entità dei “no”. Con qualche giustificazione plausibile.
Nel rinnovo del contratto dei metalmeccanici – appena concluso – è solo tracciata una proposta innovativa messa sul tavolo da Federmeccanica: il salario di garanzia. È uno strumento che rafforzerebbe la contrattazione a livello aziendale. E un utile punto di riferimento per le future trattative sindacali.
Quale eredità economica lascia Fidel Castro? Confrontando Cuba con altri paesi latino-americani ad essa comparabili come Uruguay e Repubblica Dominicana dal 1990 (prima non ci sono i dati), si vede un soddisfacente andamento del Pil mentre dal 2010 si sono fermati proprio quegli indicatori di sviluppo umano tanto cari al Lìder Maximo.

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Dopo-Brexit: la grande incertezza

In Gran Bretagna l’incertezza economica creata dal voto del referendum di giugno è amplificata dalla totale mancanza di chiarezza nella politica del governo, che ha continuato a fare annunci contraddittori. Il partito laburista, diviso fra due anime, non riesce a condurre un’opposizione efficace.

Uscita dall’euro? Benvenuti all’inferno*

Una eventuale uscita dell’Italia dall’euro avrebbe gravi conseguenze. Gli investitori esteri abbandonerebbero il nostro paese e si avrebbe una forte riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con effetti su consumi e attività produttiva. Scenari peggiori con la dissoluzione della moneta unica.

Perché i sondaggi continuano a sbagliare

Anche sul referendum costituzionale i sondaggi non hanno azzeccato il risultato. Questa volta è stata la distanza tra “no” e “sì” a essere sottostimata. Le ragioni sono molte: le non risposte e la massa notevole di indecisi, certo. Ma anche alcune rilevanti leggerezze nella selezione dei campioni.

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