VENERDì 15 MAGGIO 2026

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Il Punto

Mentre i sondaggi indicano la crescita del fronte anti-Ue nel referendum, immaginiamo come sarebbero Gran Bretagna e il resto d’Europa il 23 giugno 2026, a dieci anni da una ipotetica Brexit. Oltre Manica, uno scenario dominato da Boris Johnson e Nigel Farage. Nel continente, un’Europa spaccata tra Nord e Sud, impotente di fronte all’avanzata di Putin.
Il trattamento fiscale di estremo favore che la nostra legge dà agli eredi familiari di un imprenditore non ha giustificazione economica. Seguire la tradizione va bene. Ma non quando i dati indicano che, con una gestione familiare, si perde il 6 per cento in termini di produttività.
Con una perdita di 142 mila abitanti rispetto a inizio 2015, l’Italia è per la prima volta in declino demografico. Meno siamo meglio stiamo? No, perché il calo demografico di oggi si tradurrà in minori tassi di attività lavorativa. Meglio dunque preoccuparsene molto e fare qualcosa, per tempo.
Nel primo turno delle elezioni amministrative si è confermato il tripolarismo della scena politica italiana: Pd, M5s e centrodestra attraggono insieme il 75 per cento dei suffragi. Dal voto di questi giorni si può ricavare qualche previsione sulle conseguenze dell’Italicum, che comporta appunto il ballottaggio quando nessuna lista raggiunge il 40 per cento. Mentre anche i comuni piccoli che hanno appena votato (senza doppio turno) hanno già i loro organi amministrativi, si ripropone per molti di loro la scelta dell’accorpamento. Conviene, sia dal punto di vista finanziario sia da quello funzionale. Come dimostrano gli 87 comuni che, fondendosi, sono diventati 37.
Nuovo presidente del Perù, Pedro Pablo Kuczynski è uno dei padri del Washington consensus, il fantoccio dei no-global di tutto il mondo. Ma la sua fragile maggioranza parlamentare non porterà a una ventata di neo-liberismo andino. A Lima c’è piuttosto da ridurre il sommerso e la dipendenza dell’economia dalle materie prime.

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Perché dobbiamo preoccuparci della crisi demografica

Il declino demografico non è solo una questione di calo della popolazione. È soprattutto un problema di squilibri tra generazioni, con implicazioni sociali ed economiche. Favorire la ripresa delle nascite non basta. Per salvaguardare il nostro benessere futuro, è necessario agire in tre direzioni.

Tripolarismo imperfetto

La nuova legge elettorale per la Camera ricalca a grandi linee quella per l’elezione dei sindaci. L’esito del voto amministrativo del 5 giugno offre dunque un’interessante simulazione dei risultati che si potrebbero determinare alle politiche. Effetti del passaggio dal bipolarismo al tripolarismo.

Quella difesa dei campanili che ai cittadini non conviene

Chi si oppone alla revisione di confini comunali troppo frammentati rispetto a criteri di economicità e ambiti di vita quotidiana dichiara spesso di difendere così l’interesse dei cittadini. Conti alla mano, il peso sui bilanci locali dei contributi nazionali per le fusioni dimostra il contrario.

Ma il neo-liberismo può rifiorire sulle Ande?

Per pochi voti, Pedro Pablo Kuczynski ha sconfitto Keiko Fujimori nelle elezioni presidenziali del Perù. Nel suo passato c’è una lunga carriera politica, ma anche l’adesione piena al Washington consensus. Per il paese si profila dunque un neo-liberismo 2.0? Il programma economico del presidente.

Chi vince gli Europei di calcio? La parola ai numeri

Chi vincerà gli Europei di calcio che si aprono oggi in Francia? Il verdetto del modello messo a punto da Unicredit è spietato: sarà la nazionale di casa ad aggiudicarsi il torneo, battendo l’Inghilterra. I bookmaker, invece, puntano sulla Germania. Per l’Italia pronostici da metà classifica.

Il cristianesimo è donna

Sembra esserci una interessante continuità nella storia del cristianesimo: fin dagli inizi e ancora oggi tra i praticanti ci sono più donne che uomini. Diverse le spiegazioni, dalla biologia ai fattori sociali. La differenza di genere nella religione e la presenza femminile nel mercato del lavoro.

Il Punto

Chi vincerà Euro2016, il campionato europeo di calcio appena iniziato a Parigi? Un modello statistico dà la vittoria alla Francia. I bookmaker, invece, puntano sulla Germania, davanti a Francia, Spagna e Belgio. Sesta, dopo l’Inghilterra, l’Italia. Che affida le sue speranze a una vecchia frase di Nereo Rocco.
Varie e controverse le spiegazioni sul perché le donne sono più devote degli uomini. I numeri, invece, fotografano alcune certezze: la differenza di genere nei confronti della religione cristiana cambia da paese a paese e la forbice si restringe dove è maggiore la partecipazione femminile al mondo del lavoro.
L’intervento del fondo Atlante nella Popolare di Vicenza e – forse – in Veneto banca ha per ora scongiurato una crisi sistemica. Rimane il rischio che, se le due banche non ripartono, si debba ricorrere alla procedura lacrime e sangue del bail-in. Al governo la sfida di prendere le misure opportune per evitare questo scenario.
Presto, a regime, il finanziamento alle università sarà al 70 per cento basato sul costo standard per studente e al 30 sulla qualità della ricerca. Regole condivisibili che però mancano di trasparenza, a partire dalla definizione delle finalità del nuovo sistema. Rimane il problema di fondo: la scarsità di risorse. Quel 30 per cento dato al merito è legato alla Valutazione della qualità della ricerca, in pieno svolgimento per gli anni 2011-2014. Per classificare gli articoli e le citazioni sulle riviste scientifiche, si parte da un algoritmo. Ma contano anche i valutatori che considerano le schede descrittive degli articoli e i pareri di esperti esterni.
Con l’autobomba esplosa a Istanbul torna il terrorismo nel cuore di una metropoli europea. Una ricerca, basata su Boston post-attentato del 2013, ci dice come cambia la vita di tutti i giorni nelle città colpite.

Mariano Bella commenta l’articolo di Francesco Daveri “Crescita: piccolo è brutto, ma a volte conviene

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Il futuro di Atlante

La creazione del fondo Atlante ha certamente scongiurato la possibilità di una crisi del sistema bancario italiano. Ma per rafforzarlo davvero servono altri interventi, come sgravi fiscali e velocizzazione del recupero dei crediti in sofferenza. Punire i responsabili dei disastri attuali.

Finanziamenti alle università: pochi e con regole incerte

Le regole per il finanziamento alle università sono cambiate. A regime, i fondi saranno assegnati in base agli obiettivi raggiunti e ai costi effettivamente sostenuti. Un principio condivisibile, ma ci sono molte questioni irrisolte. Aumento delle risorse ineludibile.

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