DOMENICA 1 MARZO 2026

Lavoce.info

La lenta risalita del Pil

pil1
 
 
 
 

Il Punto

Il programma economico di Matteo Salvini, incoronato a Bologna leader del centrodestra, accantona l’uscita dall’euro, sbandiera la flat tax al 15 per cento sui redditi (e un’unghia di deduzione), propone di cancellare le accise sulla benzina. E fa barricate ai tagli di spesa, compresi i pochi inclusi nella legge di Stabilità 2016. A conti fatti, 86,9 miliardi di minori entrate e 9 di maggiori spese. Più deficit per 6 punti di Pil. Sullo sfondo, nel terzo trimestre, la crescita del Pil è andata avanti ma senza mettere le ali. E nei prossimi trimestri la Bce ne paventa il rallentamento. Tanto che ai primi di dicembre Mario Draghi spiegherà come sarà ampliato il Quantitative easing, gli acquisti di titoli di stato e obbligazioni che hanno sostenuto il credito bancario, senza riuscire a riportare l’inflazione verso il due per cento.
Una delle ragioni della crescita anemica è anche il progresso tecnico che distrugge posti di lavoro ricreandone per ora troppo pochi. In via di estinzione l’archivista, il ragioniere, l’operaio alla catena di montaggio. Sostituiti da macchine e software che svolgono (meglio) le loro mansioni. Meno automatizzabili i lavori che richiedono leadership, creatività, intuizione, empatia. Ma a questo lavora l’intelligenza artificiale. Con gli attuali chiari di luna, non chiediamo l’impossibile all’agenda digitale. L’investimento nella banda larga ultra-veloce farà salire produttività e competitività solo se le imprese italiane nel loro complesso avranno adottato pienamente tecnologie e competenze digitali. Il che finora non è successo.
Nuovo Cda – di persone competenti – nuovo statuto, risorse economiche significative: c’è qualche premessa perché l’Enit, ente del turismo italiano, non ripeta i tanti guasti del passato. Ci vorrebbe un sistema che colleghi tra loro operatori del turismo, istituzioni culturali e per il commercio estero.
Italiani molto indietro rispetto agli altri europei per numero di diplomati e laureati. Per questo cresce la disuguaglianza. Perché, come diceva don Milani 60 anni fa, “L’operaio conosce cento parole, il padrone mille. Per questo lui è il padrone”. Delle parole e di ciò che le parole fanno funzionare.

Perché la Bce sceglie ancora il Quantitative easing

Mario Draghi ha annunciato l’intenzione di rinforzare e prolungare il Quantitative easing oltre la sua scadenza prevista. Ma ha funzionato o no? La ripresa è debole, ma per la prima volta da anni le previsioni di crescita sono state periodicamente riviste al rialzo. Il tabù dei tassi negativi.

Uomini e robot

Quale sarà il futuro dei lavoratori nella società sempre più automatizzata? Agli scenari drammatici si contrappone una visione più moderata, per la quale tra lavoratore e tecnologia si instaura un rapporto di complementarietà. La coscienza umana, il paradosso di Polanyi e le macchine che imparano.

Il buio oltre la fibra

La banda larga è ormai ampiamente disponibile nel nostro paese, ma il suo utilizzo è inferiore alle reali potenzialità. Perché le imprese non hanno ancora acquisito le tecnologie e le competenze necessarie. Con effetti negativi sulla produttività. Gli investimenti nella nuova banda ultra veloce.

Nuovo Enit: il denaro non è tutto

L’Enit riparte con un nuovo statuto e un consiglio di amministrazione composto da tecnici. Ha compiti più ampi rispetto al passato e anche risorse adeguate per realizzarli. L’auspicio è che riesca a farlo in modo efficace. La sorprendente relazione tra risorse spese e risultati ottenuti.

Per 900 parole in più

Permangono nel nostro sistema di istruzione marcate differenze sociali. Mentre restiamo indietro rispetto ai paesi più avanzati in termini di competenze e studi completati. Sono necessarie azioni più forti e continue. E un nuovo patto sociale che ridia dignità e valore alla scuola.

Il Punto

Torna, con la legge di Stabilità, la detassazione dei premi di produttività sospesa nel 2015. Con la possibilità di pagarli con servizi di welfare (retta dell’asilo, stipendio di una badante per non autosufficienti) o con la partecipazione agli utili d’impresa. Lo scopo: incoraggiare la stipula di contratti integrativi aziendali. Sempre nella “finanziaria”, aumentano le tasse sui giochi d’azzardo. Che non si trasferiscono sui giocatori. Perciò il governo stima un “consumo” – e un gettito – costante nei prossimi tre anni. Non tenendo in conto che nuove norme locali (come quelle in Lombardia) riducono l’offerta di slot machine.
Con il bail-in di azionisti e detentori di titoli bancari si vuole porre fine ai salvataggi di istituti in crisi con i soldi dei contribuenti. Il nuovo meccanismo potrebbe non bastare nel caso di grandi banche. Per le quali verranno buoni sistemi di controllo e dettagliati piani di risanamento come previsto dalle nuove norme.
Tra le cause della disuguaglianza, in crescita in molti paesi sviluppati conta poco il merito delle persone, molto la loro estrazione sociale. Un po’ perché a investire di più nel capitale umano dei figli sono le famiglie abbienti. Ma anche perché con buone relazioni sociali si trovano lavori migliori e – soprattutto in Italia – si “cade in piedi” quando qualcosa va storto.
Sicilia, Calabria e Campania agli ultimi tre posti per tasso di occupazione tra le regioni europee. E tutto il Mezzogiorno sempre più lontano dal resto del paese. Con un Masterplan per il Sud che non contiene misure sufficienti a colmare il divario. E dimentica gli incentivi alle imprese innovative in quelle regioni.
Sotto attacco per ragioni non sempre limpide, le agenzie fiscali rischiano la paralisi per un pasticcio giuridico-burocratico sullo status dei dirigenti assunti senza concorso, in molti casi con contratto a termine ma in aspettativa nei ruoli della Pa. Succede anche in ministeri ed enti locali senza che qualcuno eccepisca.
 

Quel pensiero negativo utile per risolvere le crisi bancarie

La nuova disciplina sulle crisi bancarie prevede un importante strumento, il bail-in, per evitare i salvataggi pubblici. Ma bisogna guardare soprattutto alle misure di prevenzione. Per controllati e controllori una prassi operativa, nella quale si misurano anche i rischi di variabili imprevedibili.

L’arma del welfare per la contrattazione aziendale *

Introdotta nel 2008, la detassazione dei premi di produttività è stata sospesa nel 2015. Torna ora con la legge di stabilità 2016. E i premi potranno essere pagati attraverso forme contrattate di welfare aziendale o di partecipare agli utili. Crescerà così la contrattazione di secondo livello?

Pagina 677 di 1404

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén