GIOVEDì 11 GIUGNO 2026

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Il Punto

L’eliminazione della Tasi sulla prima casa taglia le gambe all’autonomia fiscale dei comuni. I sindaci però non versano troppe lacrime perché così sono esentati dall’applicare una tassa odiata dagli elettori. Tanto poi lo stato li risarcisce del mancato introito, premiando in un primo momento quelli che avevano scelto le aliquote più salate.
Il mondo con Parigi piange i morti delle stragi del 13 novembre. Ma la capitale francese ha sùbito (il 30 novembre) l’occasione di tornare alla vita normale con l’inaugurazione di COP21, la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Tra le proposte, una forte spinta alle fonti rinnovabili per la generazione elettrica che nel 2040 dovrebbero arrivare a coprire un terzo del fabbisogno mondiale. In ballo c’è anche la riduzione della dipendenza dal petrolio. Il cui prezzo nell’ultimo anno si è dimezzato, con vantaggi diversificati per le famiglie italiane. Si può però tentare di redistribuire questo beneficio.
In Europa il trattato di libero scambio Ue-Usa (Ttip), incontra una forte opposizione. Si temono standard sanitari meno rigorosi, insufficienti protezioni per i prodotti tipici e ridotte tutele per i lavoratori. Media e istituzioni – a partire dal Parlamento di Strasburgo – devono fare di più per favorire un confronto trasparente sulle conseguenze dell’accordo.
Sanzioni amministrative più estese e sanzioni penali circoscritte ai casi più gravi nelle nuove norme della riforma fiscale. Che sembra andare incontro ai contribuenti che agiscono in buona fede. Anche se su alcuni passaggi rimane il sospetto che la legge favorisca l’amministrazione tributaria.

Via la Tasi prima casa, come si finanziano i comuni?

I comuni non si sono opposti all’eliminazione della Tasi perché era percepita in modo molto negativo dai cittadini. Il meccanismo di compensazione per il mancato gettito si fonda però sulle scelte del passato e toglie spazi di manovra agli enti. In attesa di stime condivise dei fabbisogni standard.

80 euro di bonus anche dal petrolio *

Il ruolo del petrolio come fonte energetica si è ridotto negli anni. Ma il calo delle quotazioni del greggio produce comunque vantaggi per gli italiani. Si traduce per esempio in una minor spesa per carburanti. Che però non riguarda quel terzo di famiglie che non spende nulla per benzina o gasolio.

Tutto cambia: energia e ambiente verso Parigi*

Due terzi delle emissioni climalteranti provengono dal settore energetico. Che infatti affronta una transizione epocale, da cui dipende il futuro dell’ambiente. Il banco di prova della conferenza di Parigi tra scelte dei due “sorvegliati speciali” e necessità di forti investimenti in rinnovabili.

Ttip: la scarsa trasparenza genera sospetti

Il trattato di libero scambio tra UE e Stati Uniti incontra una radicata opposizione, fondata su timori di standard igienico-sanitari meno stringenti, riduzione delle tutele per i lavoratori e indebolimento del processi democratici. L’unica soluzione è un dibattito più approfondito e trasparente.

Reati tributari: più tutele per il contribuente

La riforma dei reati tributari contiene diversi elementi favorevoli al contribuente, a cominciare dalla conoscenza di un potenziale raddoppio dei termini per l’accertamento, nonché la non punibilità in caso di pagamento di quanto dovuto. Ma alcuni effetti della norma destano perplessità.

Le conseguenze fiscali della Salvinomics

Le proposte economiche della Lega si tradurrebbero in 86,9 miliardi di minori entrate e 9 miliardi di maggiori spese. In altre parole, in un maggiore deficit pubblico per 95,9 miliardi, pari al 5,8 per cento del Pil. E probabilmente in una rapida perdita della fiducia faticosamente recuperata.

La lenta risalita del Pil

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Il Punto

Il programma economico di Matteo Salvini, incoronato a Bologna leader del centrodestra, accantona l’uscita dall’euro, sbandiera la flat tax al 15 per cento sui redditi (e un’unghia di deduzione), propone di cancellare le accise sulla benzina. E fa barricate ai tagli di spesa, compresi i pochi inclusi nella legge di Stabilità 2016. A conti fatti, 86,9 miliardi di minori entrate e 9 di maggiori spese. Più deficit per 6 punti di Pil. Sullo sfondo, nel terzo trimestre, la crescita del Pil è andata avanti ma senza mettere le ali. E nei prossimi trimestri la Bce ne paventa il rallentamento. Tanto che ai primi di dicembre Mario Draghi spiegherà come sarà ampliato il Quantitative easing, gli acquisti di titoli di stato e obbligazioni che hanno sostenuto il credito bancario, senza riuscire a riportare l’inflazione verso il due per cento.
Una delle ragioni della crescita anemica è anche il progresso tecnico che distrugge posti di lavoro ricreandone per ora troppo pochi. In via di estinzione l’archivista, il ragioniere, l’operaio alla catena di montaggio. Sostituiti da macchine e software che svolgono (meglio) le loro mansioni. Meno automatizzabili i lavori che richiedono leadership, creatività, intuizione, empatia. Ma a questo lavora l’intelligenza artificiale. Con gli attuali chiari di luna, non chiediamo l’impossibile all’agenda digitale. L’investimento nella banda larga ultra-veloce farà salire produttività e competitività solo se le imprese italiane nel loro complesso avranno adottato pienamente tecnologie e competenze digitali. Il che finora non è successo.
Nuovo Cda – di persone competenti – nuovo statuto, risorse economiche significative: c’è qualche premessa perché l’Enit, ente del turismo italiano, non ripeta i tanti guasti del passato. Ci vorrebbe un sistema che colleghi tra loro operatori del turismo, istituzioni culturali e per il commercio estero.
Italiani molto indietro rispetto agli altri europei per numero di diplomati e laureati. Per questo cresce la disuguaglianza. Perché, come diceva don Milani 60 anni fa, “L’operaio conosce cento parole, il padrone mille. Per questo lui è il padrone”. Delle parole e di ciò che le parole fanno funzionare.

Perché la Bce sceglie ancora il Quantitative easing

Mario Draghi ha annunciato l’intenzione di rinforzare e prolungare il Quantitative easing oltre la sua scadenza prevista. Ma ha funzionato o no? La ripresa è debole, ma per la prima volta da anni le previsioni di crescita sono state periodicamente riviste al rialzo. Il tabù dei tassi negativi.

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