L’Italia dovrà introdurre la possibilità di prezzi elettrici negativi. È un’opportunità. E non solo per l’integrazione del nostro mercato con quello di altri paesi europei, ma anche per valorizzare il ruolo della borsa elettrica.
I flussi di immigrazione che nel recente passato hanno caratterizzato il nostro paese hanno contribuito a modificare le preferenze dell’elettorato, a favore dei partiti che sostengono una regolamentazione più restrittiva del fenomeno. Escluse, però, le grandi città. I risultati di uno studio.
Il sostegno per l’inclusione attiva proposto dalla commissione ministeriale voluta dal Governo Letta costerebbe 7,5 miliardi: una cifra improponibile per il nostro bilancio. E tuttavia si potrebbe partire con un programma più selettivo dai costi molto ridotti, ma benefici comunque significativi.
La prima tranche del programma Tltro ha avuto risultati inferiori alle attese. Per la Bce è fondamentale riappropriarsi del controllo sul proprio bilancio, tramite misure che siano meno guidate dalla domanda del settore bancario, per garantire l’efficacia della lotta alla bassa inflazione.
È ancora molto lunga la strada della legge delega di riforma del mercato del lavoro. Ma è bene che sin d’ora si discuta nel merito di ciò che ci sarà nei provvedimenti di attuazione, anche in rapporto ai provvedimenti già varati dal Governo Renzi. Iniziamo dal contratto a tutele crescenti.
Con il “no” alla separazione dal Regno Unito, gli scozzesi ci consegnano un insegnamento sull’Unione Europea. Intanto, l’UE non indebolisce ma rafforza l’integrità dei suoi Stati membri. E soprattutto l’eventuale divorzio di Londra da Bruxelles diventa ancora più complicato e rischioso.
Nel decreto “Sblocca Italia” è stato inserito un incentivo fiscale per chi compre una casa per poi affittarla a canone più basso di quello di mercato. Il problema è che riguarda un numero esiguo di abitazioni. E ben poche le risorse. Il vantaggio di passare da deduzione a detrazione.
Bene che nel disegno di legge delega sulla riforma del mercato del lavoro siano entrati il contratto a tutele crescenti e il salario minimo. Per evitare sterili contrapposizioni ideologiche meglio adesso entrare nel merito di cosa si vuole fare. I dettagli sono fondamentali. Discutiamo di quali tutele e di quanto debbano essere crescenti con l’anzianità aziendale e di come si tratti di rimettere mano al decreto Poletti sui contratti a tempo indeterminato per non aumentare ulteriormente la segregazione nel nostro mercato del lavoro. Presto torneremo su salario minimo, demansionamento e contrattazione.
Un italiano su dieci vive in povertà assoluta, dato quadruplicato in sei anni. Ci vorrebbero tanti soldi, forse troppi di questi tempi, per attivare il Sostegno per l’inclusione attiva. Ma è possibile avviare il programma con una platea più ridotta selezionando i beneficiari maggiormente bisognosi e arrivando a spendere poco più di un miliardo e mezzo di euro.
Attese alte e risultati deludenti per la prima asta del programma Tltro della Bce di offerta alle banche di liquidità che dovrebbe poi arrivare a imprese e famiglie. Tiepidi gli istituti di credito, a partire dagli italiani (dieci) che hanno preso a prestito 23 miliardi in tutto. Cerchiamo le ragioni di questa falsa partenza, un brutto segnale per la banca centrale.
L’esito del referendum scozzese ci insegna che l’Unione Europea paradossalmente rafforza l’integrità degli stati membri. E rende meno probabile la Brexit, l’uscita del Regno Unito dalla UE, che dovrebbe a questo punto essere sostenuta da una maggioranza dei votanti in ciascuna delle quattro nazioni che compongono il Regno Unito.
Nel decreto Sblocca Italia c’è un forte incentivo fiscale per i cittadini che acquistano una casa da affittare a canone più basso di quello di mercato. A conti fatti, poco più di 4 mila immobili. Troppo poco per smaltire lo stock di alloggi invenduti e diffondere l’affitto a canone concordato. Come rafforzare questo meccanismo?
Tommaso Nannicini è entrato a far parte del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Com’è consuetudine de lavoce.info, rimane membro della redazione in aspettativa, vale a dire non attivo per la durata dell’incarico. A Tommaso i nostri migliori auguri di buon lavoro!
L’affermazione che una politica fiscale anticiclica accompagnata da quantitative easing sia economicamente destabilizzante non è giustificata alla luce delle esperienze di Stati Uniti e Regno Unito. Resta l’unica strategia con più probabilità di successo nella situazione attuale.
Bene guardare a cos’hanno fatto Stati Uniti e Gran Bretagna durante la Grande recessione. Con politiche fiscali espansive, entrambi hanno lasciato che i loro deficit crescessero in un solo anno a livelli tra il 6 e il 7 per cento del Pil, riducendo tasse e aumentando le spese. In un secondo tempo le variazioni sia di spesa sia di entrate sono state riassorbite. Si può fare questa politica nell’Eurozona? Un nuovo intervento nel confronto su come evitare la stagnazione europea pubblicato su questo sito.
Ogni anno gli enti locali e una miriade di agenzie pubbliche elargiscono alle imprese sussidi per miliardi. Le vere cifre sono un mistero. La certezza è lo spreco di soldi dei contribuenti. Abbiamo ricostruito i mille rivoli di denaro che escono sotto questa forma dalla Regione Lazio. Un nuovo Dossier, pieno di (brutte) sorprese.
Si fermano di nuovo i negoziati del Doha Round e la credibilità politica del Wto ne esce malconcia. Perché c’è una presa d’atto che l’approccio multilaterale è probabilmente impercorribile. Per noi è in ballo la protezione della qualità dei nostri prodotti agro-alimentari, a cominciare dai vini.
Hanno fatto bene gli scozzesi a respingere l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Se avesse vinto il “sì” le loro prospettive economiche sarebbero state devastanti. Come abbiamo spiegato in un articolo che riproponiamo.
Due nuovi ingressi in redazione: Maria De Paola e Gilberto Turati, che i lettori de lavoce.info già conoscono attraverso numerosi loro interventi. Ci daranno contributi originali e di alto livello: la prima soprattutto sui temi dell’istruzione e dell’economia di genere, il secondo prevalentemente nell’area della sanità e dei conti pubblici. A Maria e Gilberto un caloroso benvenuto.