VENERDì 10 LUGLIO 2026

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Scozia indipendente, ma più povera *

A settembre la Scozia deciderà se staccarsi dal Regno Unito. Il risultato del referendum avrà importanti conseguenze politiche ed economiche. Un sondaggio condotto tra economisti indica che la Scozia non trarrebbe benefici economici dall’indipendenza. L’unione monetaria con la Gran Bretagna.

Case da incubo

Dal 2005 chi acquista una casa in costruzione dovrebbe ricevere dal costruttore una fideiussione sulle somme in acconto e una polizza assicurativa decennale per eventuali difetti di costruzione. La norma, spesso elusa, è ora ribadita dal decreto sull’emergenza abitativa. Il problema delle sanzioni.

Come complicare il funzionamento dell’università credendo di semplificarlo

EFFETTI DELL’ABOLIZIONE DELLE FACOLTÀ

“Semplificazione” è una parola chiave del programma di riforme dell’attuale Governo. E, per quanto riguarda il funzionamento dell’università, tutti – dal ministro al Cun ai docenti che lanciano appelli in rete – chiedono di renderlo più semplice. Ma la semplificazione organizzativa era già uno degli obiettivi principali della riforma del 2010.

Una riforma a due facce: la riorganizzazione amministrativa nei grandi e nei piccoli atenei

IL PERSONALE PRIMA E DOPO LA RIFORMA

La riorganizzazione amministrativa è uno degli aspetti meno dibattuti, ma più importanti, nel determinare le conseguenze dell’attuazione della legge 240 negli atenei.

Una verticalizzazione squilibrata: rettori, organi di governo e processi decisionali

LA VERTICALIZZAZIONE PREVISTA DALLA LEGGE 240

La riforma Gelmini aspirava a cambiare radicalmente le caratteristiche degli assetti di governo delle università italiane. In particolare, intendeva rafforzare le capacità di governo degli atenei al fine di superare quelle caratteristiche (il bicameralismo simmetrico, la logica corporativa e distributiva dei processi decisionali interni, l’incapacità a prendere decisioni strategiche) che erano ritenute una delle concause del loro cattivo funzionamento e dei loro risultati insoddisfacenti.

Alla ricerca della riforma che non c’è

Doveva essere la prima vera riforma del governo Renzi, dopo i tanti annunci. Ma nonostante fosse stata annunciata in aprile, poi rinviata a dopo le elezioni con l’intenzione di raccogliere suggerimenti dal pubblico e, infine, varata -a parole- nel comunicato di Palazzo Chigi del 14 giugno scorso (“Via libera al disegno di legge delega per la riforma della Pubblica amministrazione“), della riforma non c’è traccia.

Come cambia opinione l’elettore in crisi

Una crisi economica rende più facili o più difficili le riforme strutturali? Uno studio empirico evidenzia che nei paesi in difficoltà i cittadini non amano la concorrenza e chiedono più redistribuzione del reddito e più proprietà pubblica in campo economico. Oltre a preferire un leader “forte”.

Fine dell’assicuratore monomandatario. In ritardo

Per anni le compagnie assicurative hanno di fatto impedito ai loro agenti di diventare plurimandatari. Ora gli ostacoli sono rimossi da un provvedimento dell’Antitrust. Tutti contenti, consumatori a parte. Ma la decisione arriva quando tecnologia e altri attori sul mercato la rendono superflua.

Il Punto

L’Unione Europea sarà sempre più lontana dai cittadini fin quando rinuncerà a far valere la sua forza nei confronti di ciò che sta fuori. Grave la titubanza nell’imporre sanzioni alla Russia fornitrice di gas perché l’approvvigionamento energetico è un tema su cui l’Unione potrebbe sviluppare una politica incisiva verso Putin e cercare un accordo con Obama.

Quanto costa la maternità alle imprese

In Italia le imprese sostengono una parte del costo della tutela della maternità. Indennizzarle completamente nei casi di lavoro a tempo indeterminato avrebbe l’effetto di incentivare un’occupazione femminile stabile. Quanto costerebbe la misura e tre ipotesi per finanziarla.

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