L’ex-ministro Scajola, lo scorso anno, dopo aver saputo che la sua casa romana era stata pagata in parte dal costruttore Anemone, disse: “Se dovessi acclarare che la mia casa è stata pagata da altri senza saperne io il motivo, annullerei il contratto di acquisto”. Non potendo farlo, ripiegò sulla vendita della casa. Oggi, dal Corriere, leggiamo che la vendita non è stata ancora ultimata. Si sa, il mercato immobiliare è in crisi e ci vuole tempo per trovare un compratore. Ma l’ex-ministro in ogni caso non vuole più approfittare del possesso della casa romana. “Io sono uscito da lì subito dopo aver dato le dimissioni”. Beh, non proprio. “Ultimamente durante le trasferte a Roma sono rientrato. Ma solo a dormire.” Caro ministro, le do una notizia. Sono tanti gli italiani che si trovano nella sua stessa condizione, quella di vedere la propria casa solo per dormire. Gente che lavora fino a tardi la sera per fare gli straordinari e poi deve anche prendere un treno o guidare per tornare a casa. Che torna a casa e trova i figli a letto. Per poi alzarsi presto la mattina dopo e ricominciare la stessa routine. Magari proprio per pagare il mutuo della casa. Ma a loro non risulta che il prezzo della casa sia stato ridotto dal venditore né che la banca invii loro una rata ridotta a causa di tale limitato uso. Lei dice che possono sperare nel suo stesso trattamento?