MERCOLEDì 1 APRILE 2026

Lavoce.info

REFERENDUM SULL’ACQUA: LE DOMANDE GIUSTE

Domande e risposte sui referendum numero 1 e 2. Non si prevede alcuna privatizzazione dell’acqua, ma la legge non mette in discussione neppure la natura pubblica del servizio, l’universalità dell’accesso, il diritto soggettivo dei cittadini a riceverlo a condizioni accessibili. Non è l’ingresso dei privati nella gestione dei servizi idrici a far salire i prezzi. E in ogni caso la tariffa dovrà continuare a coprire gli investimenti. Da evitare invece che contenga extraprofitti. La gestione dell’acqua è uno dei temi di cui si discuterà a Trento al Festival dell’economia, a cui parteciperà anche uno degli autori di questo articolo.

 

PERCHÉ IL CALCIO LITIGA SUI SOLDI DELLA TV

La Lega calcio si è spaccata sui criteri di ripartizione dei diritti tv. Con il ritorno alla contrattazione collettiva si tratta per il prossimo campionato di 805 milioni contro i 673 di quest’anno. Un’eccessiva perequazione rende magari avvincente il campionato italiano, ma nel medio-lungo periodo penalizza le squadre italiane in Champions League, dove si confrontano con rivali dalle risorse ben maggiori. Il modello della Superlega, rilanciato dai grandi club, comporterebbe una modifica radicale dell’intero sistema sportivo. E una regolamentazione forse ancora più stringente.

STRAUSS-KAHN: LE CONSEGUENZE DI UN ARRESTO*

L’arresto del managing director del Fondo monetario internazionale, con l’accusa di stupro, ha conseguenze importanti per l’Fmi, per le elezioni presidenziali in Francia e per i disastrati paesi Piigs. Fondo monetario e Unione Europea si trovano infatti davanti alla scelta se proseguire con un piano di salvataggio della Grecia che richiede sempre maggiori risorse oppure optare per una ristrutturazione ordinata del debito. Scelta resa più complessa dal rifiuto pregiudiziale della Bce di prendere in considerazione la seconda opzione. La posizione della Germania.

Vero o Falso? Il mito del Nord Italia più ricco d’Europa

"…in tutta Europa siamo l’unico paese disuguale duale, cioè dire.. il Centro e il Nord vanno bene.. tengono… il Nord è la regione più ricca d’Europa e il Sud ha degli enormi problemi" – Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, al convegno "Crescere tra le righe" organizzato a Bagnaia dei giovani editori, il 14 maggio.

I dati relativi alle regioni europee sono raccolti dall’Eurostat, che suddivide il territorio in zone territoriali il più possibile omogenee proprio per consentire la comparazione dei dati statistici.
Il Nord-Ovest ed il Nord-Est sono le due macroregioni sulle quali sono disponibili dati statistici. Per il Nord Italia, nel suo complesso, non vengono forniti, dal momento che non esiste una suddivisione delle regioni europee comparabile. E non si può affermare che sia la regione più ricca d’Europa. A livello assoluto il Pil delle ripartizioni Nord-Ovest e Nord-Est è tra i più elevati in Europa -rispettivamente terzo e settimo posto nel 2008, non comunque al primo posto. A livello pro-capite, però, la posizione delle due ripartizioni è molto peggiore: rispettivamente al ventesimo e ventunesimo posto.
Significativo è il trend degli ultimi dieci anni. Nel 1997 le ripartizioni Nord-Ovest e Nord-Est occupavano il settimo e ottavo posto in Europa, con un Pil pro-capite superiore a quello medio europeo del 48 e del 46 per cento rispettivamente, mentre oggi sono superiori solamente del 26 e del 24 per cento (si veda la figura). Nessuna tra le ripartizioni europee che nel 1997 si trovavano in una posizione simile a quella del Nord Italia ha seguito lo stesso andamento negativo.

Figura 3: Ripartizioni europee (Nuts 2) – Pil pro-capite in % della media Ue – Pps – Anni 1997-2008

Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat

LA RISPOSTA AI COMMENTI

Ringrazio i lettori per gli interessanti commenti che mi sembra integrino proficuamente l’articolo e costituiscano un utile spunto per continuare a dialogare su questi temi.
I fattori culturali sicuramente contano, esiste un clima generale privo di una "visione" che sappia guardare al futuro, oltre il breve termine. E’ verissimo, come dice Michele Giardino, che il primo pessimo esempio di questo clima è rappresentato dalla mancanza di idee di chi gestisce la cosa pubblica: il mio ultimo riferimento al bisogno di politica industriale aveva proprio questo senso: non devono essere solo gli imprenditori a "darsi una mossa"; e il vero politico riformista deve anche avere il coraggio, in tema di piccole e medie imprese, di sfidare l’impopolarità.
E’ chiaro, come sostiene Guido Meak, che se non si trovano percorsi facilitati per chi deve assumere e andare all’estero si è condannati al nanismo, ma qui la risposta la dà direttamente Maria Crisitina Pace con la quale concordo pienamente: le regole devono disegnare tutte le possibili opportunità, ma poiché, sul terreno della crescita, si è visto che più di tanto da comportamenti spontanei non ci si può aspettare, meglio spingere e, per riassumere, incentivare il piccolo che vuole crescere, ma disincentivarlo se vuole rimanere piccolo. Condivido, infine, le osservazioni di Paolo Mariti sulla mancanza di competenze professionali e gestionali, ma ho la sensazione che sia il classico cane che si morde la coda, perchè la piccola dimensione non consente adeguati e forti investimenti in formazione e ricerca. Anche su questo terreno una seria e rigorosa politica industriale può fare molto.   

Un tempo andavamo in banca (non al Bancomat)

Rimpiango i miei tempi andati,
quando me li porgevano contati,
gratis, i soldi in banca dal cassiere:
danzavan le sue dita agili e leggere.

Allor era la mancia in mille lire
e ringraziato venivo a non finire;
oggi se porgo d’euro un mezzo
ricevo solo accenni di disprezzo.

Lucravo al tempo gli interessi,
buongiorno, dicevano i commessi,
le spese non mi pareano esose,
c’era modo di far quadrar le cose.

Io le bollette, con le cifre in lire,
me le pagavo senza innervosire,
pure l’affitto non sembrava caro,
ora le rate hanno un sapore amaro.

In bus bastava poco pel biglietto,
oggi se salgo col caro pargoletto,
poi gli compro due gusti di gelato
quasi mi trovo al verde consegnato.

Costava pure il pieno di benzina,
ora se accelero rischio la rovina,
caro il cornetto con il cappuccino,
si beve acqua, costa troppo il vino.

Com’era bella l’Italia del contante
allor parea la busta più pesante,
il ventisette era un bel dì di festa,
non s’era usi ognora alla protesta.

Prima al denaro davo l’ attenzione
oggi la card m’induce tentazione,
e quando arriva l’addebito mensile
mi scordo d’esser d’animo gentile.

O banca mia, ora prelevar mi costa,
il bollo pago e pur l’invio per posta,
zero interessi: il conto che salasso!
Terrò i miei soldi sotto il materasso!

Grecia, l’insostenibile pesantezza del debito

Standard & Poors ha nuovamente declassato il debito greco. Una decisione dovuta al fatto che non sono stati centrati gli obiettivi fiscali. Ma riflette anche il giudizio che il debito greco sia difficilmente sostenibile. Un nuovo prestito da Unione Europea e Fondo monetario servirebbe forse a guadagnare un po’ di tempo, ma non cambierebbe la sostanza delle cose. L’unica alternativa alla ristrutturazione del debito sembra essere una forte ripresa della crescita. I mercati, però, non ci credono.

I CONTROLLI NELLA LEGGE CHE NON SI LEGGE

Il decreto sviluppo interviene sui controlli amministrativi, non solo fiscali, operati da qualsiasi amministrazione, centrale e locale. Il tema della semplificazione dei controlli è molto caro alle imprese e l’intento del governo è ovviamente condivisibile, purché non vada a detrimento del rispetto delle regole. La norma però presenta difficoltà sia interpretative che di attuazione, affronta più la coda che la testa del problema e il suo impatto sulla crescita rischia di essere così incerto da sollevare dubbi sulla sua collocazione in un decreto con carattere di urgenza.

L’ITALIA CHE NON CRESCE

Pil a prezzi costanti.  Dati destagionalizzati. Variazione percentuale sul trimestre precedente.  I trimestre 2008 = 100. Fonte Eurostat

TURISMO, NELLA CONFUSIONE VINCONO LE LOBBY

C’è molta confusione in Italia intorno al settore turismo. Non esiste un capitolo di contabilità nazionale che lo comprenda per intero e comunque mai in modo corretto. Così le categorie economiche organizzate fanno il bello e il cattivo tempo. Lo dimostrano una volta di più le misure previste nel decreto sviluppo e nel Codice del turismo sulla proroga delle concessioni demaniali alle imprese balneari e sulla creazione dei distretti marittimi.

Pagina 978 di 1410

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén