L’elezione del Parlamento nel 2027 avverrà con l’appena approvata nuova legge elettorale, la quinta in venticinque anni. Contiene diverse novità, dal premio di maggioranza all’indicazione del candidato presidente del Consiglio, dalle preferenze all’eliminazione delle quote di genere, fino al numero delle firme necessario a presentare una lista. L’opposizione sostiene che alcune previsioni sono anticostituzionali. Su cosa potrebbe esprimersi la Consulta? E con quali effetti? Il bollo auto non serve solo a garantire un gettito agli enti locali. Dovrebbe ripagare la società dai danni – ambientali e no – che l’utilizzo dei veicoli produce. Ma le regole di calcolo non tengono conto delle emissioni di CO2 dei mezzi. Una clausola della prima versione del Pnrr prevedeva la riduzione di due punti percentuali del lavoro sommerso. Un obiettivo a cui si è presto rinunciato. Così, il fenomeno è tornato a crescere, proprio nei settori dove era già alto. Il debito pubblico che grava sull’Italia si può ridurresenza trasferimenti tra paesi e senza perdite per i creditori. Il meccanismo riprende una proposta del 2014, “Padre”. Si crea uno spazio fiscale che il paese ripaga nei decenni successivi. Converrebbe anche ai paesi del Nord. I fondi pensione negoziali italiani affidano gran parte delle loro risorse a gestori professionali. C’è però il rischio che il timore di perdere l’incarico renda particolarmente prudenti i professionisti. In Piemonte nei comuni piccoli e in calo demografico, la spesa sociale è concentrata sugli anziani. Non dipende da una precisa scelta politica, bensì dalla rigidità dei contributi per l’assistenza e dai vincoli organizzativi degli enti. La capacità tecnologica non si traduce automaticamente in valore per l’impresa e per il sistema che l’adotta. Occorre che persone e filiere produttive si riplasmino attorno ai nuovi paradigmi. È la ragione per cui per il momento l’intelligenza artificiale ha avuto pochi effetti sulla produttività.
Il “grafico per capire” di oggi analizza l’impatto delle leggi di bilancio sull’economia italiana, dal 2015 a oggi, mettendo a confronti i dati sul Prodotto interno lordo nel quadro tendenziale e in quello programmatico. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.
È online il secondo episodio della seconda stagione di “Lavoce in mezz’ora”. Con alcune novità rispetto all’anno passato, ma con il rigore d’analisi di sempre, il format di divulgazione in video de lavoce.info affronta temi d’attualità con l’aiuto di esperti. Nella seconda puntata, con Alberto Bisin, professore di Economia alla New York University, parliamo del declino italiano, analizzando come le norme sociali radicate nel tessuto italiano possano aver influito sulla condizione economica del nostro paese.
“Salvare lo stato sociale” è il tema dell’edizione 2026 del Festival Internazionale dell’Economia, che si svolge a Torino dal 22 al 25 ottobre. Anche quest’anno lavoce.info vi collabora organizzando i “I dialoghi della voce”, articolati in questa edizione in tre dialoghi e un evento specifico sul declino italiano. In altri appuntamenti i nostri autori dialogheranno con gli ospiti del Festival. Il programma dell’edizione 2026 del Festival è disponibile qui.
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È in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato all’eredità che ci lascia il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un bilancio quanto mai necessario perché il Pnrr si basava su di una grande scommessa: prendere a prestito una cifra mai vista prima, indebitandosi ancor di più, per uscire dalla stagnazione trentennale. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese dà conto di un’economia italiana cronicamente ferma, confrontandola con la crescita degli altri grandi paesi europei.
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