Lavoce.info

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Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Nell’economia e nelle idee

“Grazie a lei e ai suoi compagni di ventura per la passione e la lucidità con cui date voce a quella parte d’Italia che vuole crescere, nell’economia e nelle idee.”

Andrea Puricelli
CREDIT SUISSE

Sommario 24 ottobre 2006

Al tavolo della concertazione si svolge un teatrino lontano dagli interessi reali del paese. E nessuno verifica chi rappresenta che cosa. EÂ’ ora di cambiare le regole. Per esempio trasformando il Cnel, oggi ente inutile, in un tavolo permanente che permetta un confronto serio e documentato. Ecco una proposta che guarda allÂ’esempio spagnolo.
La riforma delle aliquote Irpef va nella direzione di aumentare l’offerta di lavoro. Ma forse ci vorrebbe ancora più progressività. Reintrodurre la tassa di successione non è uno scandalo, ma sarebbe utile accompagnarla con la deducibilità fiscale delle donazioni al no-profit. Gli incentivi, infatti, funzionano meglio del timore delle sanzioni. A tre anni dalla Legge Biagi riproponiamo una serie di interventi che cercano di conciliare flessibilità e tutele, delineando un percorso di ingresso verso la stabilità.
Ascari, Barosi e Majocchi commentano l’intervento di Boeri e Brugiavini sul TFR. La controreplica degli autori.
Aggiornamento: Un pessimo segnale di Roberto Perotti. Una manovra indispensabile di Riccardo Faini

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Sommario 20 ottobre 2006

Fitch e Standard & Poor’s procedono ad un nuovo downgrading del debito italiano. Perché non si vede una svolta nella politica economica e la Finanziaria “è troppo sbilanciata sulle entrate”, come segnalato da tempo su questo sito. Bene reagire a questa brutta notizia, con misure che taglino gli sprechi e rilancino lo sviluppo. Facciamo i conti in tasca a un imprenditore-tipo: cosa ricaverà da questa Finanziaria? Ben poco in termini di incentivi allÂ’innovazione e maggiore competitività. E nemmeno una riduzione delle tasse sulla società. Sul riordino delle leggi di incentivazione bisogna chiedersi anzitutto quanto siano efficaci quelle esistenti: lo stimolo allÂ’investimento funziona con poche aziende del Sud e pochissime del Centro-Nord. L’accordo sul Tfr sembra andare incontro alle esigenze delle imprese, ma ignora i problemi dei giovani lavoratori che hanno bisogno di previdenza complementare.
Muhammed Yunus ha meritato il Nobel per la pace: con il microcredito ha creato un meccanismo che contribuisce a superare la povertà e costruisce anche capitale sociale.
La grande coalizione tedesca dopo un anno si sta sfaldando senza aver fatto le promesse riforme strutturali.

Sommario 16 ottobre 2006

Il riordino del sistema televisivo proposto dal ministro Gentiloni vuole rompere il monopolio e liberare risorse per nuovi operatori. Ma il passaggio al digitale terrestre di una rete Rai e una Mediaset non preclude il ritorno dei duopolisti e il superamento del nuovo tetto pubblicitario prevede sanzioni inadeguate. Mentre la politica continua a intervenire sulla questione degli hub, come se non fosse di pertinenza strettamente aziendale, Alitalia affonda e dà la colpa a tutti (un po’ meno a se stessa). L’apertura di Prodi all’operazione Abertis-Autostrade coincide con lÂ’intervento sulle regole delle concessioni autostradali. Riuscirà a tutelare meglio gli utenti dalle rendite monopolistiche? Qualche dubbio in proposito. Studi di settore: come cambia la loro applicazione e come saranno utilizzati per drenare 12 miliardi di euro nei prossimi tre anni. La popolazione degli Stati Uniti arriva a 300 milioni grazie allÂ’immigrazione e alla forte natalità. Perché gli americani fanno tanti figli e gli europei così pochi? Quanto pesa lÂ’immigrazione?

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Aggiornamento: Le ceneri di Angela di Michael Burda.

La bilancia commerciale

Di recente là a Livorno,
nel guardarmi un poÂ’ dÂ’intorno,
vidi al porto un grande slargo,
dove sbarcano dai cargo

mille e mille cilindrate
tutte allÂ’estero sfornate.
Qui sÂ’ammassano i conteineri
pien di robe e vari generi,

in gran flusso dalla Cina,
poi dal Cile ed Argentina;
con i kiwi di Zelanda,
mille Nokia da Finlanda

C’è nei pressi la centrale
che va ad olio minerale,
importato dallÂ’Oriente,
lo si paga cassa o niente.

Pur si compra un gran metano,
col caffè del brasiliano,
il salmon dello scozzese
e la scarpa vietnamese.

Ora un dubbio qui mÂ’assale,
e qualcosa forse vale,
io ci penso da stamani
e lo pongo al Pier Bersani.

E cioè se vò a importare
lo dovrò pure pagare,
vale a dire che lÂ’exporto
pari uscir dovrà dal porto.

Rosso fuoco è la bilancia!
Ma non duole al Pier la pancia?
Forse è il caso di pensare
al di più ch’è da esportare,

e non parmi che il tassista
sia il problem per primo in lista:
ben più urgente è per l’Ulivo

che del gas non può star privo.
La bilancia non perdona,
di poltrone è piena Roma,
la Bonin ce lÂ’ha piccina,
basterà mandarla in Cina?

Lula e le riforme

Un buon tasso di crescita, un’inflazione stabile, una riduzione netta del tasso di povertà. E una ritrovata fiducia dei mercati finanziari internazionali. Sono questi i risultati positivi raggiunti dal Brasile sotto la presidenza di Lula. Ma le riforme strutturali, come quella fiscale o delle leggi sul lavoro, sono state solo timidamente avviate. Deludenti anche le politiche per istruzione e sanità. L’assetto istituzionale del Brasile non ha certo aiutato. E il ballottaggio dirà se il nuovo presidente avrà maggiori margini di manovra.

Sommario 12 ottobre 2006

I modelli economici formali servono per guidare le politica economica. Non bastano le regolarità statistiche o le intuizioni. Questa è forse la principale lezione che si può trarre dal lavoro del nuovo Premio Nobel per l’Economia, Edmund Phelps.
Democrazia significa sviluppo economico più rapido? Oppure è il contrario: è lo sviluppo economico a generare democrazia? L’esperienza storica ci insegna che le riforme politiche hanno maggiore successo se precedute dalle riforme economiche. Utile tenerlo presente guardando alla Cina e alla Russia e ragionando al modo con cui la politica estera americana cerca di esportare democrazia senza preoccuparsi delle riforme economiche. Il presidente brasiliano Lula va al ballottaggio fra poco più di due settimane. Ecco cosa ha fatto bene e dove ha fallito nel suo primo mandato. Il centrodestra, che ha vinto le elezioni in Svezia, promette più occupazione e liberalizzazioni. In un paese che si sente in crisi nonostante le statistiche dicano il contrario. 

Era davvero l’unica Finanziaria possibile? Un sondaggio dimostra che gli elettori di centro-sinistra erano disposti a sacrifici per rilanciare l’economia. Ma non i pensionati.

Lavoce dei lettori

Quarantamila. A tanto ammonta il numero degli iscritti alla newsletter de lavoce.info. Questo nuovo traguardo è stato raggiunto nei giorni scorsi in concomitanza con la pubblicazione di alcuni nostri articoli sulla Legge Finanziaria. Una conferma che nei momenti topici della vita economica e politica del paese c’è un pubblico che vuole capire il nocciolo dei problemi, che cerca approfondimenti, ed è poco interessato allo spettacolo rissoso spesso offerto dai media. La “quota quarantamila” raggiunta, a quattro anni dalla nascita del sito, ci dà un motivo in più per andare avanti e per cercare di rendere lavoce.info più incisiva e tempestiva.

Sommario 9 ottobre 2006

Continua il nostro esame della Finanziaria. Come avviene la riduzione del cuneo fiscale per le imprese, chi ne beneficia e con quali costi per il bilancio dello Stato? Gli enti locali si sentono nel mirino. Ma hanno ragione a protestare? I tagli richiesti sono davvero insostenibili? E le sanzioni efficaci? La riforma della tassazione dei veicoli è meritoria dove colpisce i veicoli più inquinanti. Discutibile, invece, dove applica un superbollo sui Suv, una misura che appare motivata più dalla retorica ecologista che dalla logica economica.
Nei giorni scorsi la Commissione europea, su pressione dell’Italia, ha confermato i dazi anti-dumping sulle scarpe made in China e Vietnam. E’ una vittoria contro il commercio sleale? Forti le perplessità sia nel merito che sull’efficacia. Per fortuna che il Wto evita le guerre commerciali.
Abbiamo superato i 40.000 iscritti a questa newsletter. E’ un obiettivo che ci spinge ad arricchire il sito in termini tecnici e qualitativi, anche sulla scorta dei suggerimenti offerti dai lettori in risposta al nostro questionario. Il vostro contributo, anche finanziario, permetterà a lavoce.info di vivere e di migliorare.

Fabio Pammolli e Nicola Salerno commentano l’intervento di Agar Brugiavini sul Tfr.

Sommario 3 ottobre 2006

La Finanziaria varata dal governo ci permetterà di rispettare gli impegni presi con l’Europa. Ma dato il miglioramento dei conti pubblici (il fabbisogno nei primi 9 mesi dell’anno è migliorato di quasi due punti di Pil rispetto al 2005), la vera sfida era quella sulla qualità dell’aggiustamento. Ed è quasi tutto dal lato sbagliato: più entrate anzichè meno spese, con un probabile incremento della pressione fiscale di un punto di pil. Inquietante l’operazione sul Tfr, un modo di fare cassa ai danni dei lavoratori più giovani. La riforma dell’Irpef corregge alcuni errori del sistema disegnato da Tremonti, ma riduce pochissimo le disuguaglianze, mentre si perde l’occasione per rivedere le politiche di sostegno alle famiglie. Una raccolta e un nuovo intervento sulla lotta all’evasione fiscale che ha un ruolo molto importante nella manovra.

Pagina 151 di 203

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