Presentazione Eugen White
Autore: Desk Pagina 184 di 203
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Presentazione di Luigi Guiso
Presentazione Marco Pagano
Imporre per legge un aumento delle ore lavorate rischia solo di distruggere occupazione. Bene, invece, destinare ai redditi da lavoro i proposti tagli all’imposizione fiscale e contributiva. Formuliamo due proposte: la prima agisce sui cosiddetti margini estensivi (spinge a far entrare nel mercato chi sta fuori), la seconda sui margini intensivi (spinge a lavorare di più chi un lavoro ce l’ha già ).
La Banca Centrale Europea ha nuovamente rinviato il taglio dei tassi. Ma potrebbe intervenire sul mercato dei cambi acquistando le principali divise asiatiche. Sarebbe un modo per favorire la ripresa.
Si aggrava la crisi Alitalia. Privatizzare la compagnia di bandiera sembra l’unica strada per cercare nuove alleanze e per sfruttare le enormi potenzialità del trasporto aereo in Italia.
Trasmettiamo ai lettori le presentazioni di Luigi Guiso, Marco Pagano e Eugene White, utilizzate in occasione dell’incontro al Senato sul ddl sul risparmio di mercoledì 31 marzo.Â
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Segnali contrastanti dal mercato del lavoro. Rallenta la crescita dell’occupazione. Ma poteva andare peggio dato l’andamento dell’economia. Preoccupa il profilo piatto dell’occupazione nel Mezzogiorno: è lì che andrebbero creati i nuovi lavori. Importante rivedere gli assetti contrattuali affrontando al contempo anche il nodo della rappresentanza del sindacato. Il part-time aumenta, grazie anche agli interventi legislativi di questi anni. Il suo sviluppo abbasserà il numero di ore lavorate per occupato, una statistica molto discussa di questi tempi. Troppo presto per trarre un bilancio degli effetti della Legge Biagi. Si può invece valutare sulla base di metodi scientifici il contributo del lavoro interinale alla crescita occupazionale.
Calcio. Il lodo Petrucci è paradossalmente punitivo. Meglio l’amministrazione controllata.
Ricordiamo ai nostri lettori l‘incontro del 31 marzo in Senato sul Ddl sul risparmio.
I capi di Governo dell’Unione europea si riuniscono a Bruxelles per discutere come rilanciare l’economia europea. Si odono già le voci a favore di politiche monetarie e fiscali espansive. Ma non è questo il modo di fare uscire i grandi paesi dell’area euro dalla stagnazione. Ci vogliono quelle riforme strutturali che ci avvicinerebbero agli obiettivi di Lisbona. Bene preoccuparsi di rendere queste riforme politicamente fattibili e tutelare i cittadini più vulnerabili al cambiamento. Bene anche imparare dall’esperienza dei paesi più virtuosi in questi anni. Meglio la Finlandia che la Spagna. Si riaprirà il capitolo Costituzione europea? Sarebbe un bene, dato l’allargamento in corso, ma non sarà il vertice tedesco-polacco di questi giorni a sbloccare la trattativa: la partita è più complessa.
La Comunità ha nel frattempo rivisto il regolamento per le fusioni tra imprese. Aumentano i poteri della Commissione, ma non mancano le incertezze.
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Noi che…finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa; Coraggio fratelli miei…. E’ solo il tempo che passa.
noi che…costretti alla regola di “portieri volanti” o “chi si trova para”,
noi che…”portieri volanti” e…”segnare da oltre centrocampo vale?” – Vale…vale tutto!
noi che…quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
noi che…l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta;
noi che…avevamo sempre un soprannome passibilmente infamante ma nessuno si offendeva;
noi che…chi arriva prima a dieci ha vinto;
noi che…mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1,
noi che…abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;
noi che…se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu’ forti di Pelè;
noi che…invece avevamo ai piedi le Tepa Sport,
noi che…il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
noi che…capivano il senso della seconda maglia quando in Tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter
noi che…o il SUPER SANTOS (in mancanza d’altro) o l’ELITE (lo standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa
noi che… non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
noi che…il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta;
noi che…anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “Goal o rigore” metteva sempre tutti d’accordo;
noi che…al terzo corner è rigore;
noi che…”rigore seguito da goal è goal” ;
noi che…”siete dispari posso giocare?” – “Eh non lo so, il pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno scarso)!”;
noi che…”mi fate entrare?” – “Si basta che ne trovi un altro sennò siamo dispari”;
noi che…riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome;
noi che…”Una vita da mediano” (Oriali-Ligabue) era già una filosofia di vita;
noi che…il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper il n° 6
il libero, il n° 7 l’ala destra, il n° 8 una mezzala , il n° 9 il centravanti, il n° 11 l’altra punta possibilmente mancina, il n° 10
la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il piu’ bravo;
noi che…perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una trafila di 2/3 anni ad alto livello;
noi che…gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti; noi che…dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino;
noi che…quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non trovare triplone o quadriplone BODINI ;il 2°mitico portiere della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;
noi che…avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre
noi che…il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì;
noi che…il sabato mattina eravamo terribilmente stanchi perché la sera prima avevamo visto Cesare Cadeo dopo Premiatissima;
noi che…la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di calcio;
noi che…vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli,
Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli “riporto” da Bari o Lecce
noi che…la Stock di Trieste è lieta di presentarvi…papapà …papapà …papapapaaaaaa…paparapà ;
noi che…Ciotti:…”scusa Ameri,scusa Ameri….clamoroso al Cibali” (che nella nostra fantasia era piu’ famoso di Catania);
noi che…”tutta la squadra dell’Internazionale retrocede a protezione dei 16 m” (sempre Ciotti);
noi che…ci ricordiamo i festeggiamenti del n.1.000 della Domenica Sportiva;
noi che…alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, il Tennis, il Basket e la pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal;
noi che…Galeazzi l’abbiamo visto magro;
noi che…”il piede proletario di Franco Baresi” (Beppe Viola); “Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro” (Gianni Brera);
noi che…andavamo all’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “Dici a Maria se si vuole mettere con me?” Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare…”
noi che…Maria ancora ci stà pensando!
noi che…agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti, anche senza telefonini;
noi che…oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica;
noi che…oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili sondaggi tipo: “chi è stato il piu’ forte giocatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona?” senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;
noi che…se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
Voi che…questo giocattolo ce lo avete rotto… brutti bastardi!
Dedicato a tutti quelli che hanno vissuto il calcio vero….che oggi
non c’è più!!!! E soprattutto a quelli che leggendo le righe
sottostanti sospirano e fanno si’ con la testa….
Due lezioni dalla Spagna. La prima: la rateizzazione dei debiti delle società di calcio serve solo a peggiorare la crisi del pallone. Speriamo nel veto di Bruxelles agli aiuti di Stato.
La seconda: le bugie hanno i voti corti. Ce lo rivela un’analisi del profilo regionale del voto spagnolo e la lettura datane da diversi osservatori indipendenti.
Bene allora che la nostra campagna elettorale permanente sia almeno ben informata ed effettivamente paritaria. Per avvicinarsi a questo obiettivo si potrebbe ricorrere, come nello sport, all’handicapping e imporre per legge l’obbligo di quel dibattito televisivo fra i leader delle principali coalizioni che avviene di norma in tutti i sistemi maggioritari, tranne che da noi.
Ricordiamo ai nostri lettori l’incontro del 31 marzo in Senato sul Ddl sul risparmio. Per partecipare bisogna riempire la scheda allegata.
Come avrete notato, da qualche giorno abbiamo aggiunto la funzione “news feed rss” al sito. L’acronimo sta per Rich Site Summary: permette a chi ci vuole seguire, assieme ad altri siti di informazione, di avere un elenco dei titoli e un abstract dei pezzi senza dover usare un browser o visitare, uno per uno, i vari siti.
Come la stampa italiana ha trattato la vicenda della legge sulla sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato, dalla sua presentazione alla dichiarazione di incostituzionalità . Il termine “lodo”, che implica un accordo trasversale tra forze politiche, viene usato impropriamente da tutti. Ma mentre i giornali indipendenti ricalcano poi lÂ’andamento dei fatti, quelli filogovernative si occupano molto della norma fino alla sua approvazione, disinteressandosene subito dopo. E oscillano molto nellÂ’attribuzione della sua paternitÃ