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Ridurre il debito pubblico si può. E conviene a tutti

Italia e Francia devono finanziare difesa e investimenti. Ma hanno un enorme debito pubblico. Una proposta del 2014, aggiornata, consente di ridurne lo stock senza trasferimenti tra paesi e senza perdite per i creditori. E può convenire anche ai “frugali”.

Un buon “Padre” riduce il debito a condizioni sostenibili

Lo spazio fiscale creato adottando il piano “Padre” è un anticipo che un paese indebitato ripaga nei decenni successivi. Conviene a tutti se riduce il rischio sovrano, non solo la spesa per interessi. E se le regole impediscono di disperderlo.

Il bollo auto italiano non pensa all’ambiente

Il bollo auto dovrebbe ripagare la società nel suo insieme dai danni, non solo ambientali, che l’utilizzo dei veicoli produce. Perciò, in vari paesi europei l’importo della tassa di circolazione tiene conto delle emissioni di CO2. Ma non in Italia.

Se i gestori dei fondi pensione giocano troppo in difesa

I fondi pensione negoziali italiani affidano gran parte delle loro risorse a gestori professionali, per ottenere rendimenti superiori a quelli del benchmark. Ma il comportamento dei professionisti è guidato anche dal rischio di perdere il mandato.

Dpfp, una manovra in cerca di risorse

Il Dpfp, che definisce la cornice di finanza pubblica per la manovra 2027 e per l’evoluzione dei conti nel prossimo triennio, è un documento cauto. Non lascia spazio per spese aggiuntive oltre quelle per difesa ed energia. In attesa di novità da Bruxelles.

L’occasione persa per affrontare la segregazione scolastica

Il decreto sulla soglia di studenti stranieri per classe identifica situazioni eccezionali in poche zone con recenti e massicci flussi di ingresso. Parte da un’analisi sbagliata e non permette di affrontare il problema serio della segregazione scolastica.

Perché il riciclo delle plastiche è in crisi

Con la concorrenza non sempre leale di prodotti extra Ue, il riciclo della plastica dovrebbe avere un sostegno. Invece gli indirizzi europei che dovrebbero promuoverlo finiscono per affossarlo. E così si ferma tutta la filiera, raccolta differenziata compresa.

Il termometro-Istat non ha colpe

Il deficit 2025 confermato dall’Istat al 3,1 per cento del Pil ha riacceso il dubbio che le prime stime sottovalutino l’economia. Ma le revisioni del Pil spostano il rapporto deficit/Pil di centesimi, non di decimi. E il problema non è chi fa i calcoli.

Sul sistema sanitario le regioni guardano al passato

Le regioni chiedono quasi 18 miliardi in più per la sanità nei prossimi tre anni. Però non spiegano cosa con quelle risorse intendono fare, in particolare per la medicina territoriale. Sembra che il “metodo Pnrr” basato sui risultati sia già dimenticato.

Salari italiani: se cambia la misura il problema resta

È vero che minimo contrattuale e salario effettivamente percepito non sono la stessa cosa. Ma qualunque misura si utilizzi, l’Italia ha subito una forte perdita di salario reale rispetto agli altri grandi paesi. Chiamando in causa la contrattazione collettiva.

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