La Commissione dovrebbe definire un nuovo regime opzionale di diritto europeo, senza affidarsi all’armonizzazione di quelli nazionali, aperto a tutte le imprese e non solo a quelle innovative. Dovrebbe anche prevedere regole semplici e ben formulate.
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Le multinazionali richiamano i dipendenti in ufficio. Invece nelle Pmi italiane lo smart working sopravvive in forme inaspettate. La negoziazione informale porta la flessibilità anche in fabbrica e nel settore della cura, agendo come welfare invisibile.
A un campione di italiani sono state rivolte domande su ferrovie, trasporto locale, autostrade, tasse sui carburanti e qualità dell’aria. L’obiettivo era sondare il livello di conoscenza dei sussidi pubblici. Le risposte rivelano un’ignoranza diffusa.
Il Pnrr ha un vizio di fondo: l’uniformità delle scadenze a prescindere dalla tipologia del lavoro da effettuare. Unito alle inefficienze organizzative ha portato a dirottare i fondi per le opere infrastrutturali verso i più gestibili sussidi alle imprese.
Da strumento per casi eccezionali, il golden power si è trasformato in un meccanismo strutturale di controllo sugli investimenti. Come si è visto nel settore bancario. Non va cancellato, ma va ridimensionato rispetto a operazioni interne alla Ue.
I dati Istat dell’indagine continua sulle forze di lavoro di dicembre, seppur provvisori, danno alcune indicazioni sulle tendenze in atto. La crescita dell’occupazione si è fermata. Sale il contributo dei lavoratori senior e il lavoro autonomo recupera.
Dopo il ciclone Harry e la frana di Niscemi ci sono risorse europee e nazionali per la ricostruzione. Dovrebbe però seguire i principi del “ricostruire meglio”, finora assenti nelle politiche di coesione, sfruttando l’occasione del nuovo bilancio europeo.
Il problema dell’Italia non è la fuga dei cervelli, ma il fatto che attrae pochi stranieri laureati. Pesano una domanda debole di lavoro qualificato, carriere lente e poco trasparenti e un contesto che penalizza i giovani in termini di salari e prospettive familiari.
L’Agcm ha avviato un‘istruttoria su un possibile accordo di cartello nel mercato del lavoro, Il caso potrebbe costituire un precedente per chiarire che la concorrenza va tutelata non solo nei confronti dei consumatori, ma anche dei lavoratori.