Le donne continuano a percepire retribuzioni significativamente più basse di quelle degli uomini. Il divario è già evidente al primo impiego e affonda le radici nelle scelte degli indirizzi di studio, compiute ben prima dell’ingresso nel mercato del lavoro.
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Eleggere più donne in Parlamento non è una garanzia automatica di leggi per l’uguaglianza di genere. C’è differenza tra le proposte delle parlamentari nate in contesti più conservatori e quelle delle colleghe cresciute in ambienti più progressisti.
Il congedo paritario è stato bocciato in Parlamento perché troppo costoso per la finanza pubblica. Ma il sistema attuale spinge molte madri ad abbandonare il lavoro dopo il parto. Con la maternità che diventa una penalizzazione occupazionale per le donne.
Favorire la partecipazione delle donne alla politica locale è una questione di pari opportunità . Ma può essere anche una strategia di sviluppo sostenibile. La leadership femminile stimola il senso civico dei giovani e un’azione pubblica più lungimirante.
Gli stereotipi sono una componente insidiosa di disuguaglianze di genere così persistenti nella nostra società . Se liberarsene è impossibile, prenderne coscienza e cercare di limitarne gli effetti è doveroso, anche perché aumentano tra i più giovani.
Gli stereotipi hanno un ruolo nelle scelte educative e contribuiscono così agli squilibri di genere nel mercato del lavoro. Favorire la consapevolezza di quelli impliciti aumenta il numero di ragazze che optano per facoltà Stem. Con effetti anche sui maschi.
Quando in una classe universitaria cresce il numero di donne, migliora il clima di studio e di collaborazione, senza che ne soffrano i risultati accademici. È una lezione particolarmente interessante per i corsi di laurea ancora a prevalenza maschile.
La legge elettorale proposta dal governo Meloni vorrebbe garantire rappresentatività e stabilità , che però sono obiettivi inconciliabili. Altri interventi potrebbero migliorare la normativa sul voto, senza occuparsi delle regole di assegnazione dei seggi.
Manca poco più di un anno al rinnovo delle Camere e arriva l’ennesima riforma elettorale. Dal 1993 a oggi, la ricerca della stabilità politica ha paradossalmente portato a una forte instabilità delle regole elettorali. E agli interventi della Consulta.