I giovani medici vorrebbero restare in Italia. Ma per trattenerli in patria non conta solo lo stipendio. Contano anche le condizioni di lavoro: carichi e turni, stabilità contrattuale e opportunità di ricerca, formazione e crescita professionale.
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Inflazione, tassi d’interesse, crescita, debito pubblico e privato sono oggi sotto l’influenza dei mercati globali e spesso sfuggono al controllo delle autorità di politica economica nazionale. Una ragione in più per rafforzare la cooperazione internazionale.
Fare pressione sulla banca centrale può far salire i rendimenti dei titoli a lunga scadenza. Eppure, il costo reale del debito può comunque diminuire. I meccanismi che fanno capire perché i risparmiatori non vendono e accettano rendimenti reali più bassi.
L’intelligenza artificiale entra in tutte le fasi della ricerca. Se produrre un paper diventa più semplice, aumenterà la quantità degli studi e potenzialmente anche la loro qualità. Su quali basi dovrebbe allora essere valutato il ricercatore?
Lo sconto sul diesel costa ed è poco selettivo. Ma aiuti basati sul solo reddito delle persone non garantirebbero più equità. Perché, a parità di risorse disponibili, la necessità di usare l’auto e quindi consumare carburante può essere molto diversa.
Senza conti pubblici credibili, alzare i tassi può aggravare l’inflazione. Ma assecondare il governo può compromettere la credibilità della banca centrale. La via d’uscita richiede un aggiustamento fiscale possibile e una rivendicazione d’indipendenza.
Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione di “The Economic Approach to Human Behavior”, ma la lezione della Scuola di Chicago resta attuale. Per capire scelte e politiche non basta misurare i risultati. Occorre seguire incentivi, vincoli e reazioni.
La Bce lavora all’introduzione dell’euro digitale. Seppure molto diversa, l’iniziativa richiama il Chicago Plan nato come risposta alla Grande Depressione. Non un progetto contro le banche, ma un nuovo equilibrio tra iniziativa privata e moneta pubblica.
Aderire alla previdenza complementare conviene anche se si è a fine carriera. Le prime coorti di iscritti al Fondo Espero hanno maturato risorse superiori rispetto a chi non ha aderito, pur con un orizzonte di accumulazione limitato. Lo dicono i dati Inps.