L’IA automatizza un numero sempre grande di attività cognitive. Così come la diminuzione dello sforzo fisico ha reso fondamentale lo sport per la nostra salute, l’università potrebbe essere ripensata come spazio di allenamento del pensiero.
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È confermata la proroga del taglio delle accise sui carburanti per tutto aprile. Così come è strutturato è un provvedimento costoso con pochi vantaggi per i consumatori. L’alternativa è prevedere un bonus specifico per le famiglie a basso reddito.
La svalutazione implicita del debito legata all’inflazione ha compensato gli effetti negativi dei bonus edilizi, portando a una stabilizzazione dei conti pubblici. Ma si è persa l’occasione per una riduzione strutturale dal sovraindebitamento.
L’accordo di libero scambio con l’Australia rappresenta una svolta strategica per l’Europa. Non abbatte solo barriere tariffarie per l’agroalimentare. Punta a ridurre la dipendenza dalla Cina e a diversificare le sue catene di approvvigionamento.
Rendere efficiente l’intermodalità ferroviaria nei porti italiani richiede un cambio di paradigma. Bisognerebbe riconoscere la complessità dei flussi, la centralità della strada e la necessità di investimenti mirati e coordinati, senza disperdere risorse.
Rendimenti elevati o costi bassi? La gara tra forme pensionistiche sembra un gioco a somma zero considerato che i rendimenti alla fine dei conti sono in media tutti allineati. Il trucco è nella persistenza, cruciale nella partita che si aprirà in estate.
L’ipotesi di impiegare il Mes per finanziare la difesa europea avrebbe qualche vantaggio. Ma solleva criticità istituzionali, democratiche e giuridiche, compresa la frammentazione territoriale e il rischio di creare politiche “extra-Trattato”.
Grazie alle politiche pubbliche, Pil e occupazione del Meridione sono cresciuti. Ma non si sono tradotti in processi di sviluppo diffuso e duraturo. Perché non è tanto la quantità delle risorse a contare, quanto la qualità e il contesto in cui operano.
I paesi del Golfo pagano un prezzo altissimo nella guerra degli Usa contro l’Iran. Per ora hanno seguito una politica di “pazienza strategica”. Ma per gli americani una vittoria diventa ancora più importante, per non rischiare di perdere un “pezzo dell’impero”.