Il sistema universitario italiano comprende atenei statali, privati e telematici, con caratteristiche e finalità diverse. Non si tratta di scegliere quale modello sia “migliore”, ma di costruire un ecosistema in cui ciascuno possa dare un contributo.
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Il nuovo corso della Consulta che posticipa l’effetto della censura di norme illegittime deriva anche dalla crescente complessità della società e dell’economia. Se la Corte cerca il dialogo collaborativo, per ora il legislatore non sembra rispondere.
L’industria automobilistica è in crisi e le imprese del settore cercano di diversificare la produzione. Ma il nostro tessuto produttivo affronta con difficoltà la transizione. Servirebbe una politica industriale efficace, che indirizzi il riposizionamento.
Negli Usa la proprietà delle abitazioni unifamiliari mette d’accordo il presidente e una senatrice democratica liberal come Warren. Nel mirino ci sono i grandi investitori che le acquistano per poi affittarle. Ma non è così che si risolve il problema casa.
Se non si riesce ad aumentare significativamente il numero di infermieri, qualsiasi incremento di spesa per il Ssn rischia di essere inefficace. Perché la vera riforma della sanità italiana passa anche dalla formazione di professionisti qualificati
In vista del 1° maggio il governo prepara un decreto sulle retribuzioni, ma non attua la delega del “Collegato lavoro 2025”. A riempire il vuoto legislativo e sindacale è la magistratura, usando Costituzione e codice penale contro la povertà lavorativa.
La sentenza sulle clausole vessatorie dei contratti di Netflix era inevitabile perché la legge italiana è più rigida della direttiva europea. Ma il problema è proprio non aver riconosciuto che il diritto di recesso è già una tutela sufficiente del consumatore.
Gli attacchi informatici sono diventati uno strumento ricorrente di acquisizione di dati, estorsione e spionaggio. Colpiscono le grandi organizzazioni, ma anche imprese e individui. Cosa si fa in Italia per contrastare il fenomeno in crescita.
Il quorum del 50 per cento dei votanti per la validità dei referendum abrogativi comporta varie problematiche. La soluzione non è abolire la soglia, ma sostituirla con una di approvazione. È una riforma possibile, purché si converga su una proposta precisa.